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Recensione, " Un nuovo inizio"


Titolo: un nuovo inizio

autrice: Monique Scisci

Casa editrice: Newton Compton

Data pubblicazione: 3 gennaio 2019

Sono trascorsi sei mesi da quando Mads se n’è andato e nella vita di Josephine sono cambiate molte cose. Il suo rapporto con Ben si è di nuovo raffreddato, la sua amica Celine frequenta un biologo e ha molto meno tempo per lei. Sempre più sola, Josephine si rifugia allora tra le pareti della Maison, l’unico luogo in cui sente ancora viva la presenza di Mads e dove si lascia sedurre dal mondo della dominazione, insieme a un giovane musicista. Tuttavia, in seguito all’aggressione subita, inizia a soffrire di attacchi di panico e l’angoscia la spinge ad affidarsi a un terapeuta. Un uomo dal fascino rude, lo sguardo intenso e molti tatuaggi. Dopo un inizio di terapia estremamente conflittuale, Josephine comincia a lasciarsi andare. E in seguito alla scoperta di un oscuro segreto di famiglia, il loro rapporto diventa sempre più profondo…
 
Con l’inizio del nuovo anno la Newton Compton pubblica l’attesissimo sequel di “Chiudi gli occhi” di M.Scisci, “Un nuovo inizio”.
Ho avuto il piacere di leggerlo in anteprima e prima di scrivere ciò che penso, consiglio a tutti coloro che non hanno ancora conosciuto Josephine e Mads di iniziare a leggere Chiudi gli occhi, proprio per capire al meglio le dinamiche che intercorrono, le personalità e le evoluzioni dei personaggi.
Facciamo perciò un punto della situazione anche per chi ha già avuto modo di leggerli.
Josephine è una donna di 35 anni che dopo la morte del padre si trova al comando dell’azienda di famiglia, la LAC. È forte e decisa, ma dietro alla sua durezza si nasconde una decisa fragilità dovuta a forti disagi familiari: la malattia di sua madre e il rapporto difficile con suo fratello Ben. La sua vita prende una piega diversa quando conosce Mads Kavén, professore di filosofia, che la conduce nel ‘mondo sommerso’, fatto di pratiche sadomaso che porteranno Jos a conoscere un lato di sé che non sapeva di avere. Le piace, la rende libera e, al contempo, la incatena all’uomo, diventandone dipendente. Ma quando al sopraggiungere di eventi tragici sono i sentimenti a entrare in gioco, tutto si complica e Mads sarà costretto a prendere una decisione drastica che costituirà l’epilogo del primo romanzo.
recensione-scritta-3La bravura di un autore non sta solamente nel saper scrivere, ma anche nella capacità di coinvolgere nella lettura coloro che non amano il suo genere. Personalmente non adoro il genere erotico, perciò il giudizio che darò a questo libro sarà del tutto distaccato dal gusto personale. Ho voluto intraprendere e terminare questa lettura non solo perché non bisogna avere pregiudizi, ma anche perché Monique è stata in grado di inculcarmi la curiosità e la volontà di scoprire come si evolvono i personaggi, insieme al destino del rapporto tra Josephine e Gabriel, in cui ho riposto le mie speranze.
Complice la scrittura in prima persona, in diversi punti del romanzo ho detestato Josephine, per poi rivalutarla, e infine detestarla nuovamente. Ma questo, a mio parere, non va a discapito del romanzo, anzi. La bravura di chi scrive sta anche nel saper suscitare emozioni contrastanti in relazione al protagonista, ai suoi pensieri, al suo modo di agire in un determinato contesto. Monique ha saputo scavare nella psicologia di un personaggio tormentato, in questo caso di Josephine, con assoluta maestria attraverso un linguaggio lineare, pulito ed empatico.
Apprezzo che le scene di BSDM non siano state descritte in modo volgare ma attraverso uno stile sensuale e fortemente erotico, sicuramente agli amanti del genere piacerà.
Ho amato il fatto che questa storia sia portatrice di un messaggio, cosa non da poco negli ultimi tempi. Ciò che ho percepito, infatti, è un voler sottolineare le conseguenze di una determinata scelta, cosa potrebbe comportare la piena dipendenza da un amore malato se non si è attenti a chi ci sta intorno, col rischio di vivere col rimorso fino al resto dei nostri giorni.
Cosa mi aspetto dal sequel? Sicuramente una maggiore introspezione di Mads, visto l’epilogo. Già in questo capitolo della serie alcuni angoli del suo carattere vengono smussati, perciò tutti noi vorremmo vedere una sua evoluzione narrata in prima persona, anziché solamente piccoli squarci.
Inoltre mi aspetto uno sviluppo di quegli eventi le cui basi sono state gettate tiepidamente in questo libro, togliendomi quindi la sensazione che siano state messe giusto per far accadere qualcosa. D’altronde è ciò che succede quando si è a un passo dalla fine, tutto sembra sospeso e irrisolto.
Infine, vorrei sottolineare la capacità dell’autrice di creare suspense, ciò è stato l’elemento che mi ha maggiormente spinto a tenere gli occhi incollati alle pagine negli ultimi capitoli.
Alla luce di tutto ciò che ho detto, approvo questa storia e rivolgo i miei più sinceri complimenti a Monique, non deve essere facile creare trame come queste, immedesimarsi e far immedesimare.
Alycia Berger
Voto: 4 stelle

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