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Segnalazione, “Il senso interno del tempo”

Titolo: Il senso interno del tempo
Autore: Monica Peccolo
Autopubblicato
Pagine: 291
Prezzo: 3,99 € e-book (prevendita a 2.99 fino al 29 giugno); 9,99€ cartaceo
Genere: narrativa contemporanea, rosa, women’s fiction
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Mandala Series
#1 — Il senso interno del tempo
#2 — Il senso di una promessa
#3 — Il senso del nostro amore
La presente pubblicazione è una versione rivista, corretta e ampliata (con un capitolo inedito) dell’edizione del 2012 di Linee Infinite. Il romanzo originale di 600 pagine è stato diviso in due volumi, Il senso interno del tempo e Il senso di una promessa. La seconda parte sarà disponibile a settembre. Il senso del nostro amore, il terzo volume, è ancora reperibile nei maggiori store online nell’edizione originale.

Quarta di copertina:
Dopo una pausa dai riflettori, e da un ambiente che lo ha quasi distrutto, Nathan Tyler rientra sulla scena cinematografica hollywoodiana. Le sue ferite hanno radici lontane e ritornano ad angosciarlo ogni giorno con la stessa intensità.
Eva Pace, invece, non rimpiange di aver lasciato “Plastic Land”, la capitale del cinema, per tornare in Italia. È una persona solare, altruista, che con tenacia ha perseguito il suo vero sogno. Si è dedicata al lavoro e ama fare la pediatra, anche se questo comporta sacrifici e ardue scelte quotidiane. La vita, però, è un insieme di strane coincidenze e così Nathan ed Eva tornano a frequentarsi, scoprendo che i dieci anni trascorsi e la distanza di due continenti non hanno inciso sull’amicizia che
ancora li lega.
Eva comprende di non avere più davanti a sé il ragazzo scanzonato di un tempo, ma un uomo complicato che scardina le sue certezze e la sfida di continuo. Abituata a combattere battaglie enormi con i suoi piccoli pazienti, però, non si lascia scoraggiare.
Il sentimento che li unisce si trasforma e coglie entrambi di sorpresa. Riusciranno a non sprecare questa seconda occasione offerta dal destino?


Roma, gennaio 1998
Eva invitò Nathan ad accomodarsi su una delle sedie del camerino.
«Finora ho fatto solo teatro. A differenza tua, non ho idea di come muovermi davanti ad una telecamera, ma Vincenzo continua a ripetermi che non devo preoccuparmi» spiegò al collega.
Allungò una mano e frugò nella borsetta, tirando fuori una stecca integra di cioccolato fondente. La scartò.
«Ne vuoi, Nathan?»
Lui accettò volentieri. Non doveva essere una di quelle tipe tanto fissate con la linea se girava  con il cioccolato nella borsa. Questo propendeva a suo favore. Le fissò le labbra carnose e morbide. Doveva ammettere che era carina. Una bellezza italiana fuori dai classici canoni hollywoodiani. La particolare voce, appena roca, e il suo modo di muoversi calmo le donavano
un fascino molto personale.
Eva assaporò il cioccolato, continuando a guardare in silenzio l’attore americano. Aveva proprio un’aria arrogante. La maniera in cui la fissava, il modo in cui continuava a giocherellare con l’accendino, facendolo scattare di continuo, la indispettivano. Il fatto che non si sforzasse di dialogare con lei, rasentava quasi la maleducazione. Si domandò sul serio come avrebbe fatto a sopportarlo per tutta la durata del film. Decise di fare un ultimo tentativo.
«Vuoi sentire una storiella, Nathan?»
«Perché no?»
«Un uomo va dallo psichiatra. Dottore, la prego mi curi, sono sicuro di avere un disturbo della personalità. Credo di essere l’Onnipotente. Il medico cerca di tranquillizzarlo. Non salti a conclusioni affrettate, qui le diagnosi le faccio io. Si stenda sul lettino e cominci a raccontarmi dall’inizio. Allora il paziente segue il suo consiglio, si distende e inizia: Dunque,
in principio ho creato il cielo e la terra…»
Nathan scoppiò a ridere di gusto, sorpreso dall’interpretazione perfetta e dall’imprevista piega ironica della ragazza.
Lui aveva una bella risata, notò Eva. I denti bianchi spiccavano sulla carnagione abbronzata e creavano uno splendido contrasto con la barba lunga di un giorno, scura come i capelli e come gli occhi.
Si studiarono a lungo, con meno sospetto. Nessuno dei due distolse lo sguardo. Un inatteso senso di confidenza fluì tra loro.
Nathan le strizzò l’occhio in segno di complicità. Lei arrossì e abbassò la testa. Non arrossiva più nessuno alla fine del ventesimo secolo, rifletté stupito. Eva rialzò lo sguardo e gli sorrise. Come un raggio di sole che sbuca da un cielo plumbeo e nuvoloso, la stanza cambiò aspetto e parve riscaldarsi. Colto alla sprovvista, lui sgranò gli occhi.
Cazzo! Vincenzo Raimondi aveva proprio ragione.

 

Autrice
Monica Peccolo vive a Livorno, città di mare e mutamenti, ma sogna di viaggiare “come una volta”, con tempi lenti e parecchie fermate nel mezzo. È cresciuta con gli occhi sgranati e la mente aperta, giocando tra castelli di sabbia e installazioni artistiche, e i libri la seguivano ovunque andasse. Ha studiato informatica, fatto volontariato e lavorato come EDP manager, ma dopo un po’ la vita l’ha portata verso altri lidi. Nel 2012 ha esordito con questa serie per Linee Infinite Edizioni e il suo ultimo romanzo è
“Niente è come sembra” (autoconclusivo).   Il suo sito ufficiale è www.monicapeccolo.blogspot.it

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Facebook: www.facebook.com/peccolomonica/
Instagram: https://www.instagram.com/monica.peccolo/

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