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Review party, “La Morte Bianca”

Buongiorno reader,

è con piacere che oggi ospitiamo il review party , “La morte bianca”, di Eugenia Rico.

Ringraziamo l’organizzazione del review e l’ autore per la lettura e la partecipazione.

LA MORTE BIANCA

di

EUGENIA RICO

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Collana: 

Anno Pubblicazione: 

SINOSSI

Quando a sedici anni suo fratello muore, la protagonista deve adattarsi a una realtà completamente nuova. Deve dimostrare a se stessa che si può vivere dopo la morte di una persona molto amata, e nella sua ricerca di senso pervasa da una miracolosa leggerezza scopre che la letteratura è l’unica macchina del tempo davvero funzionante.

“La morte bianca”, una frase breve e forte.

Come un colpo allo stomaco.

La fine del respiro di un neonato, anima candida.

Questo il mio pensiero quando mi è stata proposta in anteprima la lettura di questo romanzo.

Un regalo per cui ringrazio Angelozzi dell’Altra Comunicazione per disponibilità e copia arch.

Un libro per nulla semplice, del resto ogni lettura è un viaggio.

Incuriosita dal titolo, ho scoperto che “La morte bianca” può racchiudere la morte di un infante,  incidente mortale sul posto di lavoro, indicare il decesso  in alta quota addormentasi improvvisamente per la stanchezza, carenza di ossigeno, disidratazione, ipotermia, assideramento.

L’autrice scrive, ” Se mio fratello non fosse morto io non sarei chi sono, né scriverei quel che scrivo. 

Preferirei non fosse morto, sarei forse migliore e direi cose più importanti. 

Ma è morto e ho solo una cosa da dire. Questo è il libro. 

Scriverlo è stato un suicidio. 

Racconta il meglio e il peggio di ciò che ho passato. 

 Le cose accadono  senza che nessuno sappia perché e nessuno sarà più quel che era, né sentirà quel che sentiva prima.

Dovrà persino dire grazie al dolore, lasciarlo sedere alla propria mensa e nutrirlo. Questo è il libro che ho sempre voluto scrivere.

Lo scrivo per me ma, soprattutto, lo scrivo per lui”.

 

Un libro intenso dove ricordi e sensazioni si alternano, urlando un solo messaggio.”Non posso vivere senza di te!”.

Siamo cresciuti insieme, parti dello stesso puzzle, io e te.

Lontani eppur vicini.

Perché così dovrebbe essere un rapporto un rapporto con fratello o sorella.

Una delle poche persone che ci conoscono da sempre, con cui abbiamo condiviso gioie, problemi, paure e sogni.

Due facce della stessa medaglia: la vita.

Che non sempre è giusta.

Voglio costruire un fratello di parole, ma lui non entra nelle parole.

Lo stile semplice dell’autrice ha il gusto di un diario autobiografico, permette al lettore di vedere le vite passate e contemporanee di una famiglia ordinaria, colpita dalla mancanza improvvisa del primogenito.

Un ragazzo giovane, bello, altruista ed in salute. Un amico del modello da seguire per la sorellina che ha sempre invogliato a creare. Scrivete qualunque pensiero e stato d’animo.

Sartre affermava che, ” Scrivere delle cose più oscure è un atto ottimista, perché implica la loro conquista”.

La scrittura può essere terapeutica, occupa mente e cuore. Totalmente.

L’autrice alterna agilmente considerazioni, stati d’animo e ricordi.

 

Infanzia e età adulta si intrecciano in un unico piano temporale, in apparenza.

Le parole scorrono veloci. Come le parole non dette,  le lettere mai consegnate.

Occasioni mancate.

“Il mondo è pieno di sopravvissuti, che non sanno a cosa sono sopravvissuti”, 

Queste ed altre domande si sono alternate nella mia mente leggendo il dolore, incredulità e mancata rassegnazione dell’autrice.

La psicologia contemporanea è certa che il primo passo per superare un dolore è abbracciarlo, riconoscerlo e coccolarlo.

Lasciarli i suoi tempi, sperando che passi.

Anche quando manca l’aria e sembra che tutto uccida.

L’autrice ha reso immortale il fratello con questo libro dolce ed amaro.

Specchio di un dolore immenso, descritto con semplicità e eleganza.

Le pagine scorrono veloci tra passato e presente.

Un libro che sembra un diario romanzato di grande impatto emotivo e psicologico.

Il mio voto è

 

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