Angelozzi Altra Comunicazione,  faby,  recensione

Recensione, “la gabbia” di Francesca Gerla

Edizioni Emersioni

 

Sinossi

 

Enea, garagista recluso in un seminterrato, ha l’abitudine di introdursi di nascosto nelle case dei condomini. Armando, inquilino del quinto piano, lo accusa ingiustamente di furto, svelando di pedinarlo da tempo. Prendono le sue parti Sara, ragazza immagine dalla promiscua vita sessuale, ed Emma, corpulenta donna di mezza età dalla cui casa Enea trafuga reggiseni e slip. Un giorno Emma lo scopre in casa sua, ma anziché allontanarlo o denunciarlo decide di sedurlo.

Tutto nel palazzo cambierà all’arrivo di Ilaria, universitaria dal fisico mozzafiato che nasconde più di un segreto.

In un crescendo di colpi di scena, tra violazioni di domicilio, sparizioni, inseguimenti, esalazioni velenose, sesso a pagamento e violenze domestiche, le verità anche agghiaccianti dei protagonisti verranno a galla, dimostrando che, in questa discesa agli inferi, tutto è possibile.

Persino ricucire i legami nel sangue.

Un libro particolare e strepitoso.

Rimgrazio l’Angelozzi Altra Comunicazione per la copia arch.

Quando ho letto la sinossi mi ha riportato alla memoria altri libri come”la luce nella casa degli altri”, “l’eleganza del riccio”, storie di vite comuni che si intrecciano tra scale e pianerottoli.

Sbagliavo. La gabbia è più di un romanzo di condomino. Enea ed Ilaria sono gli opposti, luci ed ombre. Garage ed attico.

Due modi diversi di affrontare e vedere la vita. Eppur due facce della stessa medaglia, la solitudine.

 

Attico o garage, le mura divengono comunque un nido in cui rifugiarsi.

Per fuggire.

Dalla società e le sue regole.

Una gabbia che circonda il singolo, limita la libertà ed il pensiero per omologarlo.

 

L’autrice narra parallelamente  la storia di Enea adulto, usando flashback per l’infanzia  e quella di Ilaria, ventenne con il futuro da costruire

Differenze e similitudini prendono vita con uno stile fluido ed a volte forte, graffiante.

 

Siamo quel che vogliamo essere.

I personaggi di F. Gela sono anime solitarie, sofferenti, statiche che provano a cambiare rotta per tornare al punto di partenza. Involvono.

Tra segreti e silenzi.

 

Almeno in apparenza. Perché in realtà mutano con le situazioni ed il passare del tempo. E non se ne rendono conto. Cristallizzati in un presente intriso di passato. In una Napoli colorata, vivace e che sa’ di sale marino.

 

La città in cui è ambientato il romanzo è un altro elemento, a mio parere voluto, studiato per mostrare le differenze e difficoltà dei personaggi.

Un libro poliedrico, dove nulla è come appare sino alla fine.

Una lettura consigliata ma non per tutti.

Fermarsi all’apparenza può portare in inganno.

La gabbia è un opera che anche una volta conclusa la lettura, lascia interrogativi e punti in sospeso.

 

Il blog ringrazia l’organizzazione per aver gentilmente e gratuitamente fornito la copia digitale e tutti i metadati presenti in questo articolo.

 

L’autrice

 

 

Francesca Gerla (Napoli 1976), insegnante, ha lavorato per riviste e case editrici in qualità di redattrice e traduttrice. Di recente ha ricevuto il Premio Ritratti di territorio 2017 per la scrittura.È ideatrice e coautrice dello spettacolo teatrale Regine, voluto anche dall’Assessorato alla Cultura di Napoli a conclusione della Giornata Mondiale del Libro 2016.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: