alycia berger,  recensione

Recensione, “la mercante di ricordi”

 

Buongiorno Readers,
Oggi vi voglio parlare della nuova edizione de “La Mercante di ricordi”, un romanzo a quattro mani scritto da Sara Purpura e Simona Liubicich.
Ho già recensito questo libro a gennaio e stavolta, in occasione della sua uscita, ho avuto l’onore di rileggerlo in anteprima.
Per chi non sapesse di cosa sto parlando, questo commovente romanzo narra la storia di due genitori, Kenna e Aidan, che dopo la morte del loro bambino vivono il dolore in due modi diversi – ma pur sempre un dolore distruttivo – vivendo nei sensi di colpa e scagliandosi colpe non appena Aidan ritorna nella città dove tutto è nato e finito tragicamente.
Sara e Simona hanno delineato una situazione piuttosto comune quando avvengono tragedie simili, che portano i genitori ad allontanarsi anziché unirsi ed essere l’uno l’appoggio dell’altro. Si diventa egoisti credendo che siamo solo noi a soffrire, anziché l’altro. Si preferisce fuggire o inghiottire il dolore che, col tempo, si rivela una vera bomba a orologeria, pronta a esplodere non appena il countdown arriva a zero ed è il momento di lasciar uscire fuori tutto, persino quel figlio che tu stessa hai imprigionato dentro di te.
Rispetto alla prima edizione, ci sono nuove scene che vanno ad arricchire il romanzo; lo stile, invece, continua a conservare l’anima delle penne di Sara e Simona: delicato e crudo, struggente e portatore di speranza per una nuova rinascita.
Perché questa, pur essendo una storia che può toccare l’animo nel profondo, specialmente quello delle mamme, trasmette un messaggio volto a reagire partendo dalle piccole cose, rimettendo insieme giorno per giorno i brandelli del nostro cuore a pezzi. E un giorno, esso avrà le ali, libero di volare come un deltaplano che reca con sé le risate del tuo bambino.
Credo che abbiate capito, oramai, che ho adorato – e continuo ad adorare – questo romanzo, i cui personaggi sono assolutamente realistici e ben costruiti. Verrete travolti dalla loro sofferenza, sì, ma anche dalla loro passione. Perché non si smette mai di amare, nemmeno quando si è distrutti. Anzi, forse è tutto ciò che ci rimane per ritornare a vivere.
Voto è di 5 stelle
Alycia Berger

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