recensione

recensione, “Cuore di riccio”

Sinossi

Lisa ha vispi occhi scuri, un corpo snello e un bel musetto appuntito. L’hanno trovata boccheggiante in un giardino, probabilmente tramortita da un’auto. Solo Massimo, il veterinario che ha fondato il Centro Recupero Ricci nelle Langhe, può salvarla. Sembra un’impresa disperata, ma né lei né lui si arrendono e dopo una notte di trepidazione, la piccola si rimette in piedi. O quasi, perché il trauma cranico le ha provocato un’emiparesi che l’ha resa disabile. È giusto tenerla così, sapendo che avrà bisogno di cure costanti e non potrà riassaporare la libertà? E cosa fare con Musetta, sfigurata da un tosaerba? O Ditina, nata senza le zampe posteriori? Massimo non ha dubbi: la vita è vita e va preservata, soprattutto se dimostra tanta ostinazione. Da quel momento Lisa e gli altri diventano i suoi compagni inseparabili: nelle lunghe ore per accudirli, nelle veglie dopo l’ennesima crisi, i riccetti gli insegnano la pazienza, l’empatia e la dolcezza racchiusa nei piccoli gesti. Una lezione che si rivelerà preziosissima: quando sarà la madre ad ammalarsi, Massimo riuscirà piano piano a superare i contrasti e le incomprensioni, ritrovando la tenerezza che li ha sempre legati. In questo libro, delicato e profondo, l’autore del bestseller 25 grammi di felicità affronta con coraggio le pieghe controverse dell’affetto e della dedizione, dimostrando che gli animali, nella loro semplicità, hanno una visione più immediata e pulita di noi e possono aiutarci a riscoprire la vita nella sua essenza.

 

 

Un libro dolce, attuale, intriso di Passione e speranza.

Lo stile pulito e fluido che descrive i caratteri dei ricci, le loro esigenze.

Vittorie e sconfitte.

Che chiunque ama il prossimo, conosce bene.

Soprattutto quando si tratta dei più deboli, come anziani, animali e bambini.

Coloro che hanno più bisogno di affetto ed attenzioni.

Un libro che ho trovato necessario per portare all’attenzione di tutti una realtà fragile, quella della natura .

MASSIMO VACCHETTA vive a Novello, in provincia di Cuneo. Per oltre vent’anni ha esercitato la libera professione di veterinario nel settore dei bovini. Nel 2014 ha aperto il Centro Recupero Ricci «La Ninna». Insieme ad Antonella Tomaselli ha scritto 25 grammi di felicità, che è diventato un bestseller grazie al passaparola ed è stato venduto in America, Inghilterra, Francia, Germania, Giappone e molti altri Paesi.

Centro Recupero Ricci «La Ninna» centroriccilaninna www.lacasadeiricci.org

Massimo Vacchetta è uno dei più importanti esperti europei di ricci e del loro piccolo grande universo. Nel centro La ninna si occupa di loro mettendo a frutto, con il suo staff, la notevole esperienza che ha ormai con gli animali di questa specie. “Ogni giorno la cura dei ricci disabili richiede molto tempo e svariate ore per ciascun animale. Il tutto dipende dal tipo e dal grado di disabilità da cui sono affetti i soggetti ospiti del centro”, ci racconta.

“Molti di loro devono essere aiutati a mangiare. ‘Il ristorante dei ricci’, come amiamo definirci, prepara quotidianamente una pappa liofilizzata a base di crocchette ammollate e carne di pollo o manzo cotta e frullata con il mixer per renderla facilmente deglutibile. Spesso ci tocca imboccarli direttamente con una siringa, piano piano. Sono operazioni che vanno fatte con estrema cautela e attenzione per evitare che il cibo vada di traverso e provochi una polmonite ‘ab ingestis’, spesso fatale”.

 

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