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Review party, “quello che non so di te”

 

Buongiorno readers,

È con immenso piacere che oggi partecipiamo al review party di un libro forte, romantico e che porta il lettore a riflettere su molte tematiche…

Iniziamo….

Titolo: Quello che non so di te.
Autrice: Francesca Redolfi.
Genere: Romanzo rosa.
Casa editrice: PubMe.
Link d’acquisto: Amazon

 Trama:

Samantha non conta più le volte in cui si è precipitata al Pronto Soccorso.

Del resto, da anni ormai le parole più usate in casa sua sono “ipocondria” e “psicosomatico”, al contrario di “mamma”, la meno menzionata.

Proprio durante uno di questi momenti resta chiusa nell’ascensore dell’ospedale con un medico dagli occhi dello stesso celeste del camice, il solo capace di ritinteggiare di un bel corallo le pareti verdognole del nosocomio.

Giulio, questo il suo nome, sembra capitare a proposito, perché Sam ha giurato a se stessa che sposerà un dottore, convinta che solo così potrà guarire dalla sua ipocondria.

In una Milano estiva, tra corse al triage e menzogne velate; con una coinquilina chiassosa e due sorellastre che sembrano la copia di Anastasia e Genoveffa, riuscirà Sam a nascondere la sua vera natura di malata immaginaria?

E Giulio potrà amarla nonostante tutte le sue fissazioni?

 

Samantha Ascani in apparenza è una donna forte e realizzata. Web designer presso una nota azienda, condivide l’appartamento con una coetanea ed una  una famiglia allargata.

Ma nulla è come appare.

“Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”, scriveva Nietzsche. Ci vuole coraggio per guardarsi dentro, riconoscere ed affrontare le debolezze. Sam(nomignolo usato dagli amici) ci ha provato ed alla fine ha deciso di conviverci. Nel bene e nel male.

È ipocondriaca da quando è rimasta orfana di madre. Per varie mancanze del padre che l’autrice svela lucidamente, senza astio o senso di rivalsa.

Come a voler suggerire di accettare il passato e semmai provare a migliorare il presente. Come le sorellastre che storicamente sopporta per non fare dispiacere il padre. Oppure il suo reprimere la fantasia per accontentare il capo. Samantha si autocensura.

Quando Sam incontra un giovane ironico, dallo sguardo blu, inizia una avventura inaspettata e dolcemente amara, a tratti.

 

Giulio Korell è un dirigente che da poco perso la sorella in un incidente stradale. Un uomo legato alla famiglia, al romanticismo e la verità.

Dal loro incontro nascerà un rapporto unico, farcito di serenità e risate.

Colori, equivoci e realtà nascoste.

 Impareranno a conoscersi. Marginalmente. Samantha non si sbilancerà e terrà chiuso lo scrigno delle sue debolezze. Limitandosi, nuovamente.

Sam assaporerà gioie e dolori dell’amore celato, compiendo un grande lavoro su se stessa. Conoscendosi, accettandosi e trovando la forza di cambiare e rimettersi in gioco.

Un percorso lungo e sofferto che la porterà da Samantha. Con sogni, limiti e fragilità.

Un romance intriso di citazioni, rimandi letterari e curiosità.

Come quello dei colori.

Nella società delle immagini il colore informa, come nelle mappe. Seduce, come in pubblicità. Narra, come al cinema. Gerarchizza, come nelle previsioni del tempo. Organizza, come nell’infografica. Valorizza, come nei cosmetici. Distingue, come negli alimenti. Oppone, come nella segnaletica stradale. Si mostra, come nei campionari. Nasconde, come nelle tute mimetiche. Si ammira, come nelle opere d’arte. Infine, nell’esperienza di ciascuno, piace”.

Un libro diverso, dalla trama ricca e ben strutturata, arricchita dai dialoghi spumeggianti alternati a silenzi necessari. Specchio della realtà. I personaggi sono vividi soprattutto dal punto di vista psicologico. Lo stile attento e fluido dell’autrice conferisce al tutto una marcia in più.

Una piacevole sorpresa.

 

Il mio voto è

 

 

 

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