Intervista

Buongiorno readers,

oggi  torna la rubrica dedicata agli autori di Edizioni Open.

 

Tempo fa abbiamo intervistato l’ideatore di questa piattaforma, ogni quindici giorni daremo voce agli scrittori.

Iniziamo….

 

 

 

 

Simona Lombardi

 

 

Ciao, vuoi presentarti ai nostri lettori?

 

Ciao, sono Simona. Napoletana doc nata dei mitici anni90, innamorata persa della mia città e dei suoi tesori. Qualcuno direbbe di me che spesso e volentieri sono logorroica, il che è vero; quando un argomento mi interessa e soprattutto lo conosco, posso parlare per ore e ore. Lavoro in una libreria, quindi sono costantemente circondata da libri e sono cresciuta con l’odore della carta al posto di quello del ragù della domenica. Sono anche una nerd incallita, sapete, del genere maglia dei supereroi e occhialoni sulla faccia. Le mie librerie sono talmente piene di libri e fumetti che potrei azzardare di avere più volume che capelli!

 

Lettura e scrittura, come nascono queste passioni?

 

Essendo vissuta in mezzo ai libri fin da bambina, ho sempre letto. Adoro viaggiare tra le pagine e scoprire sempre qualcosa di nuovo, sapere cosa succederà nell’avventura successiva. Da ragazzina leggevo anche tutta la notte, l’ultimo libro di Harry Potter è stato letto dalle ore 00:10 alle ore 06:40, ora mi risulta molto più difficile. Scrivere invece, è sempre stato il mia via per esprimermi. Non ho avuto un’infanzia idilliaca e penna e foglio sono stati per molto tempo i miei migliori amici e l’unico mezzo che avevo per non implodere. Resta tutt’ora un qualcosa di terapeutico, ma anche un’enorme passione!

Quanto contano nella tua vita?

Contano tantissimo. Se sono giù di corda, adirata per qualcosa, o felice, la prima cosa che faccio è mettermi al pc o con un blocchetto in mano, sono un po’ all’antica, e scrivere tutto quello che mi passa per la mente. Poi magari chiamo qualche amico, ma solo dopo.

Cosa provi quando crei?

Scrivere per me è come rintanarmi sotto la famosa campana di vetro, sto bene quando la faccio e spesso risolvo le mie questioni personali per mezzo della scrittura. È come per un uccello volare e per un ghepardo correre, qualcosa di naturale.

Ispirazione momentanea o pensata? Organizzata o improvvisata?

Ispirazione decisamente momentanea! Mi capita di essere magari sotto la doccia e mi passano letteralmente le immagini avanti agli occhi o mi ritrovo a provare i dialoghi per capire se possono funzionare. È come se all’improvviso qualcuno premesse play e tutto viene da sé.

Io e l’organizzazione siamo due rette parallele che non si incontreranno mai. Di solito le mie storie partono da un’immagine o da una semplice frase e quasi sempre sono le scene finali. Mi focalizzo su quel punto e poi cerco di costruirci intorno qualcosa che possa avere un senso, ma il più delle volte faccio un programma e poi va tutto al  contrario. Ad esempio, quando ho iniziato a scrivere “il colore delle nuvole” è partito tutto da un cartello pubblicitario con dei barattoli di vernice visto in autostrada durante un giorno di pioggia, presente poi in uno dei capitoli. La mia mente ha fatto poi il resto. Il primo capitolo che ho effettivamente immaginato è stato “Colori” ed è il secondo della seconda stagione, giusto per farvi capire quanto parto da lontano.

Edizioni open, come la hai conosciuta? Come è il vostro rapporto, se c’è?

Mi sono imbattuta in Edizioni Open durante quell’orribile periodo chiamato blocco dello scrittore. Non riuscivo più a mettere la penna sul foglio e ho cercato qualche ispirazione. Edizioni Open è stato come il sole dopo la tempesta, ho iniziato a creare e non mi sono ancora fermata. La piattaforma è un po’ come se fosse un’amica, ci sono persone meravigliose che mi seguono e mi fanno tanti complimenti, cosa alla quale non sono assolutamente abituata, e che mi aiutano tantissimo! È come se fosse stata adottata in una brande, bellissima famiglia. A loro posso solo dire un enorme grazie.

Emozioni nel rileggerti?

Rileggermi è quasi sempre una continua autocritica. Del tipo, “ah qui potevo fare meglio”, “in questo punto avrei dovuto spiegarmi di più” e via susseguendosi. Però, ci sono momenti in cui lo faccio e mi fermo per darmi una pacca sulla spalla. In quei momenti penso, cavolo, allora qualcosa lo so fare se ho scritto questo.  

 

Aneddoti potrei iniziare qui e finire tipo il prossimo anno, sono una sbadata cronica e ne combino una dopo l’altra. il più recente riguarda la mia ultima serie, “I marchi sulla pelle”, dove mi ero fatto un’adorabile scaletta, ma ora mi ritrovo a stravolgerla perché sono arrivata lunga con i tempi. Diciamo che il capitolo 8 che sto per pubblicare sarebbe dovuto essere il 5. Idee troppe e particolarità parlo spesso da sola, ma forse quella è follia.

 

Il tuo rapporto con i social?

Non ho un rapporto con i social, la mia bacheca di FB è adoperata unicamente per annunci di volontariato ed è gestita pure dalla mia compagna! Non è un qualcosa che mi piace, ho l’iscrizione a FB perché me la fece una mia amica e non ho altri social.

Se tu fossi un libro?

Assolutamente Cime Tempestose!   Catherine Earnshaw è il personaggio che sogno di creare da quando ho iniziato a scrivere!

Progetti futuri?

Tra i progetti futuri è sicuramente presente il cercare di migliorare il mio rapporto con l’autostima e cercare di mettere un po’ la testa fuori dal guscio, specie per quanto riguarda i miei scritti. Nella mia famiglia nessuno sa che scrivo, tantomeno i miei amici in quanto è qualcosa che mi imbarazza tantissimo. Sarebbe bello partire da qui.

 

 

Un grazie di cuore per la disponibilità e la simpatia ad Simona ed in grande in bocca al lupo!

 

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