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Anteprima,”Solo La verità 1832″   di   Octavia K Sour   

“Solo La verità 1832” 
 di   
O. K Sour   
 
Data di pubblicazione 23/1/2020

QUARTA DI COPERTINA

 

Lee Ann ha vissuto la sua vita divisa tra la sua casa a Torino e diversi collegi all’estero, sempre lontana dai suoi genitori spesso in viaggio. Ora che questi sono morti, in circostanze misteriose, è costretta a lasciare Torino per trasferirsi da Sir Stladstone, il suo padrino che vive in Toscana con sua moglie e i due giovani figli: Terence e Lawrence

Lee Ann, dopo tante sofferenze, sente di poter essere nuovamente felice, ma non tutto è come sembra. Quello straordinario legame tra fratellanza e amicizia, con Terence e Lawrence, rischia di infrangersi. L’affetto diventa amore e quando alcuni segreti vengono allo scoperto tutto si complica.

C’è qualcosa sotto la perfetta facciata della famiglia Stladstone? Cosa nascondono alla ragazza?

INCIPIT DEL LIBRO

 

« Mi scriverete spesso, vero? »

« Certamente, Lee Ann. Verrò presto a trovarti »

« Trovo assurdo non poter rimanere qui con voi »

« Se dipendesse da me, non ti lascerei andar via »

« Forse si può fare ancora qualcosa, venite con me e parlate con Sir Stladstone »

« Non si può… ne abbiamo parlato fin troppo »

« Lo so, ma è tutto così strano. Non posso non sospettare che la verità sia un’altra, mio padre nascondeva qualcosa e Sir Stladstone era forse coinvolto »

« Enough! Tuo padre era una persona onesta, non aveva nulla da nascondere e nulla da temere »

« E Sir Stladstone? »

« Lui è solo un amico di vecchia data di tuo padre, non mi piace che tu vada da lui, ma non possiamo fare nient’altro, sono certo che tutto andrà bene, vivrai in una famiglia che ti vorrà bene, i tuoi genitori credevano che lì avresti trovato un ambiente sereno e adeguato a te. È questo che è stato deciso »

Silenzio.

« Non voglio che ti occupi ancora di queste fantasie. Salutiamoci con gioia e mi raccomando, scrivimi e se non ti sentissi la benvenuta… »

« Non preoccupatevi »

La sua mano estrasse dalla giacca un orologio da taschino, gli diede un fuggevole sguardo per poi tornare a me:

« Credo sia giunto il momento di salutarci. Addio, Lee Ann »

« Addio, zio Arthur »

Un abbraccio.

Salii in carrozza, mio zio fece cenno al cocchiere di andare.

La carrozza cominciò a muoversi scricchiolando, io sprofondai. Mi sporsi col busto fuori del finestrino: il vento mi colpiva. Era freddo, ma non riuscivo a decidermi a ritrarmi.

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