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Blog Tour "Della vita un sogno "

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Titolo: Della vita un sogno

Autore: Roberta Bramante

Formato: Cartaceo ( Copertina flessibile )
Editore: WritersEditor
Prezzo: 17,00 Euro
Sinossi>
Laura è una ragazza che coltiva fin da adolescente il sogno di diventare un’attrice. Parigi è la città che l’accoglie con le sue opportunità e insidie. La compagnia teatrale del noto attore e regista Alexandre Mallet le offre un ruolo da protagonista ma nel preparare il personaggio Laura scorge una parte di lei ancora sconosciuta che la spaventa. Alexandre e i sentimenti che inizierà a nutrire per l’attore, le fanno scoprire la sua femminilità ma anche la sua vulnerabilità. Nonostante gli sconvolgimenti e le difficoltà, la ragazza lotterà contro i suoi limiti per rimanere fedele a se stessa e al suo sogno, grazie anche all’aiuto di Yann giovane e affascinante musicista segretamente innamorato di lei.
Quando sale su un palcoscenico, Laura si sente alla stregua di una divinità, animata da una scintilla luminosa e rovente. Ha talento e passione. Anche se schiva e fisicamente esile, custodisce dentro l’involucro diafano del suo corpo, un grande sogno che la rende sicura e forte. Non ha dubbi riguardo al suo futuro, vuole imparare a recitare e diventare un’attrice.
Dall’Italia si trasferisce a Parigi, fin quando qualcosa di spiacevole interrompe bruscamente il suo sogno.
“Della vita un sogno” è un libro che parla di rinascita e di sogni, di cadute e risalite, di amore e d’amicizia, di come trasformare la sofferenza in opportunità
 
 

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Roberta Bramante

 
 
Ciao, vuoi presentarti ai nostri lettori?
– Ciao a tutti! Sono Roberta Bramante. Sono nata in Abruzzo ma vivo a Roma da qualche anno. Le mie origini partenopee per via paterna conferiscono al mio carattere creatività e veracità. Oltre a dilettarmi con la scrittura, sono docente di Storia e Filosofia. Adoro queste due discipline  e  non  smetto di studiarle e approfondirle perché mi arricchiscono come essere umano e mi permettono di crescere anche come scrittrice. Uno dei miei filosofi preferiti è Socrate. Tra le sue massime c’è la famosa “Nosce te ipsum”, conosci te stesso. Riconosci i tuoi limiti per poter crescere e migliorare. Quello che cerco di fare ogni giorno. Nel lontano 1999 ho conosciuto il buddismo giapponese della Soka Gakkai(Società per la creazione di valore) ed è anche grazie a questo insegnamento che mi impegno a mettere in atto la mia rivoluzione umana. Adoro l’arte, quando posso vado a vedere mostre. L’ultima è stata quella presso la Galleria Borghese dove ho visto le opere del Bernini, di Caravaggio e anche le inedite sculture di Picasso. Altra mia grande passione è il viaggio. Viaggiare mi permette di riappropriarmi di me stessa, di entrare in contatto con luoghi, culture e storie diverse. Anche questa esperienza è senz’altro preziosa quando  scrivo.
Come nasce il vostro rapporto con la lettura?
– Da piccola vedevo mio padre, acerrimo lettore. Quindi io lo emulavo. Tra gli scaffali pieni zeppi di libri, avevo l’imbarazzo della scelta. Ho iniziato con in romanzi di fantascienza dell’Urania, proprio perché erano i preferiti di mio padre. Il più bello letto a circa dodici si chiamava il Pianeta Tschai, di Jack Vance. Poi, iniziato il liceo, ho avuto un’insegnate di italiano severissima che ci faceva leggere due libri al mese, oltre ai numerosissimi altri compiti. L’ho odiata allora, ma oggi la ringrazio. Grazie a lei ho letto giovanissima i più grandi capolavori della letteratura.
Hai un genere o autore preferito? 
– I miei libri preferiti sono romanzi storici come per esempio I miserabili di Victor Hugo, Il conte di Montecristo o La Città Eterna, che pur essendo di fantapolitica si rifa alla storia italiana del ‘900. Tuttavia non c’è un genere che preferisco. Mi piacciono i classici, la narrativa contemporanea, mentre non amo tantissimo il sottogenere Triller o Horror(magari Edgar Allan Poe,  Mary Shelley e King li salvo).
E …..la scrittura?Quando inizia questa avventura?
-Ho iniziato a scrivere poesie all’età di otto anni e da allora non ho mai smesso. Mi sono lasciata ispirare dai grandi poeti classici  italiani. Durante i miei studi universitari sono venuta a contatto, seppur indirettamente, con  la poesia elettronica Poetronic. Lasciandoci ispirare, io ed altri aspiranti giovani poeti, abbiamo realizzato un progetto che vedeva la sinergia di più forme d’arte: naturalmente la parola, la musica e infine le immagini. Il nostro esordio risale a circa vent’anni fa, con una tecnologia a nostra disposizione che non equivaleva esattamente a quella attuale. Per molti anni, presa da altri progetti, ho messo da parte l’impegno attivo, ma non ho mai smesso di scrivere.
Hai pubblicato poesie ed hai vinto un concorso letterario nazionale, che ricordi hai legati a queste esperienze?sensazioni?
-Parallelamente alla scrittura, ho iniziato a scrivere racconti brevi. Uno di questi, che ricordava la vita di un hibakusha, un sopravvissuto all’olocausto nucleare, l’esplosione della bomba nucleare a Hiroshima alla fine della seconda guerra mondiale, ha vinto un concorso letterario organizzato dall’agenzia letteraria Ponte di Carta. É stata una esperienza fantastica. Nella mia vita non avevo mai vinto nullae quando sono stata proclamata vincitrice durante la cerimonia di premiazione non ci volevo credere. Sono molto insicura e spesso non credo di meritare. Per fortuna la vita a volte ci aiuta a superare le nostre paure. Da allora mi sono buttata con più coraggio nel mondo della scrittura. Ho partecipato ad altri concorsi e ricevuto altri riconoscimenti.
Nel 2016 hai pubblicato una raccolta: “Le sembrava bello e altri racconti” –con la  Valletta Edizioni. Vuoi raccontarci questa esperienza? Che riscontro ha avuto con il pubblico?E che rapporto hai avuto, se lo hai avuto, con questa esperienza?
-La casa editrice Valletta Edizioni  collaborava con l’agenzia Ponte di Carta e Il premio del concorso vinto prevedeva la pubblicazione di una raccolta di racconti. Così ho dato sfogo alla mia creatività scrivendone una serie che variava sia nei temi che nel genere; la raccolta è stata pubblicata con il titolo “Le sembrava bello ed altri racconti” . Una prima pubblicazione tutta mia, con una casa editrice seria e non a pagamento. Ho presentato il libro in diverse città italiane, ricordo con molto piacere quella presso la prestigiosa libreria Assaggi di San Lorenzo a Roma. La partecipazione è stata sempre molto viva, ho avuto al mio fianco attrici bravissime che leggevano pezzi dei miei racconti e donne di cultura che mi hanno sostenuto durante le varie presentazioni. Quest’esperienza ha rappresentato uno slancio positivo anche per la conclusione del mio romanzo. Unico cruccio è stato non aver capito la portata dei blog e di internet per far conoscere l’opera.
Lettura e scrittura vanno di pari passi nella vostra vita o dipende dal momento?Ispirazione o esercizio, magari quotidiano?
-Amo sperimentare, mi piacciono le sfide. Sono una persona molto creativa, ho molta fantasia, ma soprattutto ho letto e leggo molto. Ogni autore e ogni libro letto ha lasciato dentro di me qualcosa che ho riversato in ciò che ho scritto. Anche grazie al lavoro che faccio, sono sempre stimolata da nuovi input.
Scrivi in solitudine o accompagnata magari dalla musica?Hai rituali, abitudini?
-In questo momento sto scrivendo con la musica degli U2 di sottofondo, ma mi piace anche il silenzio. A volte scrivo sdraiata a letto, ma anche quando ho un attimo di tempo tra una pausa e l’altra a lavoro. Non ho dei rituali precisi. Ci deve essere però il desiderio, la voglia di esternare sotto forma di scrittura ciò che brama dentro di noi.
“Della vita un sogno”è il tuo primo romanzo, come nasce? La storia ha avuto un suo percorso fluido dopo l’ispirazione o hai avuto dubbi?
-Questo primo romanzo “Della vita un sogno” è stato nel mio cassetto circa quindici anni e ha subito numerosissime modifiche, stesure e riadattamenti. Per molti aspetti è diventato la mia ‘coperta di Linus’: il posto tranquillo, lo spazio dove tornare quando avevo voglia di evadere, di scappare dalla pesantezza della realtà. Nasce come racconto giallo, ma subito  ho deciso di cambiare decisamente struttura e genere, mantenendo il cuore della storia che volevo raccontare.
La tematica trattata è particolare e delicata, il mondo dell’arte è ricco di insidie e vittorie…..svisceri pensieri e paure del palcoscenico…. Esperienza personale, conosciuta o immaginata?
-Al contrario della protagonista, il mio approccio con il teatro è stato inizialmente teorico e filosofico. La lettura di Antonin Artaud, l’esame di storia del teatro con il prof. Ferdinando Taviani e le lunghe conversazioni con la mia amica Noemi Tiberio, grande conoscitrice di teatro e attiva ricercatrice all’Università dell’Aquila- purtroppo deceduta durante il terremoto- mi hanno svelato la grandiosità dei mezzi comunicativi del teatro. Ricordo ancora Mythos lo spettacolo dell’Odin Teatret al quale ho partecipato sotto suggerimento di Noemi. Il teatro riesce a utilizzare un linguaggio metafisico che a mio avviso oltrepassa altre forme di comunicazione poiché investe l’uomo nella sua totalità, nella sua fisicità e nel gesto, oltre che della parola. Al di là di questo, ho fatto corsi e seminari pratici e ciò mi ha permesso di conoscere aspetti meno ameni, più commerciali  del teatro di oggi  e ho voluto parlarne.
Cosa ne pensi dell’attuale mondo dell’editoria ed autori-ici? Sopratutto pensando ad internet che offre kindle, ebook, recensioni ecc? Molte possibilità ma forse a volte poche veritiere?
-Ritengo ogni cosa come originariamente neutra, siamo noi a darle valore. Così accade per internet, per i mezzi di comunicazione attuali. Dipende da noi come li sfruttiamo. A mio avviso possono essere un mezzo per far conoscere le proprie opere a più persone possibile e a farle uscire dalla cerchia ristretta delle nostre conoscenze. È anche uno strumento per conoscere autori minori, magari non pubblicizzati dai grandi canali.
Progetti futuri? Speranze?

-Il mio attuale progetto è quello di continuare a far conoscere il mio libro, a portarlo nelle diverse città italiane, nelle librerie, nelle fiere, ecc. Inoltre mi sto impegnando anche a concludere il mio secondo romanzo e magari pubblicare la mia prima silloge poetica. Spero di essere in grado di trasmettere emozioni con le mie parole. Il mio sogno più grande è quello di essere utile, incoraggiare, dare speranza con le mie storie…”

Si ringrazia Roberta Bramante per la disponibilità ed un una grande in bocca al lupo per “Della vita un sogno”.

 
 
 

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