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Blog Tour, LOVESICK di Penelope White

 

Buongiorno readers, come state? Oggi inizia il mese di Luglio, tra caldo e nuovi progetti…

Noi vi presentiamo il nuovo libro di Pemelope White attraverso la tappa del Blog Tour dedicato, mostrandovi estratti e card.

 

Siete pronti? Curiosi?

 

 

Iniziamo…

 

Sinossi:

Lucille ha 19 anni e frequenta il primo anno del College di Belle Arti ad Austin, in Texas.
Figlia di un uomo più interessato a vincere le elezioni come Vice governatore dello Stato, piuttosto che preoccuparsi della vita di Lucille, vive solo con la madre, nella piccola e modesta casa in cui è nata.
Durante una delle sue uscite serali, con Claire, l’amica di sempre, Lucille attira l’attenzione di qualcuno collegato ai cartelli messicani, di cui lo stato del Texas è pregno, a causa della porosità di confine.
Jason Moore ha 35 anni, la maggior parte trascorsi nella malavita, tra carcere e gang locali. L’ultimo suo obiettivo è quello di organizzare il rapimento di Lucille.
Quello che però nessuno dei due può nemmeno minimamente immaginare è che, vivendo a stretto contatto per trenta lunghissimi giorni, potesse nascere dell’altro, oltre il semplice odio e rancore che Lucille conserva nel cuore, e l’impassibile gelo che alberga in quello di Jason.
Quindici anni dopo l’intera vicenda, Lucille rivivrà, passo dopo passo, il periodo più difficile della sua vita, a fronte di quello che accadrà il giorno immediatamente successivo all’incontro con il terapeuta che l’ha seguita ed aiutata subito dopo il rapimento, quindici anni prima.
Riuscirà, Lucille, a lasciarsi finalmente alle spalle l’uomo che è riuscito ad entrarle dentro, seminando radici sino al suo cuore?

 

 

 

Poi sposto lo sguardo e noto Jason di spalle, la sua enorme schiena granitica davanti ai
miei occhi sembra fittizia: un’immensa distesa di inchiostro colorato mossa dai muscoli che
si distendono e si contraggono a intervalli regolari, seguendo il movimento delle sue
enormi spalle e delle sue poderose braccia, mentre continua a lavarsi. Ne seguo ogni
singolo atto, ogni singola curva, ogni dannatissima conca, ogni depressione, ogni
prominenza.
Ed è tutto così grande, così scolpito, così macchiato d’inchiostro nero e colorato, da
risultare perfetto tanto quanto la pelle nuda e rosea di un neonato.
Continuo sulla linea dei dorsali, lungo l’intera spina dorsale, il retro delle cosce e i polpacci
grossi e poderosi. Ma poi sono costretta a premermi una mano sulla bocca quando i miei
occhi, alla fine, si scontrano con la pozza d’acqua a terra, sul piatto doccia, schifosamente
tinta di rosso.
Terrorizzata, mi ritrovo a distogliere lo sguardo, facendolo ricadere sul pavimento del
bagno e su di un grosso borsone nero di cui prima non mi ero nemmeno accorta
dell’esistenza. È aperto e sopra di esso ci sono i suoi vestiti ammassati e sporchi,
probabilmente dello stesso sangue che ora imbratta il pavimento della doccia.
E l’unica cosa che vorrei fare ora è richiudere la porta e tornare in stanza, ma non riesco
più a muovermi…

 

Biografia:

Mi presento, mi chiamo Penelope White e ho 28 anni.
Sono un’autrice esordiente. La mia è una storia abbastanza particolare perché non sono mai stata una patita della lettura, anzi, odiavo tenere un libro tra le mani. Ma quando, qualche anno fa, mi è capitato, per caso, After, di Anna Todd, non ho più smesso di leggere e il mio amore per questo genere è come esploso all’improvviso, travolgendomi completamente!
Oggi sono io che scrivo, nonostante non abbia mai smesso di leggere; cerco di riportare qualcosa di me in ogni pagina; cerco di trasmette emozioni, almeno la metà di quelle che provo io quando batto i polpastrelli sui tasti del mio pc! Mia sorella mi ha chiesto tante volte il perché io abbia iniziato a scrivere e, inizialmente, non sapevo mai bene cosa rispondere. Vi è mai capitato di leggere una storia e non essere completamente d’accordo con l’evolversi del racconto? Con le decisioni prese dai personaggi? Ecco, diciamo che ho cominciato proprio così: volevo avere la possibilità, almeno per una volta, di creare io una storia e decidere io l’evolversi degli eventi!
Non so se mi sia riuscito appieno, ma so che mi sento bene quando la fantasia prende forma su quel foglio bianco di word.

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