SEMrush

Cover reveal, “Voci nel vento How to disappear completeley volume 3”

Voci nel vento

How to disappear completeley volume 3

Info Cover: progetto grafico di Catnip Design (www.catnipdesign.it) e illustrazione di Valentina Catto (www.valentinacatto.com)

Genere: romance new adult

I libri della serie How to disappear completely, autoconclusivi:

Cuore d’inverno – How to disappear completely I: uscito il 3 giugno 2019

Bonus Track – How to disappear completely Novelle: uscito il 3 giugno 2019

Come una tempesta – How to disappear completely volume 3: 14 novembre 2019

Voci nel vento – How to disappear completely volume 3: 6 dicembre 2019

How to disappear completely volume 4: 16 dicembre 2019 (da confermare)

Quarta di copertina “Voci nel vento – How to disappear completeley volume 3″

Vorrei stare qui per sempre, dentro questa macchina con Olivia. Potremmo farcela a vivere così, per strada, come due zingari, senza radici, senza famiglia, senza niente di niente che possa ricordarci di avere un passato. Solo io e lei e una strada infinita che si dipana di fronte a noi. Questo vorrei. Questo è il nostro sogno, ma la realtà è un’altra. La realtà è che io ho una famiglia e un uomo nero da affrontare, se voglio rimettere ordine nella mia vita. Quando mi fermo davanti alla casa dei miei genitori, afferro la mano di Olivia, le bacio il palmo, come lei ha fatto con me poco fa in un gesto dolcissimo che, per un momento, mi ha fatto dimenticare il perché adesso non possa stare con lei.

La vita di Francesco Marras è cambiata da quando la sua ragazza lo ha lasciato. Affascinante e viziato rampollo della collina torinese, Fra si ritrova nel suo appartamento a condividere le giornate con una bottiglia di birra e la preoccupazione per la sorella gemella, dispersa chissà dove da mesi. Una sua lettera da Las Vegas lo convince a partire per ritrovarla, dopo aver costretto la sua giovane e introversa vicina di casa, Olivia, a seguirlo in questa impresa.

Un viaggio negli Stati Uniti. Una strada tortuosa che li porterà l’uno all’altra, vincolandoli in un rapporto sempre più profondo, viscerale, che andrà ben al di là della semplice amicizia. Dopo “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta” e “Bonus Track”, “Voci nel vento” è la nuova edizione self publishing, riveduta e corretta, de “Il tuo sorriso controvento”, terzo volume autoconclusivo della serie “How to disappear completely”.

Vorrei stare qui per sempre, dentro questa macchina con Olivia. Potremmo farcela a vivere così, per strada, come due zingari, senza radici, senza famiglia, senza niente di niente che possa ricordarci di avere un passato. Solo io e lei e una strada infinita che si dipana di fronte a noi. Questo vorrei. Questo è il nostro sogno, ma la realtà è un’altra. La realtà è che io ho una famiglia e un uomo nero da affrontare, se voglio rimettere ordine nella mia vita. Quando mi fermo davanti alla casa dei miei genitori, afferro la mano di Olivia, le bacio il palmo, come lei ha fatto con me poco fa in un gesto dolcissimo che, per un momento, mi ha fatto dimenticare il perché adesso non possa stare con lei.

Appena si ferma, penso che finalmente si sia rassegnato, invece scaraventa il telefono contro il muro, rompendolo in tre pezzi e facendomi sobbalzare per lo spavento.

«Vaffanculo Alice! Vai a fare in culo, tu e le tue stronzate da psicotica!» grida verso il cellulare. Non l’ho mai visto così arrabbiato.

«Fra…»

Stendo le braccia verso di lui per fargli segno di darsi una calmata.

«No, Olivia, non mi calmo! Quella… stronza fa sempre così, manipola le persone, vuole essere ascoltata e poi scappa sul più bello!»

Si butta sul letto accanto a me, i gomiti piantati sulle ginocchia, la testa tra le mani. Non piange, è troppo arrabbiato per farlo, ma il suo corpo trema per la tensione.

Mi avvicino un po’ di più e comincio ad accarezzare l’arco teso della sua schiena piegata nel dolore di un fratello che non riesce a raggiungere la propria sorella. A volte rivedo me in lui, lo stesso senso di impotenza che ho provato per mio fratello.

Mi appoggio alle sue spalle baciandogli la nuca. Lo stringo a me, fino a che non si risolleva per guardarmi con gli occhi lucidi. I suoi incredibili occhi del colore dell’oceano più profondo. Mi guarda come se non capisse cosa sta guardando, come se si chiedesse chi sono e cosa faccio qui, e questo mi fa ritrarre immediatamente. Ma la sua mano scatta sul mio braccio per trattenermi e riportarmi verso di lui. Senza alcun preavviso mi bacia stringendosi al mio corpo come se fosse l’ultimo appiglio che gli permette di non cadere nel vuoto. Cancella ogni mia volontà di ribellarmi, ogni residuo della forza che credevo di avere viene disintegrata da questo contatto che non ha nulla di tenero. Volevo questo bacio, lo agognavo da questa mattina quando mi sono svegliata da sola in una stanza che non era la mia. Ma in questo bacio non c’è spazio per l’amore: non c’è amore nel suo tocco, nell’egoismo della sua presa, nella tensione del suo viso. Le sue mani che toccano ogni centimetro del mio corpo come se stesse lottando contro di esso, trasmettono solo rabbia e frustrazione, sofferenza e bisogno. E, come al solito, io cado nella rete dei miei sentimenti, ne sono prigioniera ormai, stregata da emozioni che non ho mai conosciuto e che non mi sono mai concessa. Chiudo gli occhi per non guardarlo. Fingo che quel che mi sta dando mi basti, fingo che mi vada bene, perché in fondo mi basta, mi va bene. Preferisco avere questo piuttosto che il nulla. Preferisco dissetarmi con acqua sporca che morire disidratata. Perciò eccomi qui, ad agognarne anche solo una goccia, a prendermi ciò che lui mi concede.

È la prima volta che non so come comportarmi con Francesco.

«Olivia, aspetta…» Lui scende le scale a due a due per raggiungermi.

Mi volto indietro, fermandomi tra un gradino e l’altro. Deglutisco nel vederlo così, in doppiopetto scuro di Armani, con una camicia bianca e una cravatta stretta di seta rossa. Anche lui sembra stupito da ciò che vede, perché si blocca a metà strada e mi squadra con un’espressione intensa.

«Caspita» mormora, interdetto.

«Caspita anche a te» ribatto, strappandogli un sorriso.

«Possiamo andare insieme, visto che siamo diretti allo stesso matrimonio» ironizza, avvicinandosi con cautela.

Mi guardo intorno, in cerca di una risposta convincente.

«Non so se sia una buona idea.»

Scende un altro paio di gradini, sospirando di frustrazione.

«Non dire stronzate, non possiamo ignorarci per sempre. Forse non staremo insieme, ma viviamo nello stesso palazzo, sullo stesso pianerottolo.»

Questa è bella.

«Quindi è per questo? Per non dover ignorarci quando ci incontriamo per le scale… Be’, grazie Fra, ne sono lusingata, ma credo che prenderò il pullman.»

Faccio per scendere gli ultimi gradini e allontanarmi da lui, ma la sua mano mi afferra un polso, bloccando la mia fuga.

«Olivia» sussurra vicino al mio viso. Posso sentire il suo respiro fresco sulle mie labbra. Socchiudo le palpebre, anche se l’ultima cosa che vorrei mostrargli è la mia vulnerabilità. «Olivia» ripete, quando cerco di mettere una qualche distanza tra noi.

Perché mi sta facendo questo?

«Noi non siamo amici, Olivia» risponde con un ghigno che non vuole essere divertente. «So cosa provo per te… non è amicizia, lo sai benissimo.»

Sembra sofferente, annaspa come se gli mancasse l’aria. Comincia a borbottare parolacce a vanvera senza più guardarmi in faccia; si avvicina al muro per appoggiarvi la schiena e sorreggersi come se avesse appena corso. «È per questo che non potevo vederti» continua appena riesce a calmarsi.

Provo ad avvicinarmi a lui, sollevando una mano per accarezzarlo, e, in un istante, i suoi occhi cerulei mi trafiggono, paralizzandomi. È chiaro che non vuole che faccia un altro passo, come se la mia vicinanza possa scottarlo. «Io non… non volevo vedere il disgusto nei tuoi occhi, una volta scoperto ciò che mi era successo. Io stesso faccio fatica a guardarmi allo specchio.»

I miei occhi si riempiono di lacrime. Faccio un altro passo verso di lui. È terrorizzato all’idea che io possa toccarlo, così non lo sfioro, non respiro neanche. L’unica cosa che voglio è cancellare dal suo volto la paura, la vergogna e la rabbia che ora si riversano nel suo sguardo.

«Ti ho sempre guardato in un solo modo, Fra: come una ragazza innamorata.»

Mi bacia come se dalle mie labbra dipendesse la sua stessa sopravvivenza, mi tocca come se non riconoscesse più il mio corpo. La lingua scava nel mio palato come se cercasse l’acqua in un deserto, le dita premono sulla mia pelle per trovare un riparo dall’uragano che si sta scatenando nella sua testa. Ma, appena riapre gli occhi, è come

No votes yet.
Please wait...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Torna in alto