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Ho paura di mio figlio di Alexandra Petullà.

Illustratore: Astegiano B.

Editore: Saga

Collana: Tartaros

Data di Pubblicazione: gennaio 2022

ISBN: 1280523379

Ean: 9791280523372

Pagine: 170

Reparto: Narrativa > Narrativa horror e gotica

Formato: rilegato

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Si agita nel buio. Invade ogni anfratto della mia mente. I suoi occhi non sono umani, ne sono sicura. Risalgono a qualcosa di più antico, qualcosa di non tangibile, qualcosa che parla una lingua diversa. Qualcosa sta rendendo di entrare e il confine tra realtà e incubo si infrange. Amo mio figlio, ma mi terrorizza…  sono sicura che non è ciò che appare. Un libro oscuro, disperato, dove nulla è ciò che sembra.

Il blog ringrazia per la copia arch

Cosa ne penso

Nadine Meunier è stata la vittima di un brutale omicidio, avvenuto per mano di sua madre. L’adolescente probabilmente era malata o forse era stata cresciuta con questa convinzione. Figlia di una donna verosimilmente instabile mentalmente. Un mistero. Che due secoli più tardi torna in vita attraverso le pagine del diario di Jeanette. Giovane madre di un bimbo di cinque anni, Jacob.

Ho paura di mio figlio di Alexandra Petullà è un romanzo horror, paranormal dalla forma epistolare. L’autrice da voce alla mamma ed i suoi demoni grazie ad un diario terapeutico dove realtà e fantasia si fondono perfettamente.

Il lato oscuro emerge ed il terrore scorre tra le pagine. Offrendo uno sguardo profondo sull’ animo umano e le sue fragilità. La frammentazione della storia offre diversi punti di vista e la mancanza dello scenario dà forza alla narrazione in prima persona, intima e forte.

Un puzzle con diverse forme sino allo stupefacente finale. L’autrice ha creato una trama intrica e scorrevole, i nodi si intrecciano e sciolgono agilmente. Inquietudine e curiosità si alternano nella lettura ed inevitabilmente il mio pensiero è andato a fatti di cronaca passati come il caso di Cogne e molti altri. Il figlicidio è sempre un gesto aberrante ed incomprensibile per l’opinione pubblica e la nota finale del romanzo mi ha lasciato sgomenta e triste. Perché se il racconto dai tratti paranormali era frutto di un disturbo mentale, la sconfitta è non solo personale ma anche sociale. Janette potrebbe essere chiunque e dovunque.

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