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I Figli del salice di Bettina Bartalesi

  • Editore:Edizioni Open
  • Data di Pubblicazione:ottobre 2021
  • Dimensione:1.29 MB
  • Formato:EPUB
  • Protezione:Non Protetto
  • Dettagli Protezione:Nessuno
  • EAN:9791220856645

Sinossi

Nella periferia di Firenze degli anni 80, tra caseggiati di edilizia popolare e le rive dell’Arno, si sviluppa la storia di un gruppo di amici di diversa provenienza geografica, figli dell’immigrazione dal Sud Italia. Si fondono dialetti, vite, giochi e speranze, protetti dall’ombra di un grande salice fino a viverne la simbiosi. Crescono nell’indifferenza degli adulti, impegnati a inseguire il progresso economico, anche quando è grave; la criminalità e ad avere la meglio. Scoprono sulla loro pelle che il mondo dell’infanzia è pervaso da una lotta continua per non soccombere. I giovani protagonisti, Nino, Tore, Dario, Sabina e altri scopriranno come crescere sia una dolorosa ma necessaria condizione, l’unica via che gli consentirà di salvarsi. Loro resteranno per sempre i figli del Salice.

cosa ne penso

I Figli del salice di Bettina Bartalesi è un romanzo dolce amaro con protagonisti un gruppo di ragazzini. Bambini di periferie che abitano tra cemento armato e violenza. Che combattono istintivamente e naturalmente con giochi, urla e sogni all’ombra di un salice. Le loro avventure di intersecano alle storie di quartiere, estreme e crudeli. Povertà, ignoranza e camorra governano il territorio tra immigrazione, analfabetismo e paura. Uno spaccato dell’Italia della fine dello scorso secolo, con le sue molte contraddizioni. Il boom economico e la differenza tra Nord e sud. I giovani protagonisti, Nino, Tore, Dario, Sabina e altri altri vivranno sulla loro pelle i cambiamenti e le mancanze cercando una via di uscita e salvezza. La penna di Bettina Bartalasi scrive con attenzione e sensibilità. Lo stile è scorrevole e reale, come i personaggi. La trama colpisce forte come gli scenari ed accadimenti.

I Figli del salice di Bettina Bartalasi è un libro breve ed intenso. Ed aggiungerei necessario, perché come affermava Cicerone:” la storia è maestra di vita”( Historia magistra vitae).

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