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Gilda cortese, L’incertezza dell’essere: Una raccolta di emozioni e di quotidiana poesia

Eccoci con la seconda tappa della nuova rubrica, 12 poesie in 12 mesi, in collaborazione con il bookblog Gli Occhi del Lupo.

L’idea di questa rubrica nasce dal profondo amore e interesse nei confronti della poesia, oltre che dal decisivo stimolo di aprire uno spazio ad essa dedicato sui nostri book blog. Mensilmente vi proporremo una recensione sul blog Gli Occhi del Lupo e il giorno successivo si potrà conoscere meglio l’ autore con un intervista esclusiva sul nostro blog. Inoltre, pubblicheremo anche alcune delle nostre poesie preferite e inviteremo i lettori a condividere le proprie creazioni.

L’obiettivo di questa rubrica è quello di promuovere la poesia e di farla diventare accessibile a tutti. Vogliamo dimostrare che anche i non appassionati di poesia possono trovare qualcosa di speciale in queste parole, che possono toccare le corde più profonde dell’animo umano.

Ci impegneremo a selezionare autori di talento e a presentarli al meglio attraverso le nostre recensioni e interviste. Vogliamo far conoscere le loro storie, le loro ispirazioni e il modo in cui la poesia li ha accompagnati lungo il loro percorso artistico.

Speriamo che questa rubrica possa essere un punto di riferimento per tutti gli amanti della poesia e che possa contribuire a diffondere l’amore per questa forma d’arte. Non vediamo l’ora di condividere con voi le nostre scoperte e di leggere le vostre poesie.

Questo mese presentiamo la silloge, L’incertezza dell’essere: Una raccolta di emozioni e di quotidiana poesia di Gilda Cortese. Ieri è uscita la mia recensione sul bookblog Gli Occhi del Lupo, oggi conosceremo meglio l’ autrice.

Intervista con Gilda Cortese

1) Chi è (NOME AUTORE)? Raccontaci qualcosa su di te
Ciao, mi chiamo Gilda Cortese e sono una giovane donna ibernata all’età di 25 anni nonostante siano passati da un po’, ma posso assicurarvi che il tempo è stato clemente con me, non sono invecchiata tanto. Sono una Consulente del lavoro che per fuggire via da numeri, leggi, decreti e altre cose noiose, si diletta nella lettura e scrittura.
2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?
Da che ho memoria, ricordo di aver sempre letto e scritto sin da bambina. Dapprima letture come “Piccoli brividi”, poi con testi sempre più impegnativi; con la scrittura ho iniziato a tenere un diario segreto a cui affidavo le mie emozioni, sogni o racconti brevi. A un certo punto, intorno ai 14 anni avevo iniziato la stesura di romanzo ambientato a Boston di cui ricordo ancora l’incipit. Romanzo salvato su un floppy disk e purtroppo non recuperabile, peccato!
3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?
Non quanto vorrei. Ci sono giorni in cui non posso farlo, altri in cui riesco a ritagliare lunghi momenti. Mi disorienta non poterlo fare, ma mi sono ripromessa di trovare un compromesso al riguardo, perché voglio pubblicare qualcosa di nuovo.
4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?
A me è sempre piaciuto scrivere nel silenzio più assoluto. I rumori , la musica, mi distraggono. Preferisco il silenzio perché riesco ad ascoltare i miei pensieri, la storia che voglio raccontare, come se la vivessi dinnanzi agli occhi.
5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?
La mia raccolta di poesie non ne ha, mentre il mio primo romanzo  (La mia vendetta è l’amore) si , alcune canzoni dei Negramaro.
6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?
Non posso rispondere a questa domanda, è difficilissimo. Nel tempo ho apprezzato moltissime letture e autori, ma solo un libro in particolare resta inciso nel mio cuore ed è “Piccole donne” di Louisa M. Alcott.
7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché? (Raccontacelo nei limiti dello spoiler)
Per la raccolta di poesie , no, non cambierei nulla. Per quanto riguarda il mio primo romanzo, di cui sopra, aggiungerei nel finale le lettere che un protagonista ha scritto e di cui non si conosce esplicitamente il contenuto anche se lo si immagina.
8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?
No, a nessuno particolarmente; alla protagonista del mio primo romanzo ho donato un mio piccolo aspetto caratteriale : l’insicurezza fisica.
9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?
Di rileggerlo milioni di volte, prima di farlo, perché a volte , anche una frase scritta poco bene spezza la narrazione o la rende ostica. Una volta sentito di aver fatto del proprio meglio, lasciarlo andare. Non è più il vostro libro, diventa il libro di tutti coloro che lo leggono. E infine, ma non meno importante, non lasciatevi scoraggiare se non viene apprezzato quanto speravate, è solo l’inizio e la lettura è sempre molto soggettiva!
10) È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare il tuo romanzo?
La raccolta di poesie è un libricino breve ma impegnativo; credo che le poesie vadano gustate, lette, fatte proprie, lasciare che il significato o l’emozione che si cela dietro ai versi entrino dentro. Resta ovviamente un viaggio letterario molto soggettivo. Il romanzo “La mia vendetta è l’amore”è una storia d’amore e di perdono, di lotta e conquista e soprattutto una storia di scelte. E spesso dimentichiamo che l’amore ha moltissime sfaccettature; dovremmo sempre scegliere l’amore invece della vendetta perché quella nuoce di più a chi la mette in atto anziché a chi la subisce.

Il blog ringrazia l’ autrice per la disponibilità e compagnia.
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