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Intervista in anteprima con Ilaria, autrice di "Biglietto di sola andata per l’amore”,

Ciao, vuoi presentarti ai nostri lettori?
Ciao. Mi chiamo Ilaria, ho (quasi) 27 anni, vivo a Prato e studio Lettere a Firenze. Sono laureata in Lettere Moderne alla triennale e adesso sono iscritta alla magistrale di Filologia Moderna. Inoltre, collaboro con un ufficio stampa, scrivendo articoli di attualità. Amo i libri, la musica e gli animali.
Come nasce il tuo rapporto con la lettura?
Amo leggere fin da bambina. Ho imparato a leggere e a scrivere prima ancora di andare a scuola, grazie a mia madre che mi ha insegnato. Ho cominciato con brevi storie per bambini, per poi passare ai romanzi.
Hai un genere o autore preferito?
Leggo un po’ di tutto, dai grandi classici alle commedie romantiche, dai romanzi storici ai thriller; ma amo particolarmente i romanzi d’amore, preferibilmente con un po’ di dramma e un pizzico di suspence che mi invogli a proseguire la lettura. I miei autori preferiti in assoluto sono Nicholas Sparks, Kristin Harmel e Vanessa Diffenbaugh.
E… la scrittura? Quando inizia questa avventura?
Mi sono appassionata alla scrittura alle elementari. Un giorno la maestra fece leggere a me e ai miei compagni di classe una storia a cui mancava il finale. Ognuno di noi doveva scriverne uno, ricorrendo alla propria fantasia. Mi piacque così tanto che non ho più smesso di scrivere. Ho cominciato con racconti che diventavano via via sempre più lunghi, fino ad arrivare ai romanzi.

Hai appena pubblicato con collana floreale, come nasce?
Ho pubblicato il mio primo romanzo, “Oltre l’orizzonte”, con PubMe. Attraverso il loro sito, ho conosciuto la Collana. I servizi offerti mi sono sembrati interessanti, perciò ho inviato il file del mio secondo romanzo, “Una piccola speranza”, all’indirizzo e-mail segnalato in fondo alla descrizione ed è stato accettato. Dopo la pubblicazione, sono rimasta soddisfatta, così ho deciso di proporre alla Collana Floreale anche “Biglietto di sola andata per l’amore”, che sta per essere pubblicato.

La storia ha avuto un suo percorso fluido dopo l’ispirazione o hai avuto dubbi?
Fra i miei romanzi, “Biglietto di sola andata per l’amore” è stato quello un po’ più difficile da scrivere, per diversi aspetti. Prima di tutto, ho voluto creare una storia diversa rispetto a quella degli altri romanzi che ho scritto e non ero sicura di riuscirci. I primi due hanno al centro della storia vicende estremamente drammatiche. Anche qui c’è un po’ di dramma ma, rispetto alle altre, questa storia è più leggera e divertente. Per creare un po’ di suspence, ho aggiunto un pizzico di giallo, un mistero risalente al passato della protagonista che è rimasto irrisolto, come avevo già fatto in “Una piccola speranza”. Inoltre, per rendere il tutto più reale, ho deciso di far esprimere i personaggi nel proprio dialetto in alcuni momenti. Con il toscano non ho avuto problemi perché lo parlo quotidianamente, ma per il bolognese ho dovuto affidarmi ai miei parenti. Infine, nel periodo degli ultimi esami universitari, mi ha assalito il cosiddetto “blocco dello scrittore” e ho dovuto lasciare la storia in sospeso per qualche mese.
Vuoi parlarci della storia e dei personaggi?
La storia è quella di due ragazzi provenienti da città diverse. Amelia vive e lavora come pasticcera a Firenze. Joshua è nato e cresciuto a Bologna, ma ha origini americane e ogni tanto sente il bisogno di volare a New York per trascorrere del tempo con suo padre, che vive là. Amelia e Joshua si incontrano grazie alle loro nonne, che sono amiche e tra loro scatta il colpo di fulmine. Lei rimane subito colpita dalla somiglianza di Joshua col suo attore preferito e lui è conquistato dal carattere dolce e al contempo forte di Amelia. Il loro amore rischia, però, di essere minato da alcuni eventi inattesi. I due devono lottare con tutte le loro forze per rimanere uniti.
Amelia ha un animo dolce e generoso; pensa sempre al bene di tutti, cerca di fare la cosa giusta anche quando significa sacrificare se stessa e tenere nascosti i suoi sentimenti. Joshua è affascinante, determinato e leale nei confronti delle persone che ama. Oltre ai protagonisti, ci sono altri personaggi che hanno un ruolo abbastanza importante, in particolare Luisa (a lei è legato il mistero da risolvere), Livia e nonno Sergio.
Come nascono questi ultimi? Che rapporto hai avuto con loro?
Per molti dei personaggi, ho tratto ispirazione da qualcuno. Leggendo la storia, si apprende subito che Joshua è ispirato a uno degli attori di “Pearl Harbor” (film che riveste una certa importanza per i protagonisti del romanzo), Josh Hartnett. Amelia ricorda un po’ me, tranne per il fatto che è brava a realizzare dolci. Luisa è ispirata a mia sorella, anche se le vicende che la vedono coinvolta sono frutto della mia fantasia. Anche per gli animali domestici dei protagonisti mi sono ispirata ad animali realmente esistenti: per Aaron a un husky che ho incontrato qualche volta a passeggio col suo padrone e per Evelyn alla mia gattina. Ma il personaggio più autentico di tutti è nonno Sergio: è tale e quale a mio nonno (compreso il nome) e la maggior parte delle battute che gli ho fatto dire le ha dette davvero!
Con i miei personaggi ho sempre un rapporto abbastanza conflittuale. Me li figuro in un modo, penso a come potrebbero agire in una certa situazione, ma è come se loro si ribellassero e volessero fare di testa propria. Così mi ritrovo ad aggiungere scene e dialoghi che mi vengono in mente solo nel corso della stesura.
Cosa ne pensi dell’attuale mondo dell’editoria ed autori-ici? Sopratutto pensando ad internet che offre kindle, ebook, recensioni ecc? Molte possibilità ma forse a volte poche veritiere?
Al giorno d’oggi, Internet offre molte più opportunità di far conoscere le proprie opere. Basta pensare ai social, dove gli autori possono promuoversi facilmente. Inoltre, grazie all’esistenza degli e-book, più economici rispetto ai cartacei, forse si legge di più rispetto a prima. Molto importanti sono le recensioni fatte da blogger e lettori. Insieme agli aspetti positivi, bisogna però valutare anche quelli negativi. Con il self-publishing, praticamente tutti hanno l’opportunità di pubblicare un libro, anche chi non ha le capacità necessarie. Le recensioni, come dicevo prima, sono importanti, ma non sempre sono veritiere. In questo modo, c’è il rischio che alcuni abili scrittori vengano penalizzati a favore di altri a cui vengono attribuite capacità che non hanno.
Progetti futuri?
Per il momento, non sto scrivendo perché sono molto impegnata. Però ho in progetto di riprendere in mano una storia scritta qualche anno fa, rendendola più “matura” dal punto di vista della scrittura. Staremo a vedere.
Speranze?
Spero che le mie storie e i personaggi possano conquistare sempre più lettori e soprattutto mi auguro di riuscire a trasmettere le stesse emozioni che ho provato io mentre scrivevo.

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