Lib(e)ra_Mente

Immacolata Rosso, autrice e poetessa del Collettivo Scrittori Uniti.

Imacolata Rosso, autrice che ho conosciuto a Napoli città libro, grazie al Collettivo Scrittori Uniti. Un occasione unica per respirare parole, fantasia e amicizia.

Questa è la seconda di una serie di interviste dedicate agli autori del Collettivo Scrittori Uniti. Realtà poliedrica e professionale per tutti! Capitanata dal grande Claudio Secci che ringrazio per la fiducia e amicizia.

Intervista con Immacolata Rosso

Buongiorno, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Buongiorno a tutti.
Io sono Immacolata, vivo con la mia famiglia a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta.
Ho intrapreso diverse professioni, e attualmente non lavoro perché sto studiando per
cercare di realizzare uno dei miei sogni: lavorare nel mondo dell’editoria.

Chi è Imma? Scrittrice e….


Scrittrice e appassionata lettrice, divoratrice di romanzi di ogni genere, al momento studentessa per diventare editor.
Che ci posso fare? I libri sono il mondo in cui mi rifugio, in cui trovo tutte le vite che vorrei vivere.

Come nasce la passione per la scrittura? Hai particolari rituali/ abitudini letterarie? Ricordi/aneddoti divertenti?

Nasce fin da molto giovane. Risale al periodo delle scuole medie, quando, per far ridere i compagni di classe, mi divertivo a creare caricature delle poesie più famose, per sdrammatizzare il fatto che ce le facessero imparare a memoria.
Per i miei amici la poesia diventava così sinonimo di fatica e di scocciatura, piuttosto che di piacere, e questo mi dispiaceva, perché io l’amavo. Ragion per cui, cercavo di far capire loro che leggere poesia poteva essere anche un momento piacevole.
Da lì ho iniziato a scrivere. Prima poesia, e di recente anche narrativa. No, non ho riti particolari per iniziare a scrivere. Più che altro, mi metto a pregare di avere un po’ di tempo per scrivere (con tre figli non è per niente facile). I ricordi sono quelli belli legati alle presentazioni, e ai tanti viaggi che ho fatto per portare in giro i miei libri. Ho visitato città che non avevo ancora mai visto. La scrittura mi permette di realizzare un altro dei miei sogni: quello di viaggiare.

A oggi hai pubblicato due raccolte di poesie, due romanzi e un racconto. Vuoi parlarci di questa avventura? 

Ho pubblicato tre libri: due sillogi poetiche e un romanzo uscito molto di recente, nel mese di marzo scorso.
Le sillogi, “Sulle rive del tempo” e “Il treno del ritorno”, risalgono al 2018 e 2019, pubblicate con due case editrici romane. Il romanzo, “Le cinque rose”, è un’opera di narrativa sentimentale, ma con molte sfumature noir. È stato pubblicato da una casa editrice pugliese, la PubMe. La mia avventura è iniziata, come per molti, grazie a Facebook. È lì che ho iniziato a postare le mie poesie, per condividerle e vedere che tipo di riscontro potessero avere, e siccome ho notato che piacevano molto, mi sono decisa a rivolgermi a una casa editrice per capire se ci fosse interesse a pubblicarle. Ho vinto quella prima scommessa, e a quanto pare anche le due successive. Il romanzo è stato la mia più grande soddisfazione, perché ho capito che piace anche il mio modo di scrivere narrativa, e non solo poesia.

Immaginati arrivata al successo grazie a una pubblicazione. Di cosa vorresti trattasse questa tua opera?

Mah, guarda: arrivare al successo è così difficile, che qualsiasi argomento sarebbe ben accetto. Anche un horror gastronomico, preso paro paro dai miei tentativi di cucinare qualcosa di decente.

Quale libro è piaciuto di più ai lettori?


Molto probabilmente sta piacendo di più l’ultimo, il romanzo. Sappiamo bene che sdoganare la poesia è molto più difficile; quindi, non mi meraviglia il fatto che stiano acquistando di più il romanzo, rispetto alle sillogi poetiche.

Che consiglio daresti a un neo-scrittore?


Se qualcuno ha buoni consigli, li dia a me, che sono ancora, nonostante tutto, una neo- scrittrice.

Stai lavorando ad altro, al momento?


Non ancora, ma ho un progetto in cantiere, insieme al co- autore del mio romanzo, scritto a quattro mani. Ci siamo trovati bene a scrivere insieme, così stiamo progettando di scrivere un altro romanzo, un noir.

Fai parte del Csu. Come vi siete incontrati?


Ho conosciuto la realtà del Collettivo Scrittori Uniti tramite Facebook, trovando un loro bando per una fiera del libro a Rivoli, di cui erano organizzatori. Ho chiesto di partecipare alla fiera, e loro hanno accettato, dopo aver valutato i miei scritti. Conoscendo poi tutto il direttivo del Csu, sono rimasta colpita dalla loro “mission”, così ho deciso di continuare a sostenerli e a
partecipare con loro agli eventi, insieme al co- autore del romanzo. Tutti e due, grazie al Collettivo, stiamo prendendo parte a molte fiere. L’ultima in ordine di tempo, il Salone del Libro di Torino.

Ricordi/ aneddoti con il Csu?


Facciamo parte del Collettivo da poco più di un anno, ma devo dire che in questo breve periodo abbiamo vissuto insieme tanti eventi molto belli, condividendo tutto ciò che gira intorno all’organizzazione di una fiera: l’impegno di tutti per la riuscita, l’ansia della vigilia, la preoccupazione per gli eventi metereologici nelle fiere all’aperto, ma soprattutto l’orgoglio di raccogliere insieme agli altri il successo di una manifestazione. Partecipare alle fiere insieme ad altri autori provenienti da tutta Italia e oltre, gioire con loro, aiutare anche a vendere i libri degli altri e non solo i nostri… tutto questo ci ha coinvolti profondamente. Per non parlare dei componenti del direttivo del Csu: sono tutte persone speciali, con cui è facile entrare in sintonia e sposare la loro causa, che ora è anche la nostra. Li ringraziamo sempre di queste meravigliose opportunità.

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