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Intervista EO

 

 

Buongiorno readers,

oggi  torna la rubrica dedicata agli autori di Edizioni Open. 

 

 

Ciao,vuoi  presentarti ai nostri lettori?

Mi chiamo Virginia e il mio lavoro è anche la mia passione più grande. Sono pittrice e fotografa e negli ultimi anni scrivo. Vivo a Firenze e la mia città con la sua bellezza, mi ha viziato alla ricerca estetica, in tutte le sue forme d’arte.

 

Lettura e scrittura, come nascono queste passioni?

Quanto contano nella tua vita? 

Cosa provi quando crei?

 

Nascono dalla voglia di evasione suppongo. Ho sempre letto, in adolescenza divoravo i classici che ora forse non sarei in grado di digerire, ma che sicuramente hanno fatto da sedimento per un’evoluzione consapevole.

La scrittura c’è sempre stata ma in maniera piuttosto sporadica, mentre negli ultimi anni è diventata indispensabile come lo è l’arte, pilastro portante della mia vita. Creare mondi nuovi da poter condividere mi da una sorta di ebrezza, un’eccitazione insostituibile che crea dipendenza credetemi!

 

Ispirazione momentanea o pensata? Organizzata o improvvisata?

 

Sempre pensata. Creare castelli immaginari è la parte più creativa, fin quando non li distruggo con un soffio. Quello che intendo è che alla base, c’è sempre un pensiero ponderato e studiato, ma quando lo sviluppo la bellezza di farmi portare per sentieri inaspettati è la parte migliore. È lì che lavora l’ispirazione su basi di cemento tra fili invisibili.

 

Edizioni open, come la hai conosciuta? Come è il vostro rapporto, se c’è?

 

Ho conosciuto Edizioni Open sotto il consiglio di un amico che ne fa parte, Ivan Collura. Lo devo ringraziare perché è una piattaforma davvero ben fatta, accogliente e creativa. I Lab sono uno stimolo incredibile che permette di rapportarsi con gli altri scrittori, vedendo le evoluzioni diverse della stessa tematica. C’è gente vera dietro, con sogni, ambizioni ma anche disposta a tenderti una mano piuttosto che ritrarla.

 

Ho letto dei tuoi racconti, tematiche diverse. Dove nascono le idee?

 

In realtà fino ad ora il mio genere è stato il fantasy. Una scrittura che lascia spazio alla parte più ludica, al sogno e all’illusione che la realtà si possa alterare viaggiando per vie traverse. Ma con i Lab mi sono messa in gioco, è una palestra per sperimentare generi diversi, anche se poi è la stessa cosa che faccio in arte. Per come la vedo fossilizzarsi su una tematica unica a lungo andare, esaurisce la creatività.

 

Sei più da racconto breve o lungo?

 

Lunghissimo! Infatti sto scrivendo una trilogia (se mi basta!). Per questo anche scrivere racconti brevi è davvero importante, si capisce quanto può essere evocativa la scrittura con poche parole giuste invece che con sproloqui che confondono il lettore, portandolo distante dal punto chiave.

Ti rileggi? in caso positivo, emozioni e considerazioni nel rileggerti?

 

Si mi rileggo e sono molto critica. Poi arrivo a saturazione e abbandono per un pò prima di tornarci sopra. Ricorreggo, cancello, riscrivo e se mi emoziono so di essere arrivata quanto meno ad un buon punto.

 

Inoltre sei anche una pittrice…..

Come nasce questa passione?

Cosa provi quando dipingi?

 

Posso dire rischiando di essere retorica che la pittura è da sempre il mio grande amore. Non so dire come nasce, perché è sempre stata con me. Anche con i pennelli sono un po’ “dissociata”. Posso dipingere un quadro iper-realista che sembra una fotografia e il giorno dopo un astratto che imbratta la tela senza delicatezza. È un passaggio necessario per proseguire poi senza stanchezza la pittura “precisa” o per dare vita a forme di colore e materia.

 

Ricordi o aneddoti legati ai pennelli?

 

È un aneddoto di una giornata al mare di fine settembre. Avevo allestito sugli scogli un set fotografico e “agghindato” quattro ragazzi come guerrieri post moderni. Ognuno con la propria arma: grandi ventagli, mani uncinate o gabbie per uccelli. I trucchi i poi erano ancora più assurdi, turbanti, mirini dipinti sugli addominali, mani bianche stampate sui pettorali. Mentre sfilavano sulla spiaggia deserta un sub è emerso dalla riva. Ci ha guardato con gli occhi strabuzzati girandosi intono confuso. Probabilmente credeva di aver sbagliato spiaggia e forse anche dimensione!

 

Come stai vivendo, da artista, questo periodo storico strano e intriso di una concezione diversa di tempo? Come lo impieghi?

Considerazioni? Speranze?

 

Vorrei poter dire che è un momento molto creativo, ma non è così. Principalmente perché ho un bambino piccolo (Teseo-la-tempesta-che-corre) e il mio ruolo di mamma mi impegna gran parte della giornata. Ma la sera, quando tutti (finalmente) dormono scrivo, disegno o leggo.

Diciamo che sono per natura positiva e anche in questo momento surreale non voglio farmi portar via la mia nota allegra. La mia speranza più grande è che le persone ritrovino un’empatia verso gli altri, verso gli animali e il nostro pianeta, di cui siamo abitanti, non padroni. Il nostro sistema economico deve assolutamente essere rivisto, ma oltre a essere una persona positiva sono anche realista…

 

Se tu fossi un libro?

 

“Orlando” di Virginia Wolf -VS- “Il trono di spade” di Martin

 

O un dipinto?

 

“Allegoria del trionfo di Venere” del Bronzino

 

Il tuo rapporto con i social, se lo hai?

 

Li “spulcio” piuttosto frequentemente, nel bene e nel male sono specchio dei nostri tempi e una fonte d’ispirazione a portata di click. Inoltre ci sono realtà davvero fertili, un sottobosco brulicante di persone ingegnose con grandi progetti.

 

Progetti futuri?

 

Sto scrivendo Negrocromo ormai da più di un anno. È il primo libro di quella che sarà una trilogia, e tra poco inizierò un lavoro di editing con l’editor Stefania Crepaldi. È un fantasy molto ambizioso che parla di quell’empatia che citavo poco prima, ma anche di intrighi insidiosi, battaglie e poteri legati ai quattro elementi. Sono talmente legata alla trama di questo romanzo che qualsiasi cosa faccia durante la giornata passo in rassegna i tanti personaggi, esploro città e paesaggi tra le ali di un’aquila, in quei voli pindarici che solo l’arte può produrre.

 

Un grazie di cuore per la disponibilità e la simpatia a Virginia ed in grande in bocca al lupo!

 

 

 

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