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Intervista librosa con Silvestra Sorbera

 

 

 

Ciao, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti e grazie per lo spazio che mi avere concesso. Sono una giornalista e autrice di quasi 36 anni, mamma di un bambino di 7. Mi piace definirmi “onnivora” di tutto. Cibo, arte, cultura musica, amici, mi lancio in nuove avventure con l’entusiasmo di una bambino e la voglia di farcela. Sono una persona molto dinamica (anche se non faccio sport), non riesco a stare ferma, ho sempre un progetto nuovo a cui pensare. Starmi dietro non è facilissimo, ammiro molto chi ha la pazienza di non andarsene a metà salita.

Come nasce il tuo rapporto con la lettura?
Onestamente non ricordo esattamente quando ho iniziato a leggere. A casa mia i libri e i giornali non sono mai mancati. I miei leggevano sempre quindi è stato naturale. Ricordo di aver letto da piccola, su consiglio di mia madre, il Libro Cuore e di averlo lasciato a metà. Poi ho iniziato a decidere da sola cosa e quando leggere. E’ una cosa che faccio tutt’ora e che insegno a mio figlio al quale leggo da quando era nella pancia. Fortunatamente anche lui legge molto e ama immergersi in nuove storie.

Genere o autore preferito?

Sono molto curiosa quindi leggo quasi tutto, non mi piace il fantasy. Ammetto che se un libro non mi piace lo lascio a metà ma non mi precludo niente. Spesso scelgo io, altre volte i libri mi vengono consigliati da amici. Adoro Camilleri, Gazzola, Manzini, Cazziero, Fenu, Savarese, Pansa. Di recente ho scoperto Giada Sundas e ho letto entrambi i suoi libri e adesso mi sono appassionata al commissario Mariani di Maria Masella.

E …..la scrittura?Quando inizia questa avventura?
Il tuo libro preferito?

Tra i miei non saprei scegliere. Tra quello degli altri in assoluto Il sangue dei vinti di Pansa e tutto Camilleri.

Che rapporto hai con il pubblico di lettori?E che rapporto avete instaurato se lo avete creato?

Alla fine dei miei libri lascio sempre un contatto mail e devo dire che in molti mi scrivono. Per infamarmi pesantemente (capita), altre volte per complimentarsi (per fortuna accade). Spesso mi chiedono consigli sulla pubblicazione. Quando è stato pubblicato Diario per mio figlio, dove racconto la mia infertilità e il mio percorso di fecondazione assistita molte donne mi hanno scritto per ringraziarmi di aver parlato di un tabù anche dal punto di vista maschile e della coppia. Altre mi hanno chiesto consigli e pareri ma, il mio è un libro, la mia storia, non sono un medico e quindi non sono in grado di consigliare. Una futura mamma mi scrive ancora, mi ha detto che dopo la lettura del libro si è sentita meno sola. Ecco. Spesso una sola mail ripaga mesi di fatiche. Sui social poi ho dei profili pubblici quindi contattarmi (o mandarmi a quel paese) è molto semplice.

Hai pubblicato un romanzo giallo, come nasce?
Io volevo fare il finanziere, come mio padre. In alternativa il poliziotto. Ho fatto un concorso per ufficiale ma l’ho perso e così ho scelto un lavoro psuedo similare. Da giornalista mi sono spesso occupata di cronaca nera e anche ora, che non me ne occupo più, la seguo con passione. Questo è il motivo principale che mi ha portato a creare il Commissario Livia. La prima indagine è un breve racconto, poi la protagonista si è evoluta, è maturata e adesso ha 35 anni e deve fare i conti con un passato complicato e un futuro sentimentale incerto. Non dimentichiamo che adesso ha per le mani anche un omicidio da risolvere.
La storia ha avuto un suo percorso fluido dopo l’ispirazione o hai avuto dubbi?
Ho sempre dei dubbi. Sono una bilancia, di secondo nome faccio ansia, di terzo dubbio. Quando scrivi un giallo non sai mai fino a che punto spingerti.

Vuoi parlarci della storia e dei personaggi?

La storia prende spunto dalla cronaca attuale. Si parla di cittadini irregolari che sono additati spesso per il colore della pelle e nella storia i personaggi si muovono su un terreno fatto di apparenze che però si sgretola presto. I personaggi principali sono Livia che, come dice mia madre, mi somiglia molto. Ed è vero. Prima di farle dire qualcosa perso: “Io che farei?” Lei è molto rigida, determinata, è divisa in due tra quello che è e quello che rappresenta in un cittadina inventata a sud della Sicilia. Accanto a lei Angelo Spagnoli, il suo vice. Padre di cinque figli, calmo, pacato, cerca sempre di placare le ansie di Livia e di seguire i suoi contorti ragionamenti. L’ispettore Celi è la terza figura di riferimento all’interno del commissariato. E’ giovane e legato ai regolamenti, fa impazzire Livia che è molto più istintiva. Nei tre romanzi che la vedono protagonista molto pregnante è anche la famiglia del Commissario formata da un padre maggiore della Guardia di Finanza in pensione, una madre insegnate in pensione pure lei, una sorella maestra, un cognato carabiniere e due nipoti maschi che lei adora i primi cinque minuti, poi non riesce a gestirli. In questo terzo romanzo arriva un nuovo medico legale, Gabriele Gangi che scombina un po’ la vita di Livia.

Come nascono questi ultimi? che rapporto hai avuto con loro?

Si sono evoluti naturalmente guardando le persone attorno a me. Livia come ho detto mi rappresenta molto e Angelo ha un po’ i contorni pacati di mio marito. Poi anche io ho padre (militare in pensione) madre (ex insegnate ma non ancora in pensione), sorella e nipote…mi manca il cognato carabiniere ma in compenso lo era mio nonno. Amo guardare ciò che mi circonda quindi creare un personaggio, anche quando risulta antipatico come Claudia Mastri di Numeri, mi viene semplice. Anche Claudia, per quanto il pubblico femminile non la ami, discorso diverso per i pubblico maschile che ne parla entusiasta, è una donna reale, che ho conosciuto e che, in quanto “donna master” rischia di dare fastidio.

Cosa ne pensi dell’attuale mondo dell’editoria ed autori-ici?

Sarebbe bello avere maggiore collaborazione. Con alcune l’ho trovata. Mariantonietta Barbara con la quale ho scritto due romanzi, Emma Fenu, scrittrice straordinaria e piena di idee, Tiziana Cazziero che scrive delle commedia con un retrogusto di verità sempre attuali. Spesso poi si vive d’invidia. Di recensioni negative senza leggere neanche il romanzo, chat segrete volte a parlare male del prossimo. Non è semplice. L’editoria sembra un po’ ferma. A parte casi specifici di grandi editori sembra si punti solo su pochi. Soprattutto pensando ad internet che offre kindle, ebook, recensioni ecc? Molte possibilità ma forse a volte poche veritiere? Gli ebook sono la mia passione. Io leggo solo in digitale per praticità e costo. Le recensioni, come accennavo prima, spesso sono dettate dalla cattiveria o semplicemente dalla voglia personale di emergere pensando che il modo migliore per farlo sia quello di affossare il prossimo. Onestamente su siti come Amazon servono molto ma io non le tengo in considerazione quando compro un libro.

Progetti futuri?

Molti. Ho iniziato una favola insieme a mio figlio e poi un romanzo rosa, un secondo romanzo che deve ancora formarsi bene nella mia testa e spero di riuscire a realizzare un nuovo testo con Livia protagonista per il prossimo anno.
Grazie mille per la bella chiacchierata.
Silvestra

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One thought on “Intervista librosa con Silvestra Sorbera

  1. Grazie mille

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