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Recensione, “la Ragazza con la Leica” di Helena Janeczek

 

Buongiorno readers oggi vi parleremo di un libro che sta facendo molto parlare, la Ragazza con la Leica” di Helena Janeczek.  Vediamolo insieme nel dettaglio..

Iniziamo..

 

 

 

 

Helena Janeczek
LA RAGAZZA CON LA LEICA
pp. 330, € 18
Guanda, Milano 2017

 

 

Sinossi

sinossi: Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali.

Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.

La “ragazza con la Leica” che dà il titolo al nuovo romanzo di Helena Janeczek è Gerda Taro, nata Gerta Pohorylle: una jeune fille intelligente e spregiudicata della borghesia ebraica di Stoccarda, cospiratrice antinazista a Lipsia e a Berlino per amore di un uomo e della libertà, grande fotografa a Parigi per merito e a fianco di un profugo ungherese che deve alla sua immaginazione l’invenzione del nome d’arte col quale è universalmente conosciuto – Robert Capa –, morta a Brunete sotto un carro armato alla fine di luglio del 1937, ad appena ventisette anni, mentre documentava la caduta della Spagna repubblicana. Il suo volto sfrontato e malizioso, il suo talento felino per la vita, la sua civetteria, la sua tenacia e il suo coerente trasformismo riempiono ogni pagina del libro, ma arrivati alla fine si può dire di lei solo una cosa: Gerda Taro non esiste. È paradossale che un romanzo biografico, frutto di una lunga e minuziosa documentazione testimoniata dai ringraziamenti in calce, trasformi in un fantasma inafferrabile proprio la sua protagonista. Eppure la sua autrice ha scelto consapevolmente di raccontarla così. Come un motore invisibile, un catalizzatore di destini altrui, una raffica di vento improvvisa, vivificante, fugace e imprendibile: “Era la gioia di vivere. Qualcosa che esisteva, si rinnovava, accadeva ovunque, prima a Lipsia e poi a Berlino: nella Pension non lontana dal suo studentato, nella camera affittata dietro l’Alexanderplatz presso la vedova di guerra Hedwig Fischer e, infine, sulla branda di Max e Pauline, detta Pauli, in pieno Wedding”.

 

Questo libro racconta la vita di questa ragazza ribelle, l’amore con Robert Capa, l’avventura di fotografare e la gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta.


La ragazza con la Leica
 è un romanzo biografico scritto da Helena Janeczek che ripercorre la vita della fotoreporter  Gerda Taro, uccisa durante la guerra civile spagnola degli anni 30 .  Pubblicato nel 2017 ha vinto il premio Bagutta e premio Strega entrambi nell’edizione 2018, oltre che essere Finalista al Premio Campiello 2018. Era da quindici anni che una donna non vinceva  il premio Strega.
“La ragazza con la Leica” riporta un reportage di vita improntata alla libertà femminile, scelte dettate dall’amore per la verità e l’arte. Un messaggio importante, sopratutto in un periodo storico ricco di   femminicidi e violenze.  Per anni il destino della protagonista è stato legato a quello di Robert Capa, famosissimo fotoreporter e fondatore della mitica agenzia Magnum, con cui visse un amore intenso e travolgente.

 


Il libro di Helena Janeczeck è forte, descrittivo ed unisce alla storia i sentimenti. 
Il romanzo è ambientato in Spagna, negli anni trenta, in piena Guerra Civile. Le voci narranti sono tre Willy Chardack, medico innamorato della protagonista, Ruth Cerf, sua grande amica, e Georg Kuritzkes,  fidanzato  precedente a R. Capa.
Le sue fonti sono reali come l’amore per l’arte, la politica ed il suo compagno R.Capa. Gerda Taro fu incarcerata nella Germania nazista per la sua militanza nel partito comunista ed insieme al suo compagno, decise di documentare la Guerra civile spagnola, durante la quale morì a 26 anni: fu investita da un carro armato in un bombardamento aereo. Il romanzo  ha per protagonisti molti altri personaggi realmente esistiti.
Ma chi era Gerta Pohorylle ?
Una giovane ribelle e coraggiosa, figlia della borghesia ebraica di Stoccarda, cospiratrice antinazista a Lipsia e a Berlino per amore di un uomo e della libertà che morì a soli 26 anni, dopo una vita passata a documentare la morte, le ingiustizie.  
https://youtu.be/RWVqtOD9D6M

“Era la gioia di vivere. Qualcosa che esisteva, si rinnovava, accadeva ovunque, prima a Lipsia e poi a Berlino: nella Pension non lontana dal suo studentato, nella camera affittata dietro l’Alexanderplatz presso la vedova di guerra Hedwig Fischer e, infine, sulla branda di Max e Pauline, detta Pauli, in pieno Wedding”.

Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.
 

Fonte dei video ed immagini
 

 

 

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