Iaia Caputo è tornata!

A settant’anni dalla morte di Evita Perón, Iaia Caputo racconta La versione di Eva

In realtà è impossibile una sola versione della vita di Eva Perón, come la stessa autrice ci spiega, una donna che è stata molte cose e ha avuto molti volti. Grande icona femminile del Novecento, attrice, politica, sindacalista e filantropa, ha commosso da sempre la fantasia popolare dell’intero mondo dal secondo dopoguerra a oggi.

Diversi sono stati gli artisti ispirati dalla sua figura – dal cinema alla musica, passando per la scrittura – e dalla sua precoce morte, avvenuta a causa di un tumore a soli 33 anni.

In occasione di questo anniversario, Iaia Caputo, giornalista, scrittrice e traduttrice, ci racconta una Eva Perón inedita, che ha convissuto con lei per ben dieci anni prima di vedere la luce. Ecco com’è nato il romanzo La versione di Eva

Quando muore, Eva Perón è ancora una ragazza, una ragazza che ha conquistato la devozione innamorata del suo popolo e ha lasciato tracce sensibili nell’immaginazione di tutto il mondo. Dal 1952 non ha smesso di tornare sulla scena come un fantasma, come un’apparizione, come un’allegoria. È rivissuta al cinema, nelle biografie storiche, nel musical, e continua a essere un personaggio del Novecento che sconfina oltre il limite del millennio e si presenta, in una luce cangiante e quasi feroce, a cantare la sua canzone.
Iaia Caputo si sottrae alla “canzone”, entra in Evita e al contempo la spia con gli occhi di testimoni diversi, la segue dall’adolescenza stracciata alla giovinezza di un riscatto che arriva morso dopo morso: giunta all’apice del potere, incarnando l’anima stessa del peronismo, esce presto di scena dentro la luce accecante di una santità malata. La “versione di Eva” è in realtà una versione che moltiplica le voci e disegna un destino ancora incompiuto, quasi che la determinazione di una donna inventrice di se stessa e cresciuta troppo in fretta fosse andata di pari passo con le maschere attraverso le quali il mondo ha creduto di conoscerla.
Iaia Caputo racconta la bambina “bastarda”, la giovane alla ricerca del successo nella Buenos Aires spietata e sfolgorante degli anni Trenta e la Signora dell’Argentina, la febbre dei gesti e il candore dell’ispirazione, la retorica inclusiva e il teatro dietro le quinte, la volgarità e l’eleganza, l’intelligenza politica e la dismisura delle sue passioni, racconta la spirale delle voci che l’hanno accompagnata, e ci sorprende con una nuova grana di voce, capace di riscrivere e reinventare non tanto quel personaggio ma l’ossessione che è diventato nella sua immaginazione.
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“Evita è stata un ossessione”,ha raccontato Iaia Caputo durante una recente intervista,”la ho incontrata la prima volta nel 1990 in occasione del viaggio a Buenos Aires”.

A settant’anni dalla morte di Evita Perón, Iaia Caputo racconta La versione di Eva. Una donna poliedrica ancora presente nella vita del suo paese, l’Argentina.

1952-2022. Nata a Los Toldos, un paesino della sperduta provincia argentina, María Eva Duarte, diventata Evita Perón, muore a Buenos Aires. Da figlia bastarda di origini umili a First Lady dell’Argentina. Oggi, a settant’anni dalla sua morteIaia Caputo racconta La versione di Eva.

Maria Eva Duarte de Peròn è stata una donna che è partita dal basso, era una figlia non riconosciuta che attraverso il cinema e la radio a fare sentire la sua voce. Che ha sempre sfidato le convenzioni, le ingiustizie e le parti oscure della società.  Evita è stata la donna del peronismo di sinistra ( Usando le tradizionali categorie politiche di “destra” e “sinistra”, bisogna ammettere che esse sono entrambe presenti in ambito peronista. Il fondatore vedeva con simpatia nazismo e fascismo, ed è noto che l’Argentina divenne, a partire dal 1945, il principale rifugio di gerarchi e criminali nazisti in fuga dopo il crollo del Reich hitleriano.
D’altro canto Peron e i suoi seguaci hanno sempre adottato politiche che da noi si definirebbero di sinistra, puntando sulla nazionalizzazione dei servizi pubblici, sui sussidi agli strati più poveri della popolazione e sull’istruzione di massa. Agli esordi fu tutto facile poiché l’Argentina era, allora, una potenza economica e grande esportatrice di materie prime. Poi giunse il crollo, e l’assistenzialismo fu pagato con un’inflazione apocalittica e l’indebitamento estero del Paese. Ancor oggi i “bond argentini” fanno parte del linguaggio comune. Fonte), figura simbolo del sindacato contro l’oligarchia.A Buenos Aires c’è anche un museo a lei dedicato.

Eva è una icona che è partita dal basso, le sue origini sono umili. Poi è divenuta attrice e le prime fotografie la ritraggono semplice, androgina e un po’ scialba. Ma con il tempo è cambiata e non solo grazie alle acconciature o abiti, ma nell’essenza.

Molte Evita che formano Eva.

Questo cambiamento spicca tra le righe del romanzo di I. Caputi, lo stile attento, accurato e scorrevole regalano unicità alla storia. Già di per sé appassionante. Si snoda facilmente tra passato e presente, verso il futuro. Un movimento eterno che si può ritrovare anche nell’istallazione di Daniel Santoro nella copertina del romanzo.

Evita come la chiamavano i suoi descamisados non era solo donna, filantropa e moglie del generale Peròn. Ma una figura rilevante anche politicamente e socialmente. Tanto da diventare First Lady.

Bastò la sua presenza perché sentissimo tutti…che lo spazio che occupava…era uno spazio magico e sconfinato che escludeva tutti gli altri. E prima degli altri, in modo del tutto imprevisto, inaudito, stava riducendo Peròn in secondo piano..era diventato una superficie trasparente che rifletteva la luce del sole, il sole era lei…

La versione di Eva

Una donna camaleontica raccontata dal segretario del marito al proprio parrucchiere che la rese bionda ed elegante. Con uno chignon pesante che lei liberava appena arrivava a casa. Storie di vita quotidiana e politica, da figlia bastarda di un latifondista al potere. Pensare che ancora non è chiara la sua data di nascita ma è cristallina la voglia di Eva di riscatto sociale ed abbattimento delle diversità.

La storia

Evita in pochi anni è stata attrice, conduttrice radiofonica e infine moglie di Peròn. Conosciuto dopo un disastro naturale e che come lei è ambizioso e orgoglioso. Una coppia perfetta nonostante i venti anni di differenza. Un rapporto filiale che donerà molto ad ambedue, nonostante la freddezza del marito che vede in lei ciò che a lui manca. E lei vede un uomo adulto e di potere, molto vicino alla figura paterna che la proteggerà e non la tradirà. E sarà lei a dare la possibilità alle donne di votare, creare case sicure, far andare tutti i bambini a scuola.

La Fondazione

Grazie alla sua fondazione omonima, L’immaginazione e l’organizzazione di Evita passeranno alla storia nonostante le difficoltà. La sua volontà le ha permesso di emergere, dare voce alla massa, togliere l’ingiustizia sociale e trasformarsi da anatroccolo in cigno. Un percorso che l’autrice descrive magistralmente tra i ricordi di chi l’ha conosciuta e vissuta. Lo stile ricercato di Iaia Caputo ridà nuova vita ad Evita, tra le pagine del suo romanzo. Nonostante la malattia che la porterà via, resterà immortale per il suo paese.

María Eva Duarte de Perón, nata María Eva Duarte (Los Toldos, 7 maggio1919 – Buenos Aires, 26 luglio1952), è stata un’attrice, politica, sindacalista e filantropaargentina, seconda moglie del Presidente Juan Domingo Perón e First Lady dell’Argentina dal 1946 fino alla morte nel 1952, avvenuta per un tumore, a soli 33 anni. È di solito indicata come Eva Perón, o con l’affettuoso diminutivo in lingua spagnola Evita.

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