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“Le assaggiatrici” verso “Al servizio di Adolf Hitler”

Buongiorno readers, oggi vi presentiamo due libri che voglaimo mettere a confronto, Le assaggiatrici di Rosella Postorino e Al servizio di Adolf Hitler di V.S. Alexander.

 

Entrambi i libri raccontano la vera storia delle assaggiatrici del Führer. Il punto di partenza è la testimonianza dell’unica assaggiatrice rimasta ancora in vita, tale Margot Wölk impersonata rispettivamente da Rosa Sauer (Le assaggiatrici) e da Magda Ritter (Al servizio di Adolf Hitler).


Le”assaggiatrici” a servizio di Hitler per tre volte al giorno ingoiavano prima del dittatore le pietanze a lui riservate per verificare che non fossero avvelenate. Ogni boccone possa essere l’ultimo. Una sfida riservata a giovani donne reclutate dalle SS.
Margot Wölk, qualche anno fà, aveva raccontato in  di essere stata una delle assaggiatrici di Hitler nella caserma di Karusendorf, la tana del lupo, un esperienza traumatica che commento con poche parole:“La capacità di adattamento è la maggiore risorsa degli esseri umani, ma più mi adattavo e meno mi sentivo umana”.

 

Risultati immagini

Adolf Hitler e Eva Braun a pranzo

La storia di Margot Wölk, all’epoca 25enne era simile a quella delle altre   15 ragazze costrette a fare le ‘assaggiatrici’ dei pasti destinati al leader A.Hitler.
Margot veniva  pagata per verificare che i piatti  riservati al dittatore, non fossero stati avvelenati.
“I pasti del Fuhrer“, ricorda Margot, “erano solo a base di riso, pasta, peperoni, piselli e cavolfiore, la carne era bandita”.  Teoria molto dibattuta  e controversa per gli  storici.

Margot Wolk

Qualche mese più tardi, Margot Wolk riuscì a fuggire grazie all’aiuto di un ufficiale delle SS, che la mise su un treno per Berlino.
La mia vita prese una svolta ancora peggiore” ricorda la donna, “Io e le altre ragazze giovani cercavamo di vestirci come delle vecchie per non farci notare, ma i russi ci presero lo stesso, ci tagliarono gli abiti e ci chiusero nella casa di un medico, dove ci violentarono per 14 giorni di fila”.
La scrittrice Rossella Postorino crea un racconto ispirato alla storia vera dell’assaggiatrice tedesca, avendone letto un trafiletto su un giornale italiano, “Quando, qualche mese dopo, riuscii a trovare il suo indirizzo a Berlino, con l’intenzione di inviarle una lettera per chiederle un incontro, appresi che era morta da poco. Non avrei mai potuto parlarle, né raccontare la sua storia. Potevo però provare a scoprire perchè mi avesse colpita tanto. Così ho scritto questo romanzo” racconta l’ autrice.
“Le Assaggiatrici” di Rossella Postorino è un libro che ha destato scalpore, uscito in concomitanza con la giornata della memoria edito da Feltrinelli l’ 11 gennaio 2018:

Trama:

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. “Da anni avevamo fame e paura”, dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l’autunno del ’43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: “Mangiate”, davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un’ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s’intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti – come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito .

Un libro simile che non ha avuto lo stessa risonanza mediatica, è : “Al servizio di Adolf Hitler”di V.S. Alexander, edito da  Newton Compton  il 25 gennaio 2018.

 

Trama:

All’inizio del 1943 i genitori di Magda Ritter inviano la loro figlia presso alcuni parenti in Baviera, sperando di tenerla al sicuro dalle bombe alleate che piovono su Berlino. Dalle giovani donne tedesche, in tempi così duri, ci si aspetta che facciano il loro dovere lavorando per il Reich e sposandosi per dare alla patria figli forti e in salute. Assegnata al rifugio di montagna di Hitler, solo dopo settimane di addestramento Martha scopre ciò che dovrà fare: sarà una delle giovani donne che assaggiano il cibo del Führer, offrendo la propria vita per evitargli di essere avvelenato. Così sperduto tra le montagne, il rifugio sembra lontanissimo dalla cruda realtà della guerra. Ma Magda, nonostante abbia cominciato ad abituarsi a quella pericolosa occupazione, non può fare a meno di accorgersi delle atrocità del Reich e si trova sempre più invischiata in intrighi che metteranno alla prova la sua lealtà. In gioco ci sono la salvezza, la libertà e la vendetta.

Libri che trattano la medesima problematica con stili e intrecci diversi. La Postorino crea una storia di fantasia basata su una storia vera, V.S. Alexander ha dato vita ad un romanzo storico dove fiction e e realtà si fondono perfettamente. Due letture consigliate, in cui le protagoniste sono vittime del destino e del regime a cui non possono opporsi,  sfidando quotidianamente la sorte per sopravvivere.  In bilico tra vita e morte. Gli autori creano tasselli unici che vanno ad unirsi  alla triste storia  della seconda guerra mondiale (di cui molto si è parlato e condannato), impreziosendola con racconti quotidiani delicati che sono specchio di un epoca contraddistinta da  morte e distruzione.
Gli  stili narrativi sono fragili e coinvolgenti come le protagoniste.
I racconti coinvolgono totalmente il lettore tra lacrime e sgomento, perché bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro come affermava Tucidide.

 

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