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Romance

Recensione, Magnete di Stefania Meneghella

 

Buongiorno readers, in questa giornata uggiosa vi farò compagnia con un libro particolare ed intrigante, Magnete di Stefania Meneghella.

 

 

Una lettura proposta al blog dalla stessa autrice che ringrazio per la pazienza e la disponibilità. Un viaggio unico che mi ha fornito molti spunti e riflessioni.

 

 

 

Pagine che racchiudono a mio parere il rapporto dialettico tra vita e forma, riprendendo le dicotomie che esso crea ed il rapporto con il relativismo gnoseologico. Per cui la conoscenza non si basa su criteri oggettivi, ma esclusivamente soggettivi. Il relativismo gnoseologico si svolge in due sensi: in senso verticale, che riguarda il rapporto dell’individuo con se stesso, o in senso orizzontale, che riguarda il rapporto dell’individuo con la società.

Scrittura come flusso di coscienza che ripercorre le strade di grandi autrici come Virginia Woolf. Questa tecnica narrativa consistente nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente, prima di essere riorganizzati logicamente in frasi. Il flusso di coscienza viene realizzato tramite il monologo interiore nei romanzi psicologici, ovvero in quelle opere dove emerge in primo piano l’individuo, con i suoi conflitti interiori e, in generale, le sue emozioni e sentimenti, passioni e sensazioni. Magnete di Stefania Meneghella rientra pienamente in questo genere letterario.

 

 

Magnete di Stefania Meneghella  è un viaggio interiore, come anticipato. La scoperta della mente e l’animo di Sofia. Nome a mio parere emblematico in quanto la sua etimologia greca, significa sapienza. Un percorso lungo ed a tratti dolori, compiuto dalla protagonista Virginia. Cosa lega le due giovani? Un amicizia di lunga data intrisa di affetto e stima. Il tempo la ha scalfita mutandola e Virginia si trova a conoscere il punto di vista di Sofia, inavertitamente.

 

“L’unica bolla è adesso per me il mondo in cui vivo. Io sono in una bolla e non so come uscirne.”

Cervello di Sofia

Sofia è una ragazza fantasiosa ed insicura. Inventa storie per farsi accettare e camuffare la sua personalità, calpestando l’affetto delle amiche vere e la sua stessa natura. Per ottenere popolarità e consenso. Apparire è più semplice che essere. Leggere il percorso di questa giovane, condividere le sue domande ed incertezze crea un filo diretto tra l’autrice ed il lettore che diviene anche spettatore di mutamenti e rivelazioni. Magnete di Stefania Meneghella è un libro multi sfaccettato che tratta argomenti importanti e da varie angolazioni, toccando psicologia, sociologia e molti altri campi. Ambientato durante il periodo del lockdown, il libro esprime perfettamente il senso di standby e stanchezza condivido da tutti noi costretti a rimanere tra le mura domestiche con la morsa della paura a fare compagnia. Così il passato diviene un rifugio sicuro, Virginia e Sofia erano amiche. La prima si è sentita tradita ed ingannata, ma del resto ogni medaglia ha due volti. Cosa può avere portato Sofia a tale cambiamento? Sarà la mente della stessa a svelare a Virginia luci ed ombre di una vita complessa, dove per ogni situazione c’è una maschera ( come nelle dicotomie pirandelliane). All’interno del contesto sociale, l’uomo tende sempre a reprimere le proprie pulsioni, giungendo così a un compromesso tra l’Es, inconscio e istintivo e il Super-io, freno sociale e civile. Dunque, mentre la vita (volto) è un flusso istintivo che si agita dentro ciascuno di noi, la forma è la maschera imposta all’individuo dalla società. Un libro complesso e ben strutturato, ambientato in un momento storico particolare e dove la vita si era fermata, il lockdown. Un evento, speriamo unico che ha avuto un grande risvolto psicologico nella maggior parte delle persone, nel mondo. Unione globale di preoccupazione, ansia ed isolamento.  L’isolamento sociale obbligato rappresenta un’esperienza assolutamente nuova per la grandissima maggioranza della popolazione.  Alla riduzione dei contatti personali e al sentimento di isolamento corrisponde in molti casi l’attivazione di condotte compensatorie, rivolte al mantenimento delle relazioni con gli altri in tutti i modi alternativi al contatto diretto. Da qui l’enorme incremento delle comunicazioni telefoniche, delle videochiamate, dei contatti on line, la creazione di gruppi in WhatsApp, la presenza nei social media, etc. L’uso di queste tecnologie svolge certamente una funzione utile in questo periodo nell’alleggerire il disagio emotivo associato all’isolamento, ma il loro uso eccessivo può anche comportare il rischio dello sviluppo di condotte di dipendenza (fonte), ha dichiarato il Prof. Giuseppe Bersani. durante una recente intervista. Virginia, la protagonista di Magnete di Stefania Meneghella, al contrario, ha reagito al malessere dell’isolamento ripensando al passato, vivendo nella mente di Sofia, figura importante della sua vita con cui è cresciuta, si è confidata ed allontanata. L’isolamento può anche costituire per molti una fase di maggiore distensione dei rapporti interpersonali in generale, di recupero di relazioni precedentemente vissute in modo affrettato, di maggiore disponibilità di tempo, etc. È evidente che la struttura psicologica preesistente gioca un ruolo centrale nell’orientare verso risposte emotive negative o positive questa esperienza di vita del tutto nuova. Tempi della giornata ben scanditi, occupazioni individuali  e comuni ben distinte, condivisione di interessi, ma anche di preoccupazioni e risposte ansiose, programmazione comune, possono divenire non solo funzionali al miglior grado possibile di adattamento, ma anche occasione di recupero o di miglioramento di profili relazionali con precedenti caratteristiche di difficoltà(fonte), prosegue il Prof. Giuseppe Bersani durante l’interessante intervista rilasciata a upmcitaly. 

E questo sembra essere un tratto della vita di Sofia, bellissima e complessa nigeriana dalle origine algerine. L’autrice descrive abilmente il viaggio interiore della protagonista che si troverà a rispettare ed a volte non condividere pensieri, azioni e stati d’animo di un animo che pensava di conoscere. In fondo si dice che l’amicizia sia come l’amore, senza ali.

Virginia e Sofia sono l’emblema del rapporto unico che si può creare tra due donne tra mille sfide, dubbi e inciampi.

 

 


L’autrice

Stefania Meneghella è una giovanissima autrice barese. Ha pubblicato due opere letterarie che sono: “La linea gialla” edito dalla casa editrice L’Erudita (2018) e “Silenzi Messaggeri” edito da Gruppo Albatros – Il Filo (2016). Nel 2015 diventa co-fondatrice di un magazine online che si occupa di cultura e spettacolo chiamato “Kosmo Magazine”.

 

 

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