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Intervista a Silvestra Sorbera

 

Lei è un ingegnere. Lui anche.
Lei è ambiziosa e determinata. Lui pure.
A lui piace comandare. A lei di più.
Roberto e Claudia vivono a Roma, si conoscono, si scontrano, si odiano, si amano e poi si odiano di nuovo.
Ce la faranno due calcolatori, poco inclini ai bisogni degli altri, a sopravvivere alla vita di coppia?

Claudia Mastri, trentenne romana, ingegnere elettronico, amante dei numeri, dei tacchi altri e degli orecchini vistosi. La sua vita è organizzata come un foglio exel, tutto deve combaciare e incastrarsi a dovere.
Roberto Gritti, quarant’anni, manager aziendale, amante del controllo. Poco empatico, ama lavorare e state in mezzo a numeri e dati. Ha molti master, ha girato il mondo e vuole che tutti facciano a modo suo. Nasconde un segreto.
Claudia e Roberto vivono a Roma, si conoscono per caso una sera a Roma. Si scontrano, si odiano, si amano e poi si odiano di nuovo.
Ce la faranno due calcolatori, poco inclini ai bisogni degli altri, a sopravvivere alla vita di coppia? 
E da sfondo alla storia dei due protagonisti ovviamente la splendida capitale e poi tanti personagi: Carlos latinoamericano, titolare di una piadineria romagnola a Roma; Manuela estetista, migliore amica di Claudia, è il suo opposto, sbarazzina nella vita e con gli uomini; Alberto ex collega di Claudia, innamoratissimo di lei ma, senza speranze; Federica e Milena nuove e alquanto odiose colleghe di Claudia; Umberto De Santis amico di Roberto, lo aiuta a combinare un guai.

Il libro è disponibile nei siti di vendita online in versione digitale e cartacea

intervista-recruiter443371944.pngCiao, vuoi presentarti ai nostri lettori?
Ciao e grazie per la vostra ospitalità, sono molto contenta di chiacchierare con voi. Presentarsi non è certo facile. Mi chiamo Silvestra, per via della nonna paterna, ho trentacinque anni, un marito che mi sopporta da dieci anni e un figlio che ci sopporta da sette. Sono una giornalista, autrice e blogger, insomma amo scrivere, ma anche leggere, guardare la tv, cucinare e un sacco di altre cose. Sono della bilancia e quindi ho un forte senso di giustizia, dovrei essere equilibrata, e spesso lo sono, tranne quando ho davanti la pizza.
Come nasce il tuo rapporto con la lettura?
Sin da piccola. A casa mia c’erano sempre libri e giornali. La sera aspettavo mio padre per leggere insieme il quotidiano e, io ero veramente piccola e il quotidiano molto grande. La sera leggevamo sempre qualche libro adatto alla mia età e ne conservo ancora molti che adesso ha ereditato mio figlio. Mia madre mi ha insegnato presto a leggere e poi, essendo molto curiosa, ho sempre letto con voracità.
Hai un genere o autore preferito?
Ho un genere che non mi piace ed è il fantasy, per il resto leggo tutto. Amo Camilleri, Pansa e Gazzola ma mi piace molto leggere nuovi autori. Spesso mi contattano per recensire i loro libri e devo dire che tantissimi testi sono molto belli e meriterebbero vetrine più importanti.
E …..la scrittura?
Anche la scrittura è iniziata presto. Mia madre oltre a insegnarmi a leggere mi ha insegnato presto anche a scrivere. Da piccola restavo con mio padre in caserma (era un militare, adesso in pensione) e armeggiavo con la sua macchina per scrivere. Poi ad un compleanno i miei me ne regalarono una, azzurra, bellissima, una delle poche cose che non faccio toccare a nessuno. La prima cosa che ho scritto è stata una poesia, ed è abbastanza strano visto che non ne ho mai pubblicate. Ma avevo circa otto, nove anni.
Quando inizia questa avventura?
Ho iniziato a scrivere seriamente a diciassette anni. Mi ero appena diplomata e sentivo l’esigenza di scrivere qualcosa di mio. Di dar sfogo a una me che non trovava spazio. E’ nata quella che adesso è La prima indagine del Commissario Livia. Anche perché avevo appena perso un concorso per entrare all’accademia della Guardia di Finanza. Livia è una sorta di prolungamento di quello che avrei voluto essere da prima ancora che la legge italiana permettesse alla donna di intraprendere un certo tipo di carriera. Il primo racconto, scritto con la mia macchina per scrivere, e rimasto nel cassetto per qualche tempo. All’università poi, ad un corso di scrittura e sceneggiatura la proposti al professore che era Alessandro Di Robilant. Mi disse che bisognava lavorarci ma che il materiale era buono. E’ rimasta nel cassetto fino al 2009 quando poi mi sono decisa a intraprendere questo percorso.
Lettura e scrittura vanno di pari passo nella tua vita o dipende dal momento?
Dipende dal momento,. Quando scrivo sono molto concentrata sui miei personaggi e mi dedico a loro completamente. Così accantono la lettura che però ritrovo appena chiudo una storia.
Hai da poco presentato il tuo ultimo libro”Numeri Amore & Guai”, vuoi parlarcene?come nasce?


E’ stato pubblicato da pochissimo. E’ una commedia romantica dove Roberto e Claudia, i protagonisti, avranno una serie di avventure e disavventure. Sono due tipi solitari, capaci di pensare solo a se stessi senza fare sconti a nessuno. Sono quelli che pretendono di arrivare al dieci da soli e che dagli altri vogliono, come minimo, il nove e mezzo. Non sanno gestire il fallimento e i rapporti sociali. Nasce come sempre da qualcosa di “leggero” una piccola idea, una scena di un film, una canzone, cose che mi mettono in testa un’idea. Non ci crederete mai ma ho immaginato Roberto e Claudia mentre guardavo Iron Man 3 con mio figlio. E statene certi, trovare le similitudini sarà difficilissimo.
Il tuo curriculum letterario è vasto è và dai gialli ai racconti per bambini. ……..
Il giallo è il genere che mi si avvicina di più in maniera professionale visto che amo la cronaca nera. I racconti per bambini sono stati l’evoluzione dei giochi con mio figlio, anche lui ama molto scrivere e fantasticare e spesso ci troviamo a mettere su carta i racconti. Adesso che è più grande riesce a realizzare delle storie concrete, fattibili. E’ una cosa che spero duri ancora molto tempo.
Hai anche pubblicato dei saggio letterario – cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2018 il saggio “L’Allieva tra letteratura e fiction”, autrice a tutto tondo…..
Il giornalismo è a tutto tondo e così anche la mia scrittura. Mi sono formata all’interno della redazione provinciale di un quotidiano dove tutti dovevano saper fare tutto e così, tra la mia curiosità e il dovere ho ampi interessi. Poi amo molto Camilleri e la Gazzola, ho letto tutti i libri e visto tutte le fiction con Montalbano e Alice Allevi. Tra il testo scritto e la serie tv ci sono molte differenze. Il mezzo è diverso e quindi è inevitabile. Il linguaggio usato cambia, spesso anche qualche situazione. E siccome io sono una maniaca dei dettagli, ho voluto mettere su carta quello che ho visto e letto con le dovute differenze.
Quanto c’è di te nei tuoi romanzi?
Nei romanzi del Commissario Livia molto. Se non avessi fatto il giornalista avrei fatto il poliziotto e poi io e Livia abbiamo caratteri molto simili. Siamo veloci, odiamo dare spiegazioni, tendiamo ad ottimizzare salvo poi cadere nello sconforto. Eleonora, la protagonista di Diario per mio figlio, sono io. Io sono quella donna che ha superato i propri limiti, anche mentali se vogliamo, per ottenere il suo “desiderio egoistico” ovvero mio figlio. Dalla diagnosi di infertilità, agli aborti alla sala parto, Eleonora racconta quello che ho vissuto. In Amiche per caso, il romanzo scritto con la mia amica Mariantonietta Barbara, mia madre mi rivede molto in Giada ma credo di avere un po’tutte le paranoie delle protagoniste.
Hai uno stile camaleontico, lo è anche l’immaginazione?
Si, anche l’immaginazione, ma anche un po’ la mia vita in generale. Diciamo che ho necessità di avere dei punti fissi, che ritrovo negli affetti cari, quelli veri, per il resto ho bisogno di cambiare, sempre. Altrimenti soffro.
Vivi con o per i social?come li vivi? Cosa ne pensi? Come li usi?

Li uso, quasi tutti. Oggi le notizie passano anche e soprattutto dal web e i social sono aggregatori di notizie importanti. Devo anche ammettere che grazie ai social, facebook soprattutto ho conosciuto persone fantastiche come Mariantonietta Barbara con la quale stiamo scrivnedo il secondo libro. Emma Fenu, bravissima scrittrice, Tiaziana Cazziero, a tantissime altre persone che vivono ovunque e che non avrei mai avuto modo di conoscere. Non vivo attaccata al telefono, sempre pronta a guardare mail e social, probabilmente se non facessi questo lavoro li userei la metà del tempo. Non sono qual tipo di persona che posta ogni momento della propria giornata, che racconta ogni minimo dettaglio della propria vita. Ecco, seguo su instagram mamme che alla fermata dell’autobus fanno i video ai figli e raccontano cosa hanno fatto a scuola e dove andranno. Oppure raccontano la permanenza dei bambini in ospedale. Io non lo faccio. E’ una cosa che non condivido, la tengo per me. Credo ci siano cosa che debbano rimanere per noi, vissute in provato. Ecco, diciamo che “vorrei ma non posto”.
Cosa ne pensi dell’attuale mondo dell’editoria ed autori -ci?sopratutto pensando ad internet che offre kindle, ebook, recensioni ecc?molte possibilità ma forse a volte poche veritiere?
Se un libro è un buon libro, riesce a farsi strada da solo. Le recensioni falese le scopri subito. Un romanzo con cento recensioni tutte a cinque stelle a due giorni dalla pubblicazione è sospetto. Sicuramente, come dicevo, ci sono libri che meriterebbero vetrine migliori.

Progetti futuri?
Tanti. Nel 2019 pubblicherò la terza indagine del Commissario Livia (vi spoilero che Livia dovrà fare un grosso lavoro su se stessa per riuscire a non combinare guai). Il secondo romanzo a quattro mani con Mariantonietta Barbara, un lavoro con la Butterfly edizioni e una favola. Se ci riesco anche una nuova commedia ma non garantisco.
Speranze?
Anche quelle come i progetti sono troppe. Anche io come Claudia punto al dieci, però mi accontento dell’otto quindi ho molti sogni. Ma questi non ve li spoilero.

Chi è Silvestra Sorbera
Nata nel 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Per la serie “Il commissario Livia” ha pubblicato il racconto lungo “La prima indagine” e il romanzo “I fiori rubati”.
Per la serie “Simone e la rana” ha scritto nel 2013 la favola “Simone e la rana: viaggio nel bosco magico” e nel 2017 “Simone e la rana: viaggio nel castello stregato”.
Nel 2013 pubblica il saggio letterario - cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2018 il saggio “L’Allieva tra letteratura e fiction”.
Nel 2014 pubblica i racconti “Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera”.
Nel 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio” e il romanzo “Sono qui per l’amore”. Nel 2018 la commedia “Amiche per caso” insieme alla collega Mariantonietta Barbara.
Per conoscerla meglio potete seguire la sua pagina Facebook.

Ringraziamo Silvestra Sorbera per la sua disponibilità, professionalità e simpatia.

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