SEMrush

#Recensione, ÀNIMAS di Federica Cabras

  • Titolo: ÀNIMAS
  • Autore: Federica Cabras
  • Editore: Officina Milena
  • Genere: Thriller
  • Pagine: 200
  • Prezzo: 2.99

Sinossi

La notte del trentuno ottobre, in cui il confine tra i vivi e i morti si fa meno nitido, è una notte pericolosa per la famiglia Ruinas. I maschi di questa stirpe sono maledetti: se un Ruinas incontra la morte nella sera dell’ultimo giorno di ottobre, resta sulla terra per sette anni, durante i quali opera per condurre alla pazzia e poi alla tomba il resto della famiglia. Nella Sardegna degli anni Cinquanta sono Lucia e sua figlia Graziella a fare i conti con la morte dannata del loro capofamiglia Giovanni. Quando la madre comincia a perdere il senno, è la giovane Graziella che continua a lottare per cambiare questo destino, sostenuta da Umberto, un altro Ruinas in pericolo, che le darà il coraggio necessario per provare a mettere in salvo tutti.

 

 

 

 

 

 

Federica Cabras è un autrice poliedrica, che il blog già conosce ed ha recensito ( qui gli articoli). Animas edito da Officina Milena nel novembre del 2020 è, un libro forte ed intenso sin dalla prefazione di Emma Fenu (scrittrice e studiosa di storia e letteratura femminile): una storia di primavera e di età dell’oro, in cui uomini e animali vivono nel rispetto, in cui Ade e Proserpina si danno la mano e sorridono invitando alla danza ogni Donna. Ogni Donna è dea, strega e fata, ossia Jana, e che custodisce un tempio di terra, mare e sangue, un Isola in cui vita e morte sono spose.  Passato e presente si intrecciano perfettamente, creando una trama densa e dai toni foschi.

Un libro diverso e particolare, non per tutti.

Le righe trasudano l’amore dell’autrice per la sua terra, l’orgoglio delle radici..

 

Una donna sarda, una donna che non abbassa la testa difronte a niente e che non ha paura nemmeno di avere paura. Una donna che si mangia i segreti e li custodisce nello stomaco. Che non si ferma. Che non piange o, se lo fa, non si fa vedere da nessuno.

 

Questa recensione è stata molto pensata, perchè era impossibile creare un testo armonico e totale dopo aver chiuso il libro. Talmente è sfaccettato e particolare. Emma la protagonista, è una giornalista felicemente sposata. La famiglia del marito la ha accolta a braccia aperte e lei si è affezionata a tutti loro, in particolare alla zia Graziella Ruinas. Il libro si apre proprio durante una loro incontro in cui la giovane viene rapita da una vecchia storia narrata dall’anziana. Riflesso di altri tempi e mentalità ma sempre attuale.. soprattutto  per lei..

 

 

«Non è una storia d’amore, questa, Emma. È una storia di odio, di risentimento, di colpe che non si perdonano. È la storia di una maledizione radicata. È la storia della pazzia che si insinua nella mente delle persone. È la storia del diavolo in persona che viene a bussarti alla porta.»

 

 

Il romanzo come anticipato è ambientato agli inizi del secolo scorso, in un contesto sociale patriarcale in apparenza in cui l’ uomo” portava i pantaloni”, molti matrimoni erano combinati e le favole erano leggende tramandate oralmente. Si viveva in armonia con la natura ed i frutti che essa donava. Graziella e la madre rimasero sole a causa di un apparente disgrazia che accadde al padre e rovesciò le loro vite.

Era il 31 ottobre di mezzo secolo prima quando il padre di Graziella era venuto meno, nel giorno in cui i vivi ed i morti possono entrare in contratto. Un altro uomo Ruinas se ne era andato improvvisamente, a causa di una maledizione. Il “marchio del Diavolo”. Un destino che aveva segnato molte generazioni della famiglia di suo marito, e che andava spezzato, in qualunque modo. In realtà l’allora Graziella ci aveva provato, con la complicità della madre. Voleva salvare il suo amore, Umberto Ruinas. Un altro predestinato.

Le due donne rimaste sole dovettero occuparsi della fattoria, ognuna si preoccupava per l’altra facendo ben attenzione a non alimentare dicerie. Esempi di donne forti e piene di coraggio, di cui la storia è costellata, perché se dietro ad ogni grande uomo c’è una grande donna come affermava Virginia Woolf( teoria ripresa anche da studiosi e filosofi successivi come Groucho Marx)in questo caso c’è un elemento in più. Lucia è stata moglie e madre. Ora è vedova e madre e lei e la figlia sono un tutt’ uno, ognuna guarda le spalle all’altra, forse con l’aiuto di Dio. Dubbi sociali ed etici a parte di un quadro in cui l’autrice ha unito una terza figura solida e rassicurante: Umberto. Un cugino di Graziella che le ha aiutate in cambio di vitto ed alloggio. Il romanzo narra i dodici mesi postumi alla morte del capofamiglia, un periodo difficile tra dolore ed incertezze condite da strani avvenimenti. Come un salto nel vuoto, in una voragine stretta e cupa, parafrasando l’autrice che sembra abbia voluto condividere in questo libro, un pezzo di sé per rendere eterna questa storia. Donandole vita, riportandola nera su bianco, per sempre. Per far conoscere e non dimenticare il passato della nostra odierna società, la sua evoluzione che di rispecchia anche nei dialetti. Inteso come patrimonio linguistico; una varietà linguistica originata da una lingua antecedente. Il dialetto, quindi, è in un certo senso il “figlio” di una lingua “madre” dalla quale deriva.( Fonte). Anima di un territorio e specchio della sua storia, che l’autrice ha inserito magistralmente nel testo. Il plot è ben costruito, lo stile ricercato e fluido, nulla è lasciato al caso. Per questo ÀNIMAS di Federica Cabras non è un libro per tutti, ma un racconto per lettori curiosi, attenti e che non si fermano all’apparenza ma scavano, indagano e scoprono. Citando Freud, Noi siamo quello che siamo perché siamo stati ciò che siamo stati.

 

 

 

Spero di avervi incuriosito e che ora non vediate l’ora di correre a leggere ÀNIMAS di Federica Cabras.

 

L’autrice

 

Federica Cabras è dottoranda in Studi sulla criminalità organizzata presso l’Università degli Studi di Milano. Dal 2014 collabora con l’Osservatorio sulla criminalità organizzata. È coautrice di rapporti di ricerca per la Commissione parlamentare antimafia e per la Commissione europea. È cultrice della materia in Sociologia della criminalità organizzata e tutor in Criminalità economica e finanziaria.

Rating: 5.00/5. From 1 vote.
Please wait...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

CAPTCHA ImageChange Image

Back to top