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recensione, "La mercante di ricordi"

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Edimburgo. Scozia.
Kenna e Aidan sono una coppia felicemente sposata. Col tempo, però, l’ambizione personale di entrambi cambia quel mondo così apparentemente perfetto. La morte del figlio Ian distrugge tutto ciò che avevano creato e quello che li aveva uniti un tempo si trasforma in odio, fino all’inevitabile separazione. Ognuno fa i conti a proprio modo con il lutto e intanto trascorrono tre lunghi anni nei quali ogni giorno il dolore della perdita si rinnova. Eppure, il ricordo di ciò che li ha uniti è ancora lì, vivo come sono ancora vivi Aidan e Kenna.
Grazie al piccolo banco di legno che vende gli aeroplani tanto amati dal loro bambino, la magia del Natale potrebbe essere la porta che dovranno aprire insieme per ritrovarsi, soprattutto per perdonarsi.
La mercante di ricordi è la storia straziante di un sentimento che ha innumerevoli sfaccettature tra cui quella devastante della perdita e quella salvifica del perdono.
Una storia vera come può essere il dolore.
Una storia vera come può essere l’amore.
 
Recensione di Alycia Berger
Quando mi hanno dato in lettura questo  libro, ho capito subito di avere tra le mani una storia da  trattare con delicatezza, un po’ come quando ci si trova a maneggiare un oggetto di cristallo. Oppure, per usare un’immagine migliore, come quando ti viene donato uno scrigno al cui interno vi è un qualcosa di prezioso. Una volta aperto il suo lucchetto e sollevato il coperchio, è  stato come se venissi catapultata all’interno di questa
scatola, come se il mio cuore venisse agganciato a qualcosa  attraverso un legame di emozioni che, pagina dopo pagina, lo  avrebbero alimentato in tutta la loro varietà, in tutta la  loro potenza. Quel qualcosa a cui sono stata legata non era altro che il dolore di Kenna e Aidan. In questa recensione  mi spoglio del mio ruolo di editor rompiscatole per
rivestirne un altro, quello di una madre e di un padre che  hanno perso accidentalmente, il cuore della loro famiglia: Ian.
Nel corso della nostra vita conosciamo il dolore sotto le più svariate forme, ma ce n’è
sicuramente uno così potente che, in confronto, nemmeno la  detonazione di una bomba può essere altrettanto devastante.  Parlo della perdita di un figlio. Ora, ognuno di noi si
sarà posto almeno una volta la seguente domanda: come si può affrontare tale perdita?
Nel caso di Kenna e Aidan, invece, la questione è: come si può sopravvivere? Come si possono  scacciare quei sensi di colpa che gettano ombre sulla mente, divorano il cuore pezzo dopo pezzo, distruggono l’anima  riducendola a brandelli?
Ci si rifugia nei ricordi, non tanto  per trovare sollievo, quanto per punirsi. Sara e Simona  hanno una penna magistrale nel scavare dentro la psicologia dei protagonisti. A mio parere non basta solo adottare la  prima persona per immedesimare il lettore, bisogna anche  saper far rivivere i personaggi dentro di noi, provare le loro stesse emozioni, i loro tormenti come se fossero i  nostri. Per un attimo ho creduto veramente di aver perso un  figlio che non ho mai avuto, e chiunque leggerà questa storia proverà la sensazione di un vuoto incolmabile ogni  volta che si troverà immerso nei ricordi di famiglia.  Probabilmente chi ha un figlio correrà in camera sua per abbracciarlo.
Fatelo, sì.
Perché la vita è davvero  imprevedibile e queste due autrici ce lo insegnano
attraverso questo romanzo.  Essa può essere un macigno che trascina a fondo, annegando ciò che sei.   Un turbine che investe devastando ogni cosa; persino l’amore, per trasformarlo in rancore e annientarti.  Un terremoto che sconquassa, facendo
crollare anche le più assolute certezze nelle quali hai  vissuto fino a quel momento.
Perché leggere, dunque, La mercante di  ricordi? È una storia che incide sul cuore il nome di tutti  i personaggi, proprio come Kenna fa sulla fiancata di ogni giocattolo che costruisce. È un’incisione dolorosa, sì,  ma al tempo stesso genera in te l’amara consapevolezza che  le persone che ami oggi ci sono, domani – chissà – non potranno esserci più. E allora correte a stringerle, a  dedicare a loro un po’ di più del vostro tempo, andatevi  a prendere colui o colei che amate per arrogarvi il diritto di viverlo fino al momento in cui non vi sarà più  concesso.
Attraverso il dolore di Kenna e Aidan imparerete a non trasformare l’amore di chi ci sta accanto  in odio nelle avversità, poiché senza di esso non si può davvero sopravvivere alle tempeste, non si può rinascere.
Ho detto bene, rinascere.
Perché solo dopo aver toccato il  fondo, essere approdati stanchi su una spiaggia, aver
trovato un appiglio a cui aggrapparsi, ecco che dentro di  noi, in Kenna e Aidan, si fa strada piano piano un nuovo  sentimento: la volontà di lottare per sopravvivere. E tutto
questo grazie all’amore, curatore di ogni male, e ai sogni, i quali possono avere le ali di un aeroplano.
Alycia Berger
Voto: 5 stelle

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2 thoughts on “recensione, "La mercante di ricordi"

  1. Grazie di cuore!

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    1. Grazie a te

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