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Recensione, “Le età infelici”

Sinossi:

Le età infelici

Sara è alle prese con uno dei più contorti e ambigui periodi della vita: l’adolescenza. Perennemente insoddisfatta, si muove con ironia e anticonformismo nella banalità del quotidiano. Le frustrazioni, le speranze, le illusioni e le delusioni che scandiscono il ritmo delle sue giornate, si trasformano nel mondo di Sara in travolgenti e divertenti avventure esistenziali. Quando arriva l’amore, un ragazzo di nome Romeo, la nebbia si alza e riesce finalmente a vedere tutti i colori del mondo, a metterli su tela, assecondando la sua vera passione, la pittura, e soprattutto ad amare se stessa.

L’adolescenza è un passaggio obbligato che può segnare un intera esistenza. Sono state spese parole e condotte ricerche. Personalmente ho potuto toccare con mano diversi anni fà il disagio adolescenziale, operando in una onlus di psicologi. Esperienza che ho riportato nella tesi di laurea, “Il suicidio negli adolescenti”. Uno studio, lungo che è durato per più di un anno, sul campo, tra interviste, studio e incontri settimanali. Percorso per me momentaneo, vitale per i ragazzi in difficoltà che sentono di non avere via di uscita, voce. Credono che nessuno li ascolti.
Il romanzo di esordio di Sara Sajeva è un libro sincero, senza artefici e peli sulla lingua.

Un manuale inedito per genitori che si trovano a che fare con l’età infelice. In cui tutto è amplificato, delicato e estremo.
Persone catapultate dall’altra parte della barricata. Che prima di diventare genitori, sono stati figli che si ripromettevano di non ripercorrere i così detti”errori” di madre e padre.

Ma quali sono questi errori? Come riconoscerli, evitarli e superarli?
L’autrice suggerisce di amare, incondizionatamente. Ma può bastare?
Ognuno di noi è stato adolescente, con luci ed ombre.
Il libro presenta appunti, idee acerbe che vengono poi analizzate e maturate.
Molte le tematiche toccate e volutamente  a volte non approfondite. Forse perchè ognuno è fautore del proprio viaggio?
Ma come comportarsi quando si è in preda al nichilismo?

Nietzsche affermava che”Bisogna avere un caos dentro di sè per partorire una stella danzante”, e probabilmente la stessa frase è riportata in qualche diario di adolescente. Personalmente utilizzavo la smemoranda ed i muri della mia stanza. Chissà se sono cambiate queste abitudini? Saranno cambiate le mode e le canzoni di estate? Queste ultime sicuramente.

Leggendo “le età infelici”ho fatto un viaggio nel passato, trasponendolo nel presente, epoca in cui potrei essere madre di un adolescente. Le nostri madri erano tali prima di noi e tra alti e bassi ci hanno cresciuti.
Forse l’empatia di quegli anni è l’unica costante che resiste al tempo.
O almeno così sembra dalle parole del romanzo che scorrono veloci, delineate da uno stile semplice e diretto.
L’educazione o la sua mancanza possono lasciare cicatrici indelebili.
Se i genitori sono presenti sembrano asfissianti. Se al contrario sono assenti in apparenza, impegnati magari con il lavoro, i figli si sentono abbandonati.
Appare un rapporto disordinato in cui come si agisce, si sbaglia.

Il lavoro del genitore è l’unico non retribuito e senza regole. Dettato solo dall’amore e dal buon senso.
Probabilmente se manca un elemento, si crea una ricetta imperfetta.
Ed è in questi casi che i ragazzi cercano di attirare l’attenzione, dar voce al loro grido di dolore.
Che l’autrice descrive magistralmente in tutta la sua sofferenza ed incomprensione.
Non è mica semplice, non lo è mai stato, parafrasando una famosa canzone. Siamo soli.
Come cambiare?

Sara propone di iniziare con l’amore verso se stessi.
….quella spinta irrinunciabile alla vita che ti aiuta a non sprofondare, di trovare il mezzo di espressione più congeniale che ti permetta di trasmettere i tuoi messaggi e sintonizzarti con il resto del mondo entrando in armonia con esso e, allo stesso tempo contribuendo alla sua armonia, per sentirsi parte attiva di un progetto più grande che è la vita stessa. Contribuire all’armonia del tutto è quindi, principalmente, contribuire al bello, non certo in senso estetico ma in senso assoluto, come il bello di un’opera d’arte, di un figlio che cresce, di una parola detta o scritta…..

E poi l’amore verso la cultura intesa come crescita personale e apprezzamento del bello.
Che ricorda molti il pensiero di Schopenhauer, la conoscenza concepita come rapporto tra soggetto e oggetto vincolato alle forme dello spazio e del tempo e al principio di causalità, vero e proprio principio di ragion sufficiente per la comprensione del mondo fenomenico.

Un libro, Le età infelici che rappresenta un viaggio introspettivo verso se stessi, il fanciullino e vi unisce lo specchio del presente.

Il mio voto è

L’autrice:

Sara Sajeva è artista e scrittrice, “Le età infelici”, edito da Castelvecchi, è il suo primo romanzo. Vive a Todi, in Umbria, ed i suoi quadri sono oggetto di mostre dentro e fuori il territorio nazionale.

 

 

 

 

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