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Morte presunta di un notaio di Mauro Acquaroni

Mauro Aquaroni è tornato! Il suo nuovo libro, “morte di un presunto notaio”, edito da Gilgamesh Edizioni è un thriller sorprendente!

Editore: Gilgamesh Edizioni

Collana: Anunnaki. Narrativa

Data di Pubblicazione: giugno 2022

ISBN: 8868676222

Ean: 9788868676223

Pagine: 240

Reparto: Gialli

Formato: brossura

Sinossi

Parigi 2030. Il Notaio Chabert era morto, poi però è tornato, ma qualcuno nel frattempo si era impadronito della sua vita. Come la mettiamo? Balzac, Pirandello, Omero, Dumas, e chissà quanti altri hanno affrontato il problema, ognuno con la propria soluzione finale.

Il blog ringrazia per la copia arch

Mauro Acquaroni è tornato! Un autore profondo, attento ed a tratti ironico. Ma in stile inglese. L’ ironia unita al sarcasmo, probabilmente può sembrare sconcertante inizialmente. Ma pagina dopo pagina si stola agilmente nella trama intricata ed avvincente. Giallo, thriller ed elementi psicologici si fondono magistralmente.

Personalmente aveva già recensito un suo precedente libro per il blog, e lo avevo adorato!

Cosa ne penso di Morte di un presunto notaio:

il notaio Chambert è scomparso. Nel nulla. Misteriosamente. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, ma questo non ha impedito alla vita dei suoi cari di andare avanti. Il tempo è trascorso e come se avesse vissuto un sogno, il protagonista improvvisamente strappa il velo che lo avvolge. E come un moderno Mattia Pascal cerca un senso e soluzione. La lanterninosofia pirandelliana prende vita, Fabula e intreccio non corrispondono, lo stile di scrittura è scorrevole ed a tratti incalzante. La trama si mostra come un puzzle da costruire avvenimento dopo accadimento. Tutto è costellato da riferimenti letterari e scoperte immediate. Una storia breve e intensa che mi ha rapito e meravigliato. Consigliatissimo!

Funziona così: tu nasci, scrivono il tuo nome su un registro, abiti l’anagrafe e vivi un poco, quanto basta, poi a un certo punto tutti quelli che ti conoscono, ma proprio tutti, non ti vedono più per un sacco di tempo, diciamo per una decina d’anni, non sanno dove diavolo sei andato a finire, cosa fai, se ci sei o non ci sei, insomma nessuno sa più niente, e allora bisogna organizzarsi, perché anche se tu non ci sei gli altri devono pure arrangiarsi in qualche modo.

È a questo punto che arriva lo Stato, con le sue leggi e i suoi giudici, che decide per tutti: bene, sia come sia, che tu lo voglia o no sei ufficialmente morto, fattene una ragione, il tuo bel nome viene cancellato dal registro, niente funerali o altre facezie del genere, solo una bella riga tirata sul tuo nome, sei morto, e le tue cose se le prendono gli altri, la casa, i soldi, i debiti, il cane, lo spazzolino da denti, tutto insomma.

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