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Recensione, “Piccoli miracoli a Casa Glicine” di Lisa Bresciani

 

pag 86 ( illustrato a colori)
ebook 1,99
cartaceo 12,50

Sinossi

Per Lilyrose la sveglia suonava molto presto … solitamente all’alba e, anche quella mattina, fu così. D’altronde c’erano  sempre molte cose da fare in un cottage in aperta campagna. Proprio lì, nello Yorkshire più verde e
romantico, in un luogo che profumava ancora di tè speziato e marmellate, si trovava Casa Glicine,un’abitazione in pietra, dal soffitto basso e il camino sempre fumante.
E non dimentichiamo l’antico e odoroso Glicine che scendeva a cascata lungo il
muro e dava il nome alla casa.
Il cottage, formato da quattro stanze, era stato arredato con mobili in legno verde acqua su cui ovunque si trovavano vecchi libri e candele profumate. All’esterno, adagiati sul ripiano delle finestre, vi erano tanti vasetti colorati in cui crescevano rosmarino, basilico, salvia e prezzemolo.

 

QUARTA DI COPERTINA 

 

Nel verde e magico Yorkshire in un piccolo cottage, Casa Glicine, vivono due sorelle: Lilyrose, la maggiore, e la piccola Winter. Aspettano il ritorno a casa di Pà Bo, marinaio e ormai lontano da alcuni mesi. Tra una passeggiata in aperta campagna e un dolce, crescono e affrontano la vita con piccoli gesti d’amore: un dono inaspettato, un sorriso o una tazza di tè caldo. Una storia dai toni dolci e fiabeschi che alterna momenti malinconici e riflessivi con la sicurezza che a tutto vi è un rimedio quando si ha l’ingrediente più importante a portata di mano: un pizzico di amore. E’ un romanzo breve destinato ai bambini, ma anche a tutti coloro che vogliono vivere una favola d’altri tempi e un’avventura che profuma di torte, fiori selvatici e tè aromatizzati.

 

 

Un piccolo gioiello, ricco di preziose illustrazioni. Un libro che ha il sapore di altri tempi.

 

“Proprio lì, nello Yorkshire più verde e romantico, in un luogo che profumava ancora di tè speziato e marmellate, si trovava Casa Glicine, un’abitazione in pietra, dal soffitto basso e il camino sempre fumante. E non dimentichiamo l’antico e odoroso Glicine che scendeva a cascata lungo il muro e dava il nome alla casa.”

 

Le protagoniste sono due giovani sorelle,Lilyrose è la maggiore, e la piccola Winter.

 “ribelle, energica, frizzante come il brugo che si insinuava tra la roccia e fioriva nonostante le intemperie. Dalla morte della mamma era nato un fiore che si chiamava Winter.”

 

Aspettano il ritorno a casa di Pà Bo, marinaio che era lontano da alcuni mesi.

Le ragazze trascorrono le giornate tra le faccende, visite ai vicini e amici e cucinando. Il ricettario della madre scomparsa offre sempre spunti e nuove sfide.

Un racconto delizioso dove la natura e le sue stagioni regnano sovrane e l’ uomo vive in armonia.

 

 ” ogni stagione possedeva i suoi piccoli e confortanti rituali. L’inverno regalava la possibilità di apprezzare il calore della propria casa, in primavera si era soliti raccogliere i fiori e i frutti dolciastri che la terra verde offriva, invece, l’estate era la stagione adatta per le passeggiate e i tuffi nel laghetto. Ma l’autunno, rassicurante come la carezza di un nonno e misterioso con i suoi melodiosi venticelli, era il momento giusto per concedersi una bella tazza di tè in buona compagnia accanto al fuoco…”

La vita è piena di sorprese e quotidiani regali. Piccoli attimi di felicità.

Questo è a mio parere il messaggio dell’autrice che con il suo stile attento, accurato e scorrevole ha creato una fiaba moderna. Ricco di personaggi amabili, sentimenti e speranza.

 

L’amore era in grado di salvarci da ogni malinconia, così forte da tenere in vita la fiammella della speranza anche quando il vento era impetuoso”

 

 

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