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Recensione "Soprattutto viole" di Mauro Biagini

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TITOLO: Soprattutto viole

DATA USCITA: 21/1/2019

PUBBLICAZIONE: GoWare

PREZZO EBOOK: 4,99

GENERE: LGBT

 

SINOSSI

Leo G. è un gallerista milanese. Ricco, borghese. Yuri è un ragazzo romeno che si prostituisce per sopravvivere. Bello, erotico. Si incontrano in un desolato piazzale ai margini della città di Milano la sera del 31 dicembre. Leo offre al giovane una somma considerevole per trascorrere l’intera notte di Capodanno insieme. Solo qualche scambio di battute e il Cliente Omosessuale Borghese acquista il Ragazzo in Vendita. I due si rinchiudono, come in una cella, nella lussuosa abitazione di Leo piena di oggetti di valore e di un’infinità di fiori, la sua passione.
Yuri è la Transilvania, i monasteri, il Mar Nero, gli ovili nelle campagne, il comunismo, la carnalità. Leo è l’occidente che consuma, il capitalismo, è l’opulenza fino in fondo, colui che compra tutto. Cosa ne sarà delle loro anime? Desolazione e innocenza, si direbbe, ma la mezzanotte che sta per arrivare non perdonerà nessuno dei due.
Recensione di Alycia Berger
Soprattutto Viole è un breve romanzo molto particolare che vuole mettere in luce, attraverso un linguaggio crudo, parte dei meccanismi della prostituzione, specialmente dal punto di vista del cliente. Leo è un gallerista milanese che per sfuggire alla solitudine si rifugia dentro questo circolo vizioso, ove gli sfizi sessuali trasformano i ragazzi rumeni in pura merce in vendita. Tutto questo avviene attraverso conversazioni su appositi forum dove gli utenti si scambiano esperienze, opinioni e gusti personali che alcune volte sfociano nel razzismo e in luoghi comuni, trattandosi di persone dell’Est.
Una sera Leo conosce e invita a casa sua Yuri, un sensuale ragazzo rumeno che si prostituisce per sopravvivere. Egli all’interno del racconto incarna la Romania ai tempi della dittatura e della lotta alla sopravvivenza nel pre e post-Ceausescu, andando a scontrarsi con la figura del suo cliente che invece incarna il consumismo dell’Occidente.
Il romanzo è ben scritto, la scrittura molto diretta e cruda proprio come il rapporto tra i due protagonisti che non si perde in inutili sentimentalismi. Ciò che viene rappresentata è una realtà squallida ma vera, dove la fame e la solitudine portano alcuni individui a vendersi, rifugiarsi nei vizi fino a perdere se stessi. L’autore è stato molto capace in questo trasformando una storia che poteva sembrare sentimentale in qualcosa di originale e realistico, senza cadere in banalità e inesattezze. Non è sicuramente una lettura facile ma è un libro che consiglio.
Complimenti, 
Alycia Berger
Voto: 4 stelle
 

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