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Recensione, Storia di un numero di Davide Rossi

Titolo: Storia di un numero
Autore : Davide Rossi
Editore: Rossini
Data di uscita: 30 dicembre 2020
Pagine: 219

 

 

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Trama

Un numero non è fine a se stesso: ha un’esistenza, una storia, un inizio e una fine. Un numero può essere umano, vivere e morire.

In una contemporaneità corrosa dalla malavita e dall’opportunismo, Kenny nasce in un piccolo stato africano, flagellato dalla povertà, messo in ginocchio dalla corruzione, dimenticato e disprezzato dagli stessi esseri viventi.
Condizioni disperate per chiunque abbia un minimo di misericordia per se stesso, difficilmente sopportabile per la sua natura estrema che si impone nella quotidianità sugli esseri viventi. La sua infanzia la trascorre a osservare il mondo che gli ruota intorno, che ansima, grida, muore, violento e insensato. 

Lui scruta, annota, studia e prova a conformarsi, ad adeguarsi alla realtà, che cruda e violenta si manifesta, investendolo senza freni: la sparizione del padre, il trasloco in un’altra zona, la morte della adorata zia, la presunta anormalità. A confortarlo e a salvarlo dalla solitudine c’è lo studio, i pensieri, vivaci e senza limiti, la curiosità verso l’ignoto e la natura. 

Camaleonte decide di adattarsi, di vivere secondo i canoni imposti senza rischiare, coltivando un’irrazionale voglia di responsabilità. Ciò non lo salva dai suoi simili, spietati e potenti, che lo costringono a scappare via dalla sua terra, verso un ignoto chiamato Europa.

Un viaggio lungo e pericoloso, attraverso posti incantevoli abitati da personaggi senza scrupoli, poveri diavoli, disperati, dalla sopravvivenza e dalla morte. Storie di tanti numeri uniti nella speranza di una resurrezione e dall’infame destino di rappresentare solo delle anonime cifre. Un percorso lungo, attraverso deserto e mare, prigionia e amore, fra carcasse umane e di civiltà.

 

Buongiorno readers, oggi il blog vi parlerà di un libro coinvolgente e diverso dalle nostre solite letture, “Storia di un numero” di Davide Rossi. 

Una storia coinvolgente, realistica e ben scritta.

Storia di un numero, quante volte abbiamo pronunciato questa frase dai molteplici significati?

Magari riferita ad una situazione lavorativa o universitaria e se invece fosse vitale?

Kenny nasce in un piccolo e povero stato africano, terra di colonialismo e contraddizioni dove le differenze sociali sono visibili ad occhio nudo. Il ragazzo proverà sulla sua pelle le difficoltà del suo paese che scorre nelle vene ed a nulla servirà il suo amalgamarsi per sopravvivere. Lutti e imprevisti lo trascineranno via dalle sue radici, verso il vecchio paese, l’Europa. Sconosciuta e misteriosa. Un viaggio lungo e difficoltoso, ai limiti della resistenza umana. 

Un tema attualissimo e spinoso raccontato attraverso la figura di Kenny. Personaggio principale, un numero tra molti che potrebbe rappresentare chiunque. L’autore racconta la sua vita fino all’approdo in Italia seguendo le rotte dei trafficanti di esseri umani. Uomini ed organizzazioni come l’Isis(è il nome che si è dato ad un’organizzazione jihadista salafita attiva in Siria e Iraq, dove fino al 2017 controllava militarmente un ampio territorio. Il suo capo Abu Bakr al-Baghdadi ha proclamato la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo in un’area compresa tra la Siria nord-orientale e l’Iraq occidentale il 29 giugno 2014) e Boko Haram(un’organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord della Nigeria. È anche nota come Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihād) , senza scrupoli. Una lettura forte che porta il lettore in sentieri inesplorati ed a comprendere il bisogno di fuggire per sopravvivere. Un urlo contro l’ignoranza intesa nel senso etimologico della parola stessa, non conoscenza. Uomini e donne del vecchio continente che non comprendono la necessità di attraversare mari e dune per mettersi in salvo o fare vivere qualche familiare. Impegnando beni e anima. Stipulando probabilmente un patto con il diavolo.

 

Mi addormentai, pensando alla vita. Volai fuori dall’abitacolo e arrivai fino in cielo. Tutto intorno a me c’erano uomini, donne, bambini. Mi osservavano serenamente, fermi, immobili. «Quanti siete?» chiesi alla moltitudine che mi circondava.

« Tanti… » mi risposero all’unisono

Un viaggio fisico e personale verso il proprio io nascosto, la parte oscura. Abbracciare la solitudine per cercare un posto nel mondo, un pianeta unico che gira su un solo asse e che molte volte è diviso al suo interno da guerre, odio e molto altro. Un inno all’amore, empatia e integrazione. Perché i migranti del millennio possono comparso ai nostri parenti ed amici che migrarono prima, nel secolo scorso. Siamo tutti figli di spostamenti ma a volte lo dimentichiamo,  perché come scrive l’ antropologo ed etnologo M.Canevacci, ” gli innesti tra culture, anziché pacificazione, diffondono conflitto e innovazione che coinvolgono e smuovono le prospettive legate a sincretismi, ibridi, acculturazioni”. 

Personalmente ho trovato interessante Storia di un numero di Davide Rossi, una lettura multidisciplinare ed attualissima. Subito ho pensato alle persone che dal Messico stanno andando verso il confine con il paese a stelle e strisce sfidando il tempo, le armi e la vita. Un viaggio della speranza come molti altri, persone come numeri che non fanno più notizia o audience. Una realtà sommersa e silenziosa, dimenticata. Ma non per tutti fortunatamente. Kenny è il nome di ogni persona costretta a cambiare, scappare e reinventarsi. Il linguaggio dell’autore è a tratti forte e diretto come un colpo ben assestato, racconta anche le brutture e situazioni raccapriccianti. Simbolo di mancata libertà, solitudine ed emarginazione. Spero che la differenza diventi contaminazione ed il razzismo integrazione.

 

 

 

Davide Rossi è nato il 18/01/1985 ed è cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia, Sant’Angelo Lomellina.

Nonostante gli studi di natura prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione naturale e una di queste, scritta a sei mani, porta alla realizzazione del film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film).

Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi.

“E alla fine c’è la vita” nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi. Pubblicato con Apollo Editore nel maggio del 2018, il romanzo riscuote un discreto successo presso critica e pubblico, consentendo all’autore di presentarsi a un vasto pubblico di lettori attraverso un tour di presentazioni che ha superato le dieci date.  Parallelamente a questo progetto, e a esso collegato, l’autore ha redatto un manuale di scrittura creativa, “E alla fine c’è la scrittura”, che ha avuto il suo culmine con il corso presso l’associazione “Il cielo capovolto” di Torino.

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