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Recensione, Un passo avanti e poi un altro di Eleonora Ippolito

Buongiorno readers, oggi vi presentiamo un libro che ci ha molto colpito sin dal titolo, Un passo avanti e poi un altro di Eleonora Ippolito.  Un rimando alla danza ed alla vita, a non scoraggiarsi ed andare avanti nonostante tutto e tutti. Come i bimbi quando imparano a mettere un piede davanti all’altro, in posizione eretta e magari con il mento alto ed il petto all’infuori. Un monito a non soccombere ma reagire. E la copertina sembra riassumere questo pensiero di Faby ch lo ha letto per noi.

 

Iniziamo..

 

Titolo: “Un passo avanti e poi un altro”
Autore: Eleonora Ippolito
Editore: Delos Digital
Collana: Narrazioni
Genere: narrativa
Data di uscita: 15 gennaio 2019
Formato: ebook
Lunghezza: 210 pagine circa

Sinossi
Trentadue anni, single e precaria. Non è decisamente questo che Laura ha sempre sognato per sé, ma una serie di sfortunate fatalità – compresi una famiglia ingombrante, degli amici voltafaccia e una tiepida relazione finita nel peggiore dei modi – l’hanno condotta al punto di preferire la solitudine più totale alle compagnie forzate. Una solitudine utile a guarire dal disamore che da sempre ha caratterizzato la sua esistenza e necessaria per rimettere insieme i frammenti di se stessa. Una solitudine che è un rifugio, un punto di partenza. Sì, perché Laura ha deciso di non accontentarsi e di provare a realizzare i suoi sogni, di rialzarsi in piedi e voltare pagina per diventare finalmente forte e indipendente. Di ghermire le sue paure e i suoi limiti per infrangerli una volta per tutte. Lei vuole di meglio dalla vita, vuole di più, ma la strada per raggiungere la meta è lunga e solitaria, costellata di spiacevoli ricordi e intoppi, colpi bassi e litigate furibonde, falsi amici e sgradite sorprese. Il caso, però, stavolta è dalla parte di Laura, e alcuni fortuiti incontri renderanno quella strada meno solitaria, tingendola con i colori vivaci dell’amicizia, proprio quando Laura si era rassegnata alla solitudine. E anche l’amore, un giorno, entrerà delicatamente nel suo mondo. Riuscirà Laura ad amare ancora e a scacciare paura e solitudine da sé? Riuscirà a diventare forte come ha sempre desiderato? E riuscirà finalmente a perdonarsi e ad amare se
stessa?

 

Trenta anni passati e nessuna certezza emotiva, familiare e lavorativa.
Precaria totalmente, Laura ha imboccato tutte le strade impopolari e imparato a mettere se stessa prima degli altri, dopo cadute, arrivederci e delusioni che hanno segnato il cuore. Si è sentita molte volte incompresa, aliena e non all’altezza delle situazioni. Soprattutto in amore dove un rapporto epocale, durato anni, la ha abbandonata senza ritegno e spiegazioni. Come direbbe Troisi, Credevo fosse amore, invece era un calesse. E forse nemmeno dei migliori.
Sola nel dare spiegazioni, difendersi da occhiate e chiacchiere. Ciò che non uccide fortifica e lei ha imparato a difendersi ed ingoiare le lacrime, coprendo la sofferenza con il sarcasmo. Sbattendo le porte se necessario. Non è stato semplice e forse non lo sarà mai, ma la vita è fatta di bivi e scelte.
La protagonista lo ha imparato sulla sua pelle e l’autrice descrive magistralmente lo stato psicologico ed interiore di Laura che come una vecchia amica conduce il lettore nei suoi ragionamenti, stati d’animo e speranze. Un personaggio descritto magistralmente che riflette la condizione attuale di molte persone, facendo divenire l’io un noi. Come la società liquida ipotizzata da Bauman, “Con la crisi del concetto di comunità emerge un individualismo sfrenato, dove nessuno è più compagno di strada ma antagonista di ciascuno, da cui guardarsi. Questo soggettivismo – così Umberto Eco spiegava – ha minato le basi della modernità, l’ha resa fragile, da cui una situazione in cui, mancando ogni punto di riferimento, tutto si dissolve in una sorta di liquidità. Si perde la certezza del diritto (la magistratura è sentita come nemica) e le uniche soluzioni per l’individuo senza punti di riferimento sono da un lato l’apparire a tutti costil’apparire come valore e il consumismo. Però si tratta di un consumismo che non mira al possesso di oggetti di desiderio in cui appagarsi, ma che li rende subito obsoleti, e il singolo passa da un consumo all’altro in una sorta di bulimia senza scopo”. La modernità liquida, per dirla con le parole del sociologo polacco, è “la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza”. Una metafora necessaria a mio parere in quanto la modernità espressa da Eleonora Ippolito nella figura di Laura è l’emblema dell’incertezza e precarietà vitale e lavorativa. Rappresentativa di molte generazioni, più o meno giovani che a volte si perdono negli inganni della vita in cui  molte volte nulla è come appare. Basti pensare al rapporto della giovane con il suo ex, l’autrice  riuscita a sintetizzare perfettamente un malessere sociale.
Il libro scorre veloce come due chiacchiere tra amiche davanti un buon bicchiere di vino. Incontro magari inaspettato e piacevole in cui tra chiacchere e risate si riflette sugli accadimenti e si progetta, se possibile, il futuro.
E la storia prosegue, Laura ha mantenuto un profilo basso per non dover ancora soffrire, cercato di mediare per non combattere. Ma non si può giungere a troppi compromessi nella propria esistenza. Il fato non lo premette, presentando il conto per il passato ed il presente.Perciò un lavoro mediocre inizierà a dar segni di stanchezza e cedimento, amicizie decennali riveleranno insidie e bugie, nuove conoscenze regaleranno leggerezza e spensieratezza.Una strada di salite e discese che porteranno ad un finale sorprendente che regalerà un sorriso al lettore unito ad un senso di libertà e speranza, perchè tutto può accadere, anche di innamorarsi, nonostante tutto.

Un passo avanti e poi un altro. Vado oltre, trascinandomi dietro il mio pesante bagaglio ricolmo di vestiti ed emozioni, di ricordi, di esperienze.
Tutto ciò che sono stata e tutto ciò che sono adesso. Tutto ciò che ho passato in trentadue anni. Tutto ciò che mi è capitato negli ultimi mesi.

Un libro consigliato per emozionarsi e ritrovarsi.

Buona lettura

FT
Il mio voto è:
🌟🌟🌟 🌟
4/5

 

 

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