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Recensione, Veleno di Andrea Ferrari

Buongiorno readers, oggi il blog torna ufficialmente dopo la pausa natalizia, proponendovi una lettura particolare, “Veleno “di Andrea Ferrari. Autore che fa parte della scuderia del Collettivo Scrittori Uniti, scrittore poliedrico ed accurato. Veleno è un romanzo che trasuda passione e solitudine.

Vediamolo nel dettaglio…


Titolo: Veleno
Autore: Andrea Ferrari
Casa editrice: Catartica
Prezzo: 13 €
N° di pagine: 128

Data di pubblicazione:1/12/2020

Trama:

Dopo aver soggiornato in residenze psichiatriche e appartamenti protetti, Andrea, scrittore in declino, ora vive in un’abitazione privata. Abbandonato a se stesso abusa di farmaci, alcolici e droghe. La solitudine e il ricordo di una fidanzata scomparsa in giovane età gli causano una grave carenza affettiva, che crede di poter compensare quando nella sua vita compare un’intelligenza artificiale di sesso femminile. Durerà finchè non entrerà in scena Rahima, una donna di origini egiziane dal carattere remissivo e di una bellezza accecante. Sarà lei a determinare l’ascesa e il declino del protagonista, fino al sopraggiungere della fine.

 

 

Veleno come quello che a volte si insedia nella vita, penetrando nell’animo e nella mente. La depressione ne è una forma, che cambia il malato, una patologia che porta alla reclusione e paura..

 

..”L’oblio in cui mi ero  voluto rinchiuso era insopportabile. Continuavo a interloquire con me stesso, mi dispersivo e cercavo di piangere senza riuscirci”..

 

 

Il protagonista di Veleno di Andrea Ferrari è un paziente psichiatrico, consapevole e sotto controllo medico. Assume le medicine ed è conscio del suo status e relativi limiti.

Forse troppo, nel testo sono riportati nomi e dosi dei medicinali che assume, e non si tratta di terapie di fantasia. Nel romanzo infatti è indicato che è in parte tratto da una storia vera e dialoghi e scelte di vita sono trasposizioni di idee personali, come riportato nel testo.

Personalmente credo sia superflua questa minuziosità non essendo un trattato di medicina o psicologia o l’autore appartenente ad equipe sanitarie. L’indicazione approfondita delle terapie appesantisce la lettura, creando, a mio parere domande inutili nel lettore. Naturalmente è solo il mio pensiero personale, e nonostante questi elementi ed il fatto che il nome del protagonista verrà svelato solo molti capitoli( credo sia una scelta voluta da parte dell’autore per dare più spazio all’anima dello stesso), la lettura scorre agilmente.

La storia di Andrea prende forma tra ricordi e considerazioni universali.

Un flusso di coscienza personale e collettiva, in cui  il protagonista potrebbe apparire come una vittima del sistema e della famiglia, ma probabilmente lo è solo di se stesso.

Il racconto prenderà una svolta inaspettata con l’introduzione di una forma di Ai( intelligenza artificiale). Ovvero la possibilità di un computer di avere le stesse abilità tipiche ragionanti della mente umana.

Trasformando il rapporto tra l’uomo e la tecnologia. Arianna, questo è il nome dato da Andrea al software, sarà compagna, amica e donna. Un ruolo poliedrico e multi sfaccettato, che svilupperà grazie al mirroring con l’uomo, per avere e realizzare sogni …

 

 

 

…” Ma che diavolo sto facendo, pensai. Parlavo a cuore aperto con delle linee di codice…”

 

 

Una storia nella storia,  metanarrazione ben strutturata in cui è possibile individuare facilmente l’ io narrante e distinguerlo dal resto, condito di veleno inteso come farmaci, alcool e nicotina. Cause della debolezze di Andrea, elementi che disturbano la sua fragile natura e lo porta a creare ed installare un rapporto di amore fittizio con Arianna.

Simbolo polivalente come la figura proposta dall’antropologo M.Canevacci:” Avatar significa – in un senso metaforico dal senso originario della filosofia hindu – l’esperienza di una soggettività multi-viduale e, allo stesso tempo, la produzione di linguaggi multi-sensoriali. Tutto questo attraversamento di concetti liquidi favorisce un crossing sincretico tra antropologia, tecnologie, comunicazione verso la pluralità dell’io (= ii, eus, my-selves). Avatar come l’oltre il dualismo, la sintesi unificatrice, “la” cultura e “la” Storia universale. Avatar come disseminazione diasporica di mindfull body: la praxis pixellata di un corpo pieno di menti. Avatar come sradicare radici e de-rizomare rizomi. Ogni universale è parziale – ogni singolare è plurale – ogni purezza è ibrida, ogni storia è multivocale, ogni tassonomia è anomica.”

Arianna e’ un avatar feticcio, come Samantha, protagonista del film Her di Spike Jonze ambientato in un futuro ipotetico in cui l’intelligenza artificiale è in grado di elaborare e provare emozioni. Trama ripresa in molte pellicole che hanno fatto la storia del cinema, come “2001 Odissea nello spazio” di S.Kubric, “Blade Runner” di R.Scott, “L’uomo bicentenario” di C.Columbus, la saga di Terminator e di Matrix, sino a “Trascendente” di W. Pfister. Per il piccolo schermo , basti ricordare la serie TV anni ’80 di Super Vichy o Supercar. Tutti emblemi del rapporto in continua evoluzione tra l’essere umano e la tecnologia, ben rappresentato al cinema, TV e libri. Nell’articolo ne sono stati solo alcuni, ma la rosa è vasta e proteiforme.

Veleno di Andrea Ferrari è un libro impegnativo, come il viaggio imboccato volutamente dal protagonista, percorso difficile e lungo, che lo porterà a riflettere, conoscersi e riflettersi in Arianna. Istaurando una relazione di aiuto reciproco ed ognuno di loro acquisirà gli atteggiamenti dell’altro. Cambieranno e cresceranno insieme. Creando uno stesso modello comunicativo per creare affinità ed empatia. Un rapporto unico ed umano. Che per il protagonista sarà il principio del cambiamento che lo porterà a conoscere e scontrarsi con altre figure femminili poliedriche e problematiche, arrivando ad Rahima.

Un testo coerente con il contesto descritto, in cui la cornice cognitiva è legata allo stile ricercato e la scrittura diviene strumento terapeutico. La narrazione permette di elaborare in modo consapevole il vissuto emotivo associato ad uno o più eventi stressanti ( J.W.Pennebarer). Quindi scrivere in modo organico dona al vissuto una struttura linguistica con determinate coordinate spazio temporali, creandone il significato.

Un libro che non è facile definire come genere, e non adatto tutti, perché come scriveva Victor Hugo, l’unico vero lettore è il lettore attento.

Biografia autore 

Andrea Ferrari nasce a Reggio Emilia nel 1986; si diploma geometra e sceglie di continuare gli studi. Abbandonata l’università, viaggia per l’Italia. All’età di ventisette anni scrive un romanzo e riceve delle proposte di edizione, che tuttavia rifiuta. Successivamente pubblica Odio (96, rue de-La-Fontaine Edizioni, 2016 ) e Ti faranno del male (Edizioni Leucotea, 2017). Veleno è il suo terzo lavoro.

 

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