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Recensione,"Marta che aspetta l'alba. La rivoluzione di Franco Basaglia nel racconto dell'infermiera che lavorò con lui (I libri di Massimo Polidoro Vol. 1)"

Sinossi

Sola e con una figlia, Mariuccia accetta di fare domanda come infermiera all’ospedale psichiatrico di Trieste. È magliaia, non sa nulla di malati psichiatrici, ma decide comunque di provarci. Quello è un lavoro sicuro, e Mariuccia ha una disperata necessità di mantenersi. Ma il mondo che gli si spalanca di fronte è completamente diverso da ciò che immaginava. Gli infermieri sono secondini, devono pensare a spazzare, alle pulizie, non certo prendersi cura dei pazienti. A loro si dedica la signora Clelia, la terribile caporeparto dagli occhi gelidi, mentre il medico è una presenza invisibile e distante. A Mariuccia si presenta una quotidianità fatta di trattamenti inumani, di legacci, camicie di forza, bagni ghiacciati, elettroshock, gabbie di contenzione, stanzini di punizione, e guai a chi fiata. Tutto le appare assurdo, anche se giorno dopo giorno vi si adatta come fosse normale: dopotutto è solo un’infermiera e deve obbedire agli ordini. C’è anche una ragazza tra quei muri. Una ragazzina senza nome e senza diritti, come tutti lì dentro. Mariuccia scoprirà solo dopo diverse settimane che si chiama Marta. Marta è entrata all’ospedale dei matti per un’ubriacatura, una semplice sbronza, i genitori benestanti sono morti in un incidente e uno zio ha firmato per farla internare. Lo shock per la perdita dei genitori l’ha resa instabile, dice l’uomo, può essere pericolosa per sé e per gli altri. Ma la verità che traspare è del tutto diversa. Una realtà sordida. Fatta di interesse…

Tempo fa abbiamo pubblicato sul blog l’anteprima di questo libro e mi aveva incuriosito. Amo la psicologia, sono curiosa di natura e vogliosa di capire e conoscere società ed individuo. All’università ho amato esami complementari come criminologia e psicologia sociale. Quando cercando un nuovo amico ho incontrato
Marta che aspetta l’alba”disponibile con unlimits, non ho resistito. In un nano secondo era nel mio cellulare, pronta a farmi immergere in una nuova avventura. Credevo di trovarmi davanti un libro che raccontava con semplicità un periodo storico importante. Una storia romanzata. Invece ho trovato un diario reale, tangibile che apriva le porte di una istituzione dei scorsi secoli:il manicomio. Edifici austeri ed in sicurezza dove uomini, donne e bambini hanno conosciuto violenza, indifferenza e farmaci in nome del benessere. E della scienza. Cavie umane che mi riportano alla mente film famosi come”ragazza interrotte”, documentari storici e fumetti come Dylan Dog. Frammenti del nostro passato attualizzati.
Una lettura all’apparenza semplice e ben strutturata, un diario tra cui righe si annidano dubbi e riflessioni.
La protagonista ha iniziato a fare l’infermiera al manicomio per caso, una ragazza madre che doveva sostenere la famiglia. Una giovane scaraventata in un mondo diverso, sconosciuto condito da medicinali ed elettro shock che la risucchiano.
Fuori la vita prosegue senza di lei, nessuno la cerca e solo quando Basaglia rivoluzionerà la psicologia e la società Marta riemergera`.
Donna ferita nella mente e animo, ombra di ciò che era ma viva. Pronta a godere degli anni restanti seppur privata di dignità, affetti e passato.
Il mio voto è:
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