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Recensione, “Un quarto di luna: I Veglianti di Campoverde” di M.G. Gullo e M. Longo


 

Buongiorno readers, oggi vi presentiamo un libro che è un po’ diverso da quello che trattiamo solitamente, Un quarto di luna: I Veglianti di Campoverde di M.G. Gullo e M. Longo. Ringraziamo gli autori per la copia ebook( fornito senza scopo di lucro)…

Dopo la recensione troverete una piccola presentazione/ biografia degli autori, estrapolata dall’intervista(qui il link),  gentilmente rilasciataci da M.G. Gullo e M. Longo, una coppia nella vita e nella scrittura. Un articolo per conoscerli meglio ed approfondire come nasce e prende vita, Un quarto di luna: I Veglianti di Campoverde.

Una piccola anticipazione, ” Anche se nel romanzo “Un quarto di luna” app e tecnologie sono lo strumento scelto dal cattivo per realizzare i suoi obbiettivi, non siamo contrari alle nuove tecnologie purché, come tutte le cose tecnologiche e non, siano usate con la giusta frequenza, non per “parcheggiare” i bambini o come mondo in cui rifugiarsi per gli adolescenti.”

Iniziamo..

 

Sinossi

Un quarto di Luna:Il mondo in cui si è rifugiato Elio, forse non è frutto della sua fantasia, ma una tela costruitagli intorno. Durante una vacanza in campagna, avrà modo di conoscere una Vegliante che gli rivelerà la verità ed insieme ad un divertente gruppo di amici, reali e fantastici, combatterà per ritrovare la sua libertà.

Le avventure di questo ragazzo ti faranno conoscere Demoni, Vegliati, Ombre, Bosowe, Guardiani Jiwon, cantilene magiche e andrai in giro per il mondo usando semafori, girando attorno ad un baobab o volando in una sfera di ghiaccio.

 

Buona lettura ❤️


Una favola moderna tra amicizia, adolescenza, forze buone e quelle oscure. Un fantasy che è fuori la confort zone usuale del blog, ma è una lettura che ci ha incuriosito. Ed è stata una magnifica scoperta. Cominciamo dall’inizio..
I protagonisti sono due fratelli diversi ma uniti. Gaia è la primogenita ed è frizzante e vitale. Elio al contrario è apatico e poco amante dell’attività fisica. I genitori preoccupati, decidono di fargli trascorrere le vacanze estive al paese, tra stradine e piazze dove sono cresciute intere loro generazioni. L’intreccio tra passato e presente è assicurato!
Il trasferimento è inaspettato e repentino e spalancherà` le porte della verità, ingoiando i due fratelli in miti terreni e favole.
Tutto ha una spiegazione, surreale o meno.
L`apatia di Elio ha un origine ed un nome: Succhiapensieri. Un mostriciattolo che vive dell’energia del corpo che lo ospita inconsapevolmente. Come liberarsene?
Un viaggio unico attende i protagonisti ed i loro amici per salvare i loro simili. Una piccola squadra unita e compatta per sconfiggere e vegliare all’umanità. Silenziosamente e senza dare nell’occhio, come i loro avi: i veglianti di campoverde..  una storia fantasy avvincente e ricca di colpi di scena che al contempo è intrisa di valori come la famiglia, l’amicizia e l’unione.

Le penne di M.G.Gullo e M.Longo creano un disegno magico e fantasioso, che rapisce il lettore e lo trasporta in una centrifuga di leggende e avventure verso l`epilogo finale. Un mondo magico e fantastico dove pozioni, tisane e monili uniti a stima e amore, sconfiggeranno il demone dell’oblio.
Lo stile descrittivo e delicato degli autori creano scenari degni dei migliori set cinematografici. Nelle fiabe e nelle favole, il tempo e lo spazio sono intangibili ed incalcolabili preludi di preziose e misteriose “scintille”, lontani dall’esattezza scientifica e temporale. Fantasia ed immaginazione sono il fil rouge di ogni avventura che nasconde insegnamenti e suggerimenti perché i bambini di oggi saranno gli uomini di domani. Basti pensare che le origini della favola sono da ricercare in Oriente, nella tradizione letteraria assiro-babilonese ed egizia. È solo con il greco Esopo (VI secolo a.C.) che si ebbe la prima grande raccolta scritta di favole. In particolare la favola fu rivalutata nel Seicento da Jean de La Fontaine. Mediamente le frasi sono brevi e molto semplici. SSonousati aggettivi qualificativi per esprimere in modo sintetico i diversi comportamenti. Sono molto frequenti i dialoghi, ma sono presenti anche i monologhi, ossia parole o frasi pronunciate da un personaggio che parla a se stesso. Il tempo è indeterminato e la durata dell’azione è  molto breve, . Il luogo corrisponde ad ambienti che troviamo nella realta e la morale, ossia l’insegnamento che si deve trarre dalla vicenda narrata, è il più delle volte esplicita, cioè viene espressa chiaramente dall’autore. A volte però la morale è implicita, cioè non dichiarata apertamente dall’autore, e allora in questo caso dovrà essere il lettore a ricavarla. Come nel caso di Un quarto di luna: I Veglianti di Campoverde” di M.G. Gullo e M. Longo.

Una fabula adatta a tutte le età, lettura consigliata per grandi e piccini(non troppo).

Spero di avervi incuriosito e che ora non vediate l’ora di correre a leggere Un quarto di luna: I Veglianti di Campoverde” di M.G. Gullo e M. Longo

 

Gli autori 

Il blog ha intervistato gli autori,

( Qui l’ articolo):

Ciao, si siamo una coppia anche nella vita, siamo sposati e abbiamo due bambini. Massimo ha fatto degli studi tecnici e lavora come disegnatore CAD, Maria Grazia si è laureata in Giurisprudenza dopo la maturità classica e adesso è un’impiegata amministrativa…Maria Grazia ha sempre sognato di scrivere ma non ne trovava il coraggio, Massimo, che è più impulsivo, le aveva sempre chiesto di scrivere insieme finché due anni fa è riuscito a convincerla. Il primo tentativo andava a rilento quando Massimo ha avuto l’idea si scrivere un fantasy ambientato in un altro sistema solare, a Maria Grazia è piaciuta subito moltissimo e la trama del libro è praticamente nata da sola con le idee di entrambi che si sommavano. Abbiamo così scoperto che eravamo compatibili anche in questo, scrivere insieme ci piace e ci diverte. Nella scrittura ci alterniamo e in due compensiamo i periodi di “blocco dello scrittore”.
Poi rivediamo i brani che con le modifiche varie diventano tutti di entrambi. Più di rado scriviamo i capitoli insieme frase per frase dalla prima stesura. Alla fine Massimo si occupa delle copertine e delle immagini, tutto “fatto in casa” come si dice.

 

 

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