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REVIEW PARTY | HUNGER GAMES – BALLATA DELL’USIGNOLO E IL SERPENTE DI SUZANNE COLLINS

Buongiorno readers, oggi finalmente  Noemi  vi parlerà del tanto atteso e discusso prequel della trilogia Hunger Games dal titolo Ballata dell’usignolo e del serpente. 

 

 

Serie Hunger games:

 

TITOLO: Ballata dell’usignolo e del serpente
AUTRICE: Suzanne Collins
SERIE: Hunger Games #0
GENERE: Fantasy
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 480
PREZZO: ebook € 3,99 cartaceo € 22,00

Sinossi

 

L’AMBIZIONE LO NUTRE, LA COMPETIZIONE LO GUIDA, MA IL POTERE HA UN PREZZO
È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l’unica, esile, possibilità di riportarlo all’antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D’ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l’arena avrà luogo un duello all’ultimo sangue, ma fuori dall’arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi.

Prequel della trilogia amata in tutto il mondo, “Hunger Games: Ballata dell’usignolo e del serpente” è il libro dedicato a Coriolanus Snow, l’antagonista per eccellenza della trilogia.
Il libro fondamentalmente parla dello sviluppo di Snow, della sua famiglia, la sua vita e pone le basi su quello che diventerà poi da grande, il presidente di Capitol City.


Andando per gradi, all’interno del romanzo vengono narrati i decimi Hunger Games, Coriolanus all’età di 18 anni, si ritrova praticamente quasi povero a vivere con la cugina e sua nonna mentre cerca di riportare in alto il nome degli Snow e quale occasione migliore se non gli Hunger Games per riscattarsi?!
Chiamato come mentore, gli viene attribuito il 12 esimo distretto ed il tributo femmina, Lucy Grey. Lucy è una ragazza sfrontata con un talento per il canto, abita nel 12 esimo distretto ma non si definisce di li, è una Covey, i Covey sono artisti che viaggiano da distretto in distretto e non hanno una vera e proprio terra loro, così la famiglia di Lucy doveva esssersi stabilizzata in quel distretto poco prima della famosa guerra tra Capitol City e i distretti che portarono alla distruzione del 13 esimo distretto.


Coriolanus deve riuscire nell’intento di far vincere gli Hunger Games a Lucy e allo stesso tempo cercare di creasi un futuro decente che ora non sembra più nemmeno sicuro, riuscirà a farlo?!
Se dovesse scegliere una sola parola per descrivere questi libro direi che cruento è la parola adatta. Parto dal presupposto che non sapevo proprio cosa aspettarmi visto che penso di essere una delle poche ad aver letto il libro senza aver cercato almeno la trama su internet, perciò per me è stata tutta una sorpresa. Libro diviso in tre parti la scrittura è scorrevole, anche le parti più cruente, le prime due parti sono effettivamente le più vivaci, piene di colpi di scena uno dietro l’altro che, lo ammetto, Susanne Collins non pensavo potesse raggiungere vette di colpi di scena come in questo libro. La terza parte ammetto di averla trovata più “noiosa” se tale si può definire, ma è stata solo la quiete prima della tempesta, prima del finale.


Definisco il libro cruento perchè, in primis, vengono descritti gli Hunger Games in ogni dettaglio possibile, dove i “giocatori” si ammazzano tra di loro e si vedono anche i retroscena che i mentori hanno per cercare di mandare avanti i propri tributi, tributi che sono trattati come delle marionette e non importa se le loro sono delle vite, lo definisco cruento per il trattamento totalmente diverso che i tributi avevano rispetto agli anni di Katniss e Peeta, dove venivamo trattati come delle bestie e non come persone che a prescindere già erano destinate al macello. Per di più anche dal lato dei metori non è assolutamente tutto rose e fiori, viene descritta una Capitol City totalmente devastata dalla guerra, dove tutti fanno di tutto per sopravvivere e cercano di salvare le apparenze come meglio riescono.
Parlando dei personaggi, è stato mostrato un lato totalmente inaspettato di Snow, ho simpatizzato e tifato per lui, dimenticando cosa avrebbe fatto in futuro. Viene mostrato come cerca di sopravvivere senza i suoi genitori, uccisi dalla guerra, di come con sua cugina cercano di prendersi cura della nonna, di come è ambizioso ma non senza scrupoli, viene descritto come arriva ad essere quello che è dopo, però ammetto che c’è stato un cambiamento totalmente inaspettato, perchè sappiamo tutti come è Snow ma dopo avermi fatto leggere la sua parte “umana” farmelo diventare senza scrupoli dall’oggi al domani non l’ho assolutamente apprezzato.
Lucy è una ragazza più che particolare, dotata di coraggio, ma spaventata da certe situazioni più grandi di lei, con una voce in grado di farla sopravvivere, che ama i Covey che sono la sua famiglia e per quale non rinuncerebbe mai.
Il rapporto tra lei e Snow è la cosa più inaspettata di tutti il libro, è ciò che mi ha permesso di apprezzare la parte umana di Snow nonostante il suo essere.
Se cercare una lettura leggera sappiate che assolutamente non lo è, per quanto possa essere scorrevole (si anche la terza parte) non mi sento di definirlo un libro leggero, ma non per questo sia meno bello anzi, mi ha tenuta con il fiato sospeso sin dalle prime pagine, si è fatto leggere in poco tempo, mi ha lasciata spiazzata lo ammetto, però penso che sia stato un prequel davvero bello e che fa comprendere molte più cose del mondo degli hunger games e come si sono sviluppati. Mi piacerebbe davvero tanto poter leggere qualche altra cosa, come le vite di Haymitch, Johanna e sopratutto Finnick.

 

Noemi

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