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Review party, Il fabbricante di sogni di R.M.Romero

 

Il fabbricante di sogni di  R.M. Romero

Editore: DeA Planeta
Prezzo: Rigido 17,00€ Ebook 9,99
Pagine: 322
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa

Sinossi

Cracovia, 1939. Solo chi crede nella magia può sopravvivere alla realtà.
Cracovia, 1939. È un giorno come tanti quello in cui una bambola di nome Karolina prende vita nella polverosa bottega di un giocattolaio. Una magia inaspettata che rompe la monotonia della solitaria esistenza di Jozef. Jozef è un uomo burbero che ha conosciuto la guerra e non è mai riuscito a ricomporre i pezzi del suo cuore infranto. Ma, quando Karolina entra nella sua vita come una ventata d’aria fresca, le cose cambiano. Nella bottega del giocattolaio torna il sorriso e Jozef si avvicina a un violinista ebreo e a sua figlia, per la quale realizza una splendida casa di bambole. Proprio nel momento in cui tutti sembrano finalmente aver trovato la felicità, però, l’ombra nera del nazismo si allunga sulla Polonia. I nuovi amici ebrei si trovano all’improvviso in pericolo, e Jozef non intende abbandonarli per nessun motivo. Anche se questo significa sacrificare se stesso. Acclamato dalla critica in tutto il mondo, Il fabbricante di sogni è una vera e propria favola universale, una straordinaria allegoria, più attuale che mai, sulla guerra e sull’odio razziale. Una storia dal grande potere immaginifico e dall’eccezionale forza letteraria che ci ricorda quanto sia importante credere nella magia, e nell’amore, per sopravvivere all’orrore della realtà.

 

 

La piccola casa di dolciumi era tutto quello che aveva sempre desiderato, perché Karolina non era né un re né una regina, e nemmeno una principessa: era una sarta. Aveva confezionato abiti da ballo di raso e panciotti di velluto, gonne che si aprivano a ventaglio come ali di una farfalla e splendide giacche con bottoni d’oro. Ma la cosa più bella era che con ago e filo Karolina cuciva desideri in ogni indumento. Ciascun desiderio era una speranza incompleta, una storia tessuta a metà che aveva bisogno di un finale. Ma Karolina non aveva il potere di esaudire i desideri che cuciva: la magia di cui disponeva non era molta.

La protagonista di Il fabbricante di sogni di R.M.Romero è una bambola, Karolina. Vive nel regno delle Bambole, è una sarta che impreziosisce tessuti ed i modelli per far vivere una vera e propria favola a chi li indosserà. Il regno da dove viene è stato sempre governato da un Re ed una Regina buoni e pacifici fino all’invasione dei Ratti. Esseri neri e cattivi a quattro zampe che vogliono invadere il mondo di Karolina. Lei fuggirà nei boschi dive incontrerà un soldatino, Fritz. La bambolina è sola e spaventata e spera che il suo nuovo amico abbia una soluzione al caos che li ricorda. Lui dal canto suo, sta pensando di trasferirsi nel mondo degli uomini per farsi adottare da qualche bambino che lo proteggerà e gli vorrà bene per sempre.

L’affetto dei bambini è tutto per i giocattoli il cui unico desiderio è ritornare proprio fra le braccia dei vecchi compagni di gioco. Così i due si mettono in viaggio, confidando in un futuro migliore.
«Quando un umano chiama una bambola c’è sempre una ragione» disse il vento gentile. «Hanno bisogno di voi… e potreste scoprire che hanno ciò che vi serve.»
Karolina incontrerà un vecchio giocattolaio che la prenderà con sè, lui è solo e vecchio. Ha un cuore grande che aprirà anche a due nuovi amici che incontreranno per caso, un violinista e sua figlia. La coppia sta scappando in quanto sono ebrei e la storia è ambientata durante la seconda guerra mondiale. Epoca di nefandezze, violenza ed ingiustizie.
«Non hanno nessun diritto di stare qui» bisbigliò. «Hanno il loro paese. Dovrebbero tornarci.» «Non funziona mai così» disse il Giocattolaio, tenendo a sua volta la voce bassa. «È questa la ragione per cui di solito scoppiano le guerre.» «Io credo che la Terra delle bambole sia più bella di qualsiasi altro posto del vostro mondo… anche più di Cracovia» replicò lei. «Ma non significa che abbia il diritto di invadere la tua città.» «Noi umani non siamo molto saggi» convenne.
I ratti avevano invaso il regno delle bambole portando Katrina alla fuga, nello stesso modo i tedeschi stavano cercando di eliminare gli ebrei e Cracovia. Metafore e apparenti coincidenze, R.M Romero racconta in modo semplice e scorrevole uno dei più gradi e sconvolgenti episodi dello scorso secolo, l’olocausto.

Il fabbricante di sogni mi ha molto colpito sin dal titolo, riportandomi alla mente un mio racconto ed al mondo delle favole. Leggendo la sinossi ho ricordato storie dell’infanzia come il soldatino di piombo, lo schiaccianoci, Pinocchio e film di Walt Disney. Una lettura che mi ha affascinato fin dall’inizio, ancor prima di leggere il libro. La protagonista, Karolina è una bambola che vive nella Terra incantata dei Giocattoli, fino all’invasione della strega cattiva ed i suoi Ratti. Un evento terribile che stravolge l’equilibrio del mondo incantato un po’ come nella storia infinita. Karolina viene invocata nel mondo umano come Bastian fu chiamato a Fantàsia, minacciata dal Nulla. La bambola e’ stata chiamarla da Cyril, un mago giocattolaio di Cracovia (rimando a mio parere a Pinocchio) e loro due diventano una famiglia che si allarghera’ con l’arrivo di Joszef e Rena, padre e figlia ebrei. Quando tutto sembra tornare sereno per la bambola, una nuova minaccia incombe su di loro, i nazisti. Due orribili invasioni in poco tempo che destabilizzano i protagonisti e la storia, trasformando la fiaba in realta’. Riportando il racconto ad un evento storico importante che ha segnato piu’ epoche. Storia e fantasia si intrecciano inesorabilmente tra magia, tradizioni, speranze e paure. Un fantasy che mi ha colpito per la delicatezza con cui tratta argomenti importanti come l’ Olocausto e mi ha lasciato perplessa per i troppi rimandi ai classici della letteratura. La lettura scorre veloce, la scrittura e’ fluida, semplice e lineare.

«Non c’è niente che faccia più male di un cuore spezzato»

 

 

 

R.M. Romero è un’autrice cubano-americana di origine ebraica. Vive a Miami Beach con il suo gatto nero. Quando non si dedica alla scrittura, si diverte a leggere fiabe e a cerca di studiare il polacco.

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