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recensione review party Segreti in giallo Edizioni

Review party, La Negromante di Laura Pegorini

Titolo: La Negromante

Autore: Laura Pegorini

Collana editoriale: Segreti in giallo

Genere: Epistolario

Pagine: 187

Cartaceo: €10,00 E-Book: (€0,99 lancio) € 2,99

Uscita: 4 Ottobre 2020

 

 

 

Suor Febe, orsolina di 26 anni razionale e testarda, con una solida fiducia in se stessa e nelle proprie capacità, è delegata a recarsi, al posto del fratello, in un cupo villaggio del territorio cremonese per verificare le accuse mossse dalla popolazione contro Annaluna e Vernante, uniti da un rapporto morboso e inquietante: riuscirà a scagionarli dal Tribunale del Sant’Uffizio, che li indaga per stregoneria? Nella sua ricerca della verità, è accompagnata da Padre Geraldo, che con lei condivide la convinzione che ciò di cui dobbiamo aver paura non è la strega, ma chi le punta il dito contro senza saperlo.

 

In poche pagine, la lettera di Suor Febe al fratello vuole essere una denuncia contro gli innumerevoli pregiudizi di cui sono sempre state vittime le donne, soprattutto quelle considerate diverse dalle concìvenzioni sociali.

 

 

 

Sì ad alto il negromante batte l’aleCh’a tanta altezza a pena aquila sale

(Ariosto).

 

Buongiorno readers, oggi vi parlerò di un libro particolare ed interessante, La Negromante di Laura Pegorini

Premetto che ho creato una introduzione per spiegare il titolo e la tematica trattata. Iniziamo…

 

La negromanzia o la negromanzia è un metodo di divinazione che implica la comunicazione con gli spiriti. Derivato dai termini greci nekro, che indica “corpo o materia”; e manteia, che significa “divinazione” o “profezia”. Precedentemente era una pratica comune in civiltà come Mesopotamian, egiziano, romano, greco e persiano.

La necromanzia (dal greco νεκρομαντεία, nekromanteía, composto di νεκρός, nekros, «morto», e μαντεία, manteía, «predizione») è una forma di divinazione, in cui i praticanti, detti necromanti, cercano di evocare gli spiriti dei defunti (fonte)

 

 

Le due pratiche sono diverse tra loro ed attualmente, la negromanzia è associata alla magia nera, alla mitologia, alla demonologia e alla stregoneria; è collegato anche con pratiche rituali dell’Africa come il voodoo e altri rami dello spiritismo (fonte)

Nella Bibbia, la pratica della negromanzia è proibita, considerandola un insulto e un’abominazione verso Dio. Il divieto era tale che la morte poteva essere considerata una punizione per chiunque lo facesse. La prima apparizione della parola negromanzia si può ritrovare nell’ L’odissea: Ulises -sotto le istruzioni del potente sacerdotessa Circe- scende agli inferi attraverso l’invocazione degli spiriti di conoscere i motivi per cui non può tornare a casa. Nel libro sono descritti una serie di elementi necromantici.

Nonostante la controversia che generò la pratica della negromanzia nel Medioevo, molti sacerdoti lo consideravano una seria area di studio. Questo è nato per comunicare con i morti, manipolare le menti degli altri e conoscere i segreti della vita dopo la morte(fonte).

Si dice che anche Dante Alighieri fosse un negromante…figure magiche e controverse della mostra storia.

Per i lettori e habitués della negromanzia e delle arti oscure, le opere dell’occultista Helena Blavatsky ed  hanno ispirarato anche gli scritti di H.P. Lovecraft.

 

La Negromante di Laura Pegorini è una storia breve e ben costruita, ambientata nel 1600 dove la protagonista è Suor Febe, orsolina  razionale e testarda in cerca della verità. È andata al posto del fratello in un paesino in provincia di Cremona per verificare  la veridicità di alcune accuse verso Annaluna e Vernante. Una coppia atipica e riservata che fa paura per la sua diversità.

Il parroco, don Geraldo ha provato ad aiutarli, inutilmente. Ora non può che affiancare la suora nelle ricerche e condividere con lei storie e pensieri. Una posizione che mi ha fatto ripensare a storie come gli esorcismi e le persecuzioni delle streghe. La chiesa ha sempre cercato, studiato ed ucciso? Questa volta sarà diverso?

Gli uomini di chiesa non sono del resto loro stessi umani ed a volte peccatori?

Considerazioni che sono venute naturalmente con lo scorrere delle pagine, soprattutto considerando il terremoto attuale che sta investendo San Pietro.

L’autrice descrive benissimo i personaggi, fisicamente e mentalmente. Li delinea in modo nitido e semplice.

Le personalità si riflettono nelle parole e fattezze. Una lettura interessante ed attuale dal plot efficace e ben costruito.

 

La lettera della suora è ben articolata ed in poche pagine riesce a raccogliere i tratti della sua epoca, intrisa di ignoranza, paure pregiudizi. Le vittime di questi lati oscuri sono sempre i più deboli, come le donne.

Da sempre accusate di tutto, dalla stregoneria alla pazzia. Sino all’epoca moderna dove si prova a limitarne la libertà. C’è un passaggio che ho molto amato e riflette questo mio pensiero in una conversazione tra suor Febe  e padre Geraldo che afferma, ..” e se davvero quella donna non avesse compiuto nulla di male? Può essere una colpa sembrare qualcosa che non si è? Siamo decisi a portarla davanti al Tribunale e con ogni probabilità condannarla al rogo soltanto perché gli abitanti di uno sperduto villaggio ritengono che sia una strega? Per quel poco che conosco quella donna e il suo compagno, so per certo che non confesserebbero mai colpe che pensano di non avere e forse non hanno. Ho molto pregato e molto riflettuto su questo caso e il mio parere da uomo che ha avuto l’opportunità di studiare è questo: non sappiamo nulla di ciò che avviene in quella casa né quale sia il passato di Vernante e Annaluna, ma non possiamo condannare a morte una donna soltanto per la sua riservatezza, per il suo aspetto o il suo comportamento. Dio ci ha creato a sua immagine e somiglianza, ma ognuno con una differenza di talenti: e se lei fosse semplicemente unica? Se fosse soltanto originale e accettasse con serenità questa sua diversità? È forse un peccato apprezzare se stessi per come siamo nati?”..

 

Annaluna è una ragazza che ha avuto una infanzia semplice per la sua epoca, non ha mai imparato a leggere e scrivere e fa sogni spaventosi. Che la portano a vagare nel bosco e urlare nella notte. Il fratello non la hai mai abbandonata e prova a collaborare con gli uomini di chiesa per farsi aiutare e vivere serenamente. Ci riusciranno?

Suor Febe si batte per la verità e per loro. La diversità può essere un valore aggiunto e fornire diverse chiavi di letture per fare crescere l’ individuo e la società.

Come sempre non vi spoilero il finale, consigliandovi la lettura di questo libro, che seppur ambientato nel passato e un po’ sullo stile della serie con Sofia Ricci, ” che Dio ci aiuti” e molto attuale .

Intelligo ut credam, ovvero credo solamente a ciò che posso intendere.

 

AUTORE

Laura Pegorini, classe ’92, nasce e vive a Cremona, cittadina che per i suoi colori, per la sua architettura e per il carattere delle persone si presta molto bene a racconti di folklore. Appassionata di letteratura e linguistica, dopo la maturità classica ha conseguito la laurea triennale in Lettere a Parma, la laurea magistrale in Filologia Moderna a Milano e il diploma di master in Professioni e prodotti dell’editoria a Pavia. Precaria da sempre come segretaria amministrativa, linguista computazionale, insegnante di italiano per stranieri, bibliotecaria e archivista, ora è editor freelance, blogger (Betta La Talpa) e scout letteraria e di nuovo insegnante. Ha lavorato in Polonia per quattro mesi per decidere che direzione prendere e in quel periodo ha scritto La Negromante.

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