SEMrush

Intervista con Luca Marchetti

Buongiorno readers, oggi intervistiamo un autore creativo e particolare, Luca Marchetti.

“Solo una storia” è il nome di una pagina facebook dove a puntate viene pubblicato il romanzo. Un idea vecchio stile attualizzata. iniziamo….

solo una storia

Link

 

Pagina per un romanzo Eroticamente Romantico a puntate – Profilo anonimo e reale

Una storia costruita sui sospiri e non sulle urla

Una storia costruita sulle sensazioni e non sulle prestazioni

Solo una storia difettosamente reale

Una storia senza regole neanche nello stile

Nata non per essere venduta ma per essere goduta

Seguimi per scoprire se è amore o trasgressione”…

Amore e passione binomio perfetto ed eterno. Attrazione, libido e fantasia, elementi naturali e necessari per una storia segreta. Consumata tra le mura lavorative in silenzio, tra sguardi e silenzi. Racconto a puntate narrato su Facebook.

Feuilleton 2.0.

L’arte del feuilleton nasce a cavallo tra il 1700 ed 800 per le storie di appendice. L’idea fu di Louis-François Bertin, direttore del Journal des Débats, che decise di dare spazio quotidiano alle notizie culturali, dedicandogli il pie di pagina. Perciò questo tipo di notizia, veniva Comunemente chiamata-foglietto, foglio piegato`-, per la sua natura di appendice, questa forma letteraria era molto diffusa e diede alla luce capolavori della letteratura come I tre moschettieri ed i Miserabili.

feuILLETON

Letteratura a puntate, più episodi che sono paragonabili alle serie televisive odierne. Su carta. Storie dilatate nel tempo, destinate ad ampio pubblico composto da varie realtà, unite dalla passione per la storia ed il suo sviluppo. Concetto che è cambiato dalla sua nascita grazie ai nuovi mezzo di diffusione. Dal giornale alla tv, arrivando ai social. Crescita dell’arte, Internalizzazione e lettori. Passaggio dal local al glocal, che non deve necessariamente seguire la  morfologia di Propp. Il romanzo 2.0 ha un nuovo stile, formato e diffusione. Basti pensare a Twitter con Theincipit o la piattaforma Phabule.it. Realtà quotidiane in cui chi ama leggere e scrivere accede regolarmente per alternarle con whatpad. Storie condivise in cui il lettore diviene anche autore.

Luca Marchetti ha voluto provare una vecchia formula attualizzata, rispettando i ruoli e dare forma ad una storia fuori dagli schermi, “ Solo Una storia”.

solo una storia2.jpg

– Come nasce l’idea di questo progetto?

Nasce per caso e forse anche per testardaggine. Ho sempre provato a creare delle storie che fossero distaccate dal classico mondo editoriale della pubblicazione. In passato con blog o siti che ospitavano racconti e solo recentemente ho notato che forse nel mondo social potevano avere corpo, scopo e spazio. La condivisione è essenziale come la comunicazione, elementi inscindibili per l’era 2.0. Creare una storia on line le permette di essere immediata e eterna. Per questo bisogna cercare la giusta formula, forma e presentazione.

-Come si sta sviluppando? Avevi già un idea quando la hai creata? E la sta seguendo?

Non avevo un idea precisa, amo creare ispirato dal momento. La storia prende forma tra i pensieri e quando la sviluppo sulla carta o schermo del pc, prende vita propria. Puo sembrare una frase fatta, ma assicuro che è la verità, forse si vede andando indietro ai primi capitoli del racconto. Siamo cresciuti insieme, diciamo che mi sono sempre tenuto massimo tre capitoli avanti rispetto a quello che si trova on-line. Ho notato che era un forte stimolo per non lasciare incompleto il progetto. Uno stimolo, come darsi delle scadenze da rispettare.

Con il tempo ho notato che mi da anche quel senso di storia che si sviluppa in autonomia mentre vede la luce. Una cosa difficile da fare se il progetto fosse un libro. Invece è come se così avesse una sorta di linfa vitale. O forse a me mi piace vederla così.

solo una storia.jpg

– Come vivi il rapporto con i lettori?

Direi bene. Dopo un primo periodo in cui è come pensare di vivere in una casa disabilitata pronta alla demolizione, ho notato che timidamente qualcosa stava cambiando. Tante persone mi scrivono e questo mi fa piacere , sono attenti a particolari o altro che lascio in sospeso. Sono curiosi di sapere come va a finire la storia e questo mi stimola.

La storia ha un contenuto particolare, noto la tendenza a leggere e non lasciare il segno di averlo fatto. Personalmente posso anche capirlo, si vive la storia e si pensa che è condivisa essendo su un social.

Essendo una storia in divenire ho sempre anche cercato di coinvolgerli, creando una partecipazione , facendo domande, intercettare i gusti. Anche per questo la considero una storia con una sua linfa vitale. Sono molto felice dei miei lettori e ho anche l’idea in qualche modo di coinvolgerli di più magari in stile libro game non so, vedremo…

– E la sua diffusione? Perché facebook? Cosa lo caratterizza per te?

In realtà uso anche Instagram. Credo che questi due social siano perfetti per le loro caratteristiche e modo di essere usati per poter pubblicare una storia a puntate.

In fondo la maggior parte di noi lo usa così, mantenendo i proprio follower aggiornati su quello che succede a livello personale o lavorativo, viene già usato per raccontare storie a puntate.

– Cosa pensi e come vivi la comunicazione 2.0?

Mi incuriosisce molto, credo che il vecchio concetto di comunicazione dato da TV, radio e carta stampata possiamo dimenticarcelo. Ora tutto è molto più immediato e anche i mezzi classici stanno cambiando e spostandosi in rete. Tutta la tecnologia moderna ci porta verso quella strada per informarci o trovare semplici informazioni come un albergo o ristorante. Quindi perché anche la lettura non possa trovarci un suo spazio? Non è facile per libro, ma forse anche perché per ora l’unica cosa fatta, è stata prendere un libro e metterlo digitale. Io parlo anche come forma di scrittura che cambi e si adatti alla lettura sul monitor. Quindi non un sostituto ma qualcosa che sia diverso e integri.

solo una storia3

Anche in funzione di questo ho scelto uno stile più da scrittura digitale, anche senza punteggiatura, per vedere se renda tutto più veloce e scorrevole, l’attenzione on-line è molto diversa da quella che si dedica alla lettura di un libro nel classico formato e anche molto più distratta.

– La tua esperienza?

La mia esperienza credo non sia importante o magari non voglio che influisca su quello che faccio. Mi piace l’idea che sia una persona che non esista che racconti la storia. Un narratore distaccato che, a differenza di un libro, chiunque ci possa interagire e, perché no, convincermi a cambiare le mie idee e influire sulla trama.

Si ringrazia Luca Marchetti.

Di Sofia Fabiani

No votes yet.
Please wait...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Torna in alto