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"Un gatto passa e si scrolla Shakespeare dalla schiena", Charles Bukowski

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Intervista con Luca Marchetti

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intervista a cura di Sofia Fabiani

 

Ciao, vuoi presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti! All ‘anagrafe non sono  Luca Marchetti, alias nato per essere quel che non sono. O forse si? Ho sempre inventato storie, sin da piccolo, che non vuol dire che sappia fare lo scrittore. Ho pubblicato alcune cose, ora però ho una consapevolezza diversa del mondo editoriale e affronterei la cosa in maniera totalmente diversa.

Blogger per passione? come ti sei avvicinato a questo mondo?

Da quando esistono gli spazi on-line fin da principio non ho fatto altro che aprire pagine o blog ovunque, sperimentando, credo che sia la passione per la scrittura e aver voglia di comunicare che ti fa avvicinare a questa realtà. Oltre al fatto di parlare con persone che non ti conoscono e ti giudicano solo per quello che fai e come lo fai,non per chi sei.

Scrittura in rete, cosa ne pensi?diffusione attraverso social?

Credo che sia una cosa molto interessante per avere una risposta immediata e crearsi un seguito a cui possa piacere quello che fai. Sono stato sempre un sostenitore della nicchia interessata, invece dei grandi numeri. Oggi il social è molto diffuso per questo mi è venuta l’idea che di una storia a puntate, come uscivano una volta nelle riviste, dove sperimentare uno stile che possa essere adatto, asciutto e veloce, per leggere in libertà su un telefono o tablet.

Come e quando nasce l’idea di-solo una storia-?

Nasce per caso, vedendo tutto questo profilare di racconti erotici, che in parte non mi colpivano. Mi sembravano una trascrizione di un video porno-. Ho voluto sperimentare la creazione di  una storia meno esplicita e giocata sulla parte emotiva. Non solo la prestazione deve avere attenzione, ma anche la parte introspettiva. Essendo una storia a puntate, ho dovuto anche fare una scelta veloce e asciutta, essendo prettamente on-line, non aveva senso dilungarsi in eccessivi particolari. Poi volevo anche che ogni capitolo non fosse troppo complicato, in modo da potersi leggere indipendentemente e in poco tempo mettersi al pari per chi si incuriosisce.  Volevo tutto veloce e ritmato come quando esplode la passione e non si ha logica.  Anche la mancanza di punteggiatura e frasi veloci è una scelta, volevo che si adattasse la storia alle regole moderne di scrittura digitale. Spersonalizzando i personaggi e concentrandomi sul concetto passionale e mentale. Non a caso la protagonista femminile viene sempre definita “Lei” e la sua metà “Mia moglie”. Sono i due perni del suo mondo erotico mentre tutti gli altri personaggi hanno un nome normale e anche un ruolo marginale.

La trama è solo fantasia, hai dato voce ad istinti e desideri?

Tutto nasce da qualcosa, anche la fantasia, ma poi quando inizi a scrivere tutto prende la sua strada e vive di vita propria. Mi è sempre piaciuto rapportarmi ai personaggi come degli amici, non come una personale proiezione. Parti con un’idea e poi finisci che tutto sembra evolversi da solo dettato dalla loro personalità. È un po’ folle detto così ma credo sia una rappresentazione veritiera, realtà e fantasia sono due amanti segreti che si amano alla follia.  Le regole impongono un ruolo finché non le infrangi

Leggendo, ho avuto l’impressione che ci sia rimandi al mondo del bondage ed affini. Il racconto hai preso aspirazione dal mondo bdsm?

Non penso si possa parlare di bdsm, o almeno non nel modo che oggi è diventato mainstream, diciamo che si inspira più al concetto dell’appartenenza più che del padrone- schiavo. Il tutto va nella direzione delle sensazioni che sfociano nella passione. Nel voler osare e non capire perché si ha questo istinto. I personaggi non sembrano saper bene cosa stanno facendo. Non credo che un amante del bdsm possa ritenere interessante la mia storia o almeno non ho potuto costatarlo ancora. Perché i ruoli non sono rigidi, come pure i desideri. Nessuno alla fine è realmente chi vuole essere, non sanno chi sono e cosa vogliono e si aggrappano alle proprie barriere per non cedere.

Alcuni tratti ricordano rapporto tra matress e slave..Un gioco di potere che mi rese totalmente dipendente da lei, Io lavoravo per lei……..donna di potere e suo sottoposto, una interessante inversione dei classici ruoli….Lei comanda….come nasce questa idea?

Si esatto questo passaggio forse da l’idea del richiamo dei ruoli e del mondo bdsm, ma poi leggendo si capisce che non va in quella direzione ma è un dualismo psichico per trovare il proprio ruolo in una costante cambiamento di ruoli. Le regole non sono mai fisse. E chi comanda poi viene comandato in un cambio costante e fuso insieme. E questa diciamo l’idea, sregolatezza in un mondo di regole, che sia quello reale dei pregiudizi o quello rigido dei ruoli del bdsm.

Sesso e potere,binomio perfetto o meno?

Il potere nel sesso non è mai effettivo, almeno nella mia storia, il potere lo detiene chi gli viene concesso il potere per poter soddisfare chi non ne ha. È comunque un rapporto di dare per ricevere e chi riceve vuole dare. Per soddisfarsi e soddisfare. I protagonisti non riesco a gestire i ruoli e tutto diventa confuso e passionale e le regole spariscono. Fondamentalmente non sanno quello che vogliono è molto forse edonista la storia e una parte della loro personalità è egocentrica.

Desiderio e sesso,binomio perfetto o meno?

Il desiderio se trova sintonia, libertà di esprimersi, ed elettricità tra due persone diventa sesso.

La storia prosegue tra alti e bassi, insoddisfazione e piacere, come la struttura, ha già una scaletta o improvvisi?

Ho cercato di renderli emotivi e non dei super uomini che fanno impazzire le donne super perfette… renderli reali con pregi, debolezze e difetti.H o un’idea precisa e la storia salvo alcuni passaggi intermedi è già conclusa. Ci saranno anche episodi che la faranno uscire dal classico mondo solo erotico per trovare punti di collegamento in altri generi, rimarrà centrale il discorso erotico, ma verranno inseriti anche altre sfumature di trama.  Una sicuramente sarà nel capitolo 24. Parallelamente sto lavorando alla stessa in versione XXL, la classica più narrativa che non sarebbe adatta per il web, non per uno scopo preciso ma semplicemente mi sono appassionato e vorrei mettere dei dettagli in più.

Perchè usare una pagina facebook per la diffusione?

E’ il punto dove la storia nasce e si evolve, con pochissimi post esterni alla storia. Come se fosse un vecchio romanzo d’appendice a puntate pubblicato in una rivista settimanale dove i lettori aspettano di vedere cosa succede. Forse, usando oggi anche le foto, quasi un’evoluzione ai tempi moderni del fotoromanzo direi, anche se il paragone è un po’ forzato. Mi piacerebbe che parole e immagini fossero collegate insieme in maniera più precisa e presente. Come una preview che crei e prepari il terreno accendendo la fantasia.

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Ruolo dell’ erotico nella letteratura contemporanea?

Penso che la letteratura è fatta di storie e stili di vita. Analizza la società, oggi l’erotismo non è più tabù ed è sdoganato in qualsiasi cosa e ovunque quindi secondo me il romanzo erotico può avere il suo spazio e rispetto.

Progetti?

Sperare che la mia storia piaccia e che venga seguita, poi come dicevo uscire magari dal web per una versione XXL. Ma diciamo che non mi voglio fare aspettative perché è nato tutto per divertimento e per ora va bene così, perché effettivamente mi diverto…

Aspirazioni?

Riuscire a trovare una collaborazione per rendere più efficaci e dettagliato il rapporto immagini parole o video parole. Di preciso non saprei come fare ma sicuramente questa è uno dei dettagli che mi piacerebbe sistemare….

I tuoi contatti….

https://www.facebook.com/LucaMarchettiSoloUnaStoria/

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