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Recensione, “Il grande Lucernario”di Maria Giovanna Luini

Buongiorno readers,oggi vi presentiamo la recensione di, “Il grande Lucernario”di Maria Giovanna Luini.

 

Un libro è mille strade: te ne accorgi quando lo leggi, ma anche – tanto – quando il libro è tuo e inizia a vivere fuori da te. Lo sai dalle domande, dai commenti, dai silenzi, dagli applausi e dai rifiuti. Lo indovini dalla pressione preziosa o convulsa, apatica o casuale delle mani sulla copertina, lo scopri dai reconditi spazi bui dell’incertezza nei toni di chi ti sussurra che sarà un successo.
Mancano pochi giorni e “Il Grande Lucernario” avrà vita. Porto con me la copia staffetta e le presento la gente, i pazienti, gli amici, i passanti che neanche mi notano. Le mostro le case e le strade, i vuoti e i pieni, il mare e la neve. La fotografo e non resisto alla tentazione di piazzarla nel Web. Svelo alle pagine non più mie le zone segrete che non racconterò a nessuno, i momenti intimi di lacrime e risa e l’amore da tacere insieme a quello che si manifesta. E aspetto, seguendo docile le indicazioni di chi mi onora di attenzione e prepara interviste e lanci, presentazioni ed eventi.
Oggi vorrei ritornarci dentro e riscrivere tutto. Sembra impossibile che davvero queste parole uscite da me siano destinate a raggiungervi. E’ tutto un: “E se avessi…”. Devo fermarmi: tutto è al proprio posto sempre, ogni istante. Va bene così”…

scriveva l’autrice MariaGiovanna Luini sul suo blog, prima dell’uscita del”Grande lucernario”, libro dove racconta la vota da assistente medico di Umberto Veronesi per sedici anni, racconta il suo rapporto con il Professore e la sfida: integrare la medicina tradizionale con una prospettiva olistica.

 

 

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Questa è la storia di una rivoluzione e di una sfida. La vita di un medico che si dedica per tanti anni alla medicina in un centro di eccellenza internazionale e passo passo si arricchisce di uno sguardo olistico. Perché la sfida è tenere insieme gli inviolabili poteri della scienza e la nostra parte misteriosa. Siamo esseri complessi e meravigliosi: il corpo fisico è solo una parte di noi. Ecco perché la medicina dovrebbe aprirsi a filosofie e pratiche che non hanno a che fare solo con la parte tangibile o con la cosiddetta «psiche». E mettere al centro la ricerca della cura unica e speciale per ognuno di noi. L’ascolto e il rispetto di chi ha bisogno, la comprensione e l’empatia, l’accompagnamento nel percorso della guarigione. La storia di Giovanna Gatti, Maria Giovanna Luini quando scrive libri, è il percorso di un medico che non abbandona le proprie radici ma le oltrepassa e approfondisce questioni che alcuni definiscono come meramente «alternative». E tutto accade durante l’esperienza più incredibile della sua vita, cioè nei sedici anni fianco a fianco di Umberto Veronesi. Perché l’eredità di Veronesi non si chiama solo chirurgia. Ciò che impariamo da un maestro non è dire fare e pensare quello che il mondo si aspetta da noi, ma dire fare e pensare quello che siamo, per sentirci davvero vicino al nostro cuore di verità, dentro la scoperta continua e irripetibile del mistero di esseri umani(fonte).

 

 

 

 

L’autrice ricorda con affetto ed un sorriso l’episodio che dona il titolo al suo nuovo libro, “Lei è proprio un Grande Lucernario, professore.” Fu una donna ad apostrofarlo così durante una cena. Assomigliava a Olivia, fidanzata di Braccio di Ferro. E Veronesi ritornava spesso su quel complimento, soprattutto quando qualcuno lo definiva luminare. No, macché luminare, sono un lucernario.
Questa è la storia di una rivoluzione e di una sfida. La vita di un medico che si dedica per tanti anni alla medicina in un centro di eccellenza internazionale e passo passo si arricchisce di uno sguardo olistico. Perché la sfida è tenere insieme gli inviolabili poteri della scienza e la nostra parte misteriosa.
Siamo esseri complessi e meravigliosi: il corpo fisico è solo una parte di noi. Ecco perché la medicina dovrebbe aprirsi a filosofie e pratiche che non hanno a che fare solo con la parte tangibile o con la cosiddetta “psiche”. E mettere al centro la ricerca della cura unica e speciale per ognuno di noi. L’ascolto e il rispetto di chi ha bisogno, la comprensione e l’empatia, l’accompagnamento nel percorso della guarigione.
La storia di Giovanna Gatti, MariaGiovanna Luini quando scrive libri, è il percorso di un medico che non abbandona le proprie radici ma le oltrepassa e approfondisce questioni che alcuni definiscono come meramente “alternative”. E tutto accade durante l’esperienza più incredibile della sua vita, cioè nei sedici anni fianco a fianco con Umberto Veronesi.
Un recente studio condotto da un gruppo di scienziati del centro per la ricerca sul cancro di Yale e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute dimostra che la medicina alternativa funziona contro il cancro.
La notizia è stata diffusa dalla fondazione Veronesi, i ricercatori hanno esaminato i dati di 840 pazienti che avevano ricevuto una diagnosi di cancro tra il 2004 e il 2013.
Di questi, a seguito di una scelta spontanea, 280 s’erano affidati alla medicina non convenzionale: con approcci non sempre uguali tra loro. Nel confronto effettuato a cinque anni con i pazienti con le medesime neoplasie, trattate però con la chirurgia, la chemio e la radioterapia, è emerso un rischio di morte più alto per tutte le forme tumorali prese in esame.
La probabilità, hanno spiegato gli autori dello studio, «è risultata in media accresciuta di 2,5 volte». Ma in alcuni casi, in realtà, l’aumento è risultato più che doppio. Mentre il 41 per cento di chi riceve trattamenti convenzionali per il tumore del polmone era vivo dopo cinque anni dalla diagnosi, soltanto il venti per cento degli altri risultava esserci riuscito. Idem dicasi per il tumore del colon: con quote di sopravvivenza variabili tra il 33 (pazienti curati con metodi alternativi) e il 79 per cento (dato medio registrato tra i malati trattati in maniera convenzionale).

‘Perché l’eredità di Veronesi non si chiama solo chirurgia. Ciò che impariamo da un maestro non è dire fare e pensare quello che il mondo si aspetta da noi, ma dire fare e pensare quello che siamo, per sentirci davvero vicino al nostro cuore di verità, dentro la scoperta continua e irripetibile del mistero di esseri umani”.

 

Un nuovo libro che affronta tempi importanti e continua a dar voce ad un personaggio, Veronesi, che ha cambiato un epoca.

L’autrice: MariaGiovanna Luini (pseudonimo di Giovanna Gatti) è nata il 21-02-1970. E’ scrittrice (narrativa e saggistica), divulgatrice scientifico, consulente di sceneggiatura. Ha scritto romanzi, saggi, molti articoli giornalistici divulgativi e qualche fiaba. Nella saggistica ha pubblicato anche (ma non solo) a quattro mani con Umberto Veronesi, di cui è stata assistente medico personale nella Direzione Scientifica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO), Alberto Luini, Nicoletta Carbone e Marco Bianchi. Ha pubblicato romanzi (il più recente La luce che brilla sui tetti) e saggi (molti dei quali insieme a Veronesi), ha collaborato a sceneggiature cinematografiche e prestato consulenza per Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek.

 

 

 

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