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Una storia che consola di Susanna Trippa.

Sinossi:

“Una storia che consola”, scritto nei mesi del lockdown della strana primavera 2020, è un romanzo epistolare. Quando scoppia la pandemia in Italia, e in particolare in Lombardia, l’autrice, dalla sua casetta in collina in provincia di Bergamo, come tutti si trova ad affrontare i timori e le angosce del periodo. Ad arrivare in suo aiuto sarà un pacchetto di lettere, biglietti, cartoline e vecchie foto. Da quel momento s’immergerà nell’attenta rilettura di quel dialogo epistolare avvenuto tra i suoi genitori durante il lungo fidanzamento negli anni Trenta. Dal 1934 al 1940 – in piena epoca fascista – due giovani si conoscono, s’innamorano, immaginano e costruiscono il loro futuro.

Cosa ne penso

Il romanzo, Una storia che consola, di Susanna Trippa è un racconto che si sviluppa attraverso le lettere che i genitori dell’autrice si scambiavano durante il loro fidanzamento. Questo è un elemento che rende la storia particolarmente interessante e suggestiva, soprattutto perché il contesto della riscoperta lettere è ricollocato nel presente, durante il periodo del lockdown. Un periodo particolare e delicato dove il tempo era dilatato e l’autrice ha amato per riscoprire le sue radici. Ricordare da dove veniva per ulteriori chiavi di lettura e interpretazione del contemporaneo.

Susanna Trippa, con una scrittura delicata e avvolgente, ci trasporta così in un viaggio nel tempo e nella storia, facendoci conoscere i suoi genitori e il loro rapporto amoroso di lunga durata. Attraverso le parole scritte, l’autrice ci offre uno spaccato di vita quotidiana, ma anche di paure, speranze e desideri che caratterizzavano quel periodo storico così lontano.

In questa sorta di epistolario, Susanna Trippa riesce a creare una connessione profonda con il lettore, che si trova coinvolto e partecipe delle emozioni dei personaggi. Sono lettere vibranti di amore, ma anche di paura e incertezza, in un contesto in cui tutto sembra improvvisamente sconvolto.

La storia narrata in questo romanzo è davvero affascinante. L’autrice è riuscita a creare un mix perfetto tra realtà e finzione, lasciando al lettore la sensazione di essere stato catapultato direttamente nella Bologna degli anni ’30 e ’40.

Il contesto storico è ben descritto, l’ombra del regime fascista permea ogni pagina e si può percepire il clima di tensione e oppressione che regnava in quel periodo. Nonostante ciò, la relazione tra i due protagonisti, tramandata attraverso le loro lettere, riesce a fiorire e a superare tutte le avversità politiche e sociali.

La forza delle parole scritte e l’importanza della comunicazione sono temi centrali della storia. Le lettere scambiate dai due innamorati diventano il fulcro della narrazione, mostrando come le parole possano superare confini geografici e temporali e resistere alle avversità.

Oltre al contesto storico, il romanzo si concentra anche sulle emozioni dei personaggi. I lettori vengono trasportati nella mente e nel cuore dei protagonisti, provando la loro gioia, il loro dolore e la loro speranza. Questo rende la storia ancora più coinvolgente e commovente.

La narrazione è scorrevole e coinvolgente. Le descrizioni sono dettagliate e realistiche, e permettono al lettore di immaginarsi le ambientazioni e i personaggi. L’autrice ha saputo creare un vero e proprio viaggio nel tempo, e per questo il romanzo risulta affascinante e coinvolgente sin dalle prime pagine.

Una storia che consola è un libro che riesce a farci riflettere sul valore delle parole e sul potere che possono avere nel creare legami e nel dare conforto anche nei momenti più bui.

Susanna Trippa, attraverso la sua narrativa ispirata alle lettere dei suoi genitori, ci invita ad ascoltare e a prendere il tempo per riscoprire la bellezza delle emozioni.

Consiglio vivamente la lettura di Una storia che consola, una storia riesce a emozionare, regalare conforto e riscoperta delle emozioni; attraverso il valore delle parole e delle relazioni umane.

I personaggi affrontano il loro destino con coraggio e resilienza, offrendo una speranza che l’autrice ci trasmette con delicatezza e maestria.  Un romanzo toccante e avvincente, capace di trasportare il lettore indietro nel tempo e di farlo vivere le vicende dei protagonisti in maniera intensa. È un inno alla forza dell’amore e alla capacità delle parole di vincere qualsiasi ostacolo.

L’autrice: Susanna Trippa. Nata a Bologna e laureata in Lettere moderne e Storia dell’Arte. Si trasferisce a Bergamo nel 1977, dove lavora prima come insegnante poi nel settore pubblicitario.  Da più di vent’anni vive in Valcavallina, con famiglia ed animali, nella casetta che ha dato nome e immagine al suo primo libro I racconti di CasaLuet (2008), una fitta rete di racconti, sogni e magia.  Il racconto Pane e cinema ha ricevuto il 1° premio AlberoAndronico “Cinecittà – l’occhio del cinema sulla città” (2009).  Nel 2015 esce il romanzo epico/fantasy Il viaggio di una stella, invece Come cambia lo sguardo – Gli inganni del sessantotto- è del 2019 (Armando Curcio Editore). l romanzo Una storia che consola dell’autrice Susanna Trippa, è stato pubblicato dalla Casa Editrice LFA Publisher, 194 le pagine.

Disponibile nelle migliori librerie e negli store online.

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