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‘Uropia, il protocollo Maynards” di Pietro Bargagli Stoffi

In fatidica vicinanza con le recenti Elezioni Europee 2019 ed il Brexit è stato pubblicato il libro Uropia, il protocollo Maynards, un thriller distopico sul rischio reale di una potenziale deriva autoritaria all’interno dell’Unione Europea e che ha suscitato l’apprezzamento del premio Nobel per la Pace, Prof. Muhammad Yunus.

 

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Ispirato al lavoro dell’economista Professor Alberto Bagnai, sotto la veste di una fiction il testo affronta e sviluppa temi sociali scottanti e di estrema attualità: quanto è realistico il rischio di una deriva antidemocratica in Europa?

Che ruolo possono giocare immigrazione, terrorismo e populismo, cybersorveglianza e social media, élites e lobbyismo?  In che misura i deficit di democrazia e trasparenza delle istituzioni europee contribuiscono a diffondere sentimenti eurocritici ed euroscettici?

Nato a Pisa e laureato in Giurisprudenza, ma residente in Svizzera dal 2018, l’autore Pietro Bargagli Stoffi è al suo esordio letterario.

Il libro è disponibile in tutti i bookstores online ed in oltre 1000 librerie italiane in formato cartaceo ed e-Book.

 

Sinossi

Quanto è realistico oggi il pericolo di una deriva autoritaria in Europa?  Può il terrorismo giocare un ruolo?

Negli ultimi dieci anni il mondo è cambiato profondamente e la stessa Europa ha subito una trasformazione epocale: i trenta stati che componevano l’Unione Europea si sono sciolti, confluendo in una entità statale continentale.

Architetto di questo progetto è il Presidente delle Commissione Europea, l’ungherese Andraş Pordan.

Per un anno questi manterrà la carica provvisoria di presidente d’Europa per consentire la transizione verso le prime elezioni democratiche continentali; appoggiato da influenti centri di potere, Pordan non si lascia sfuggire l’occasione di approfittare di una tale opportunità.

Con la collaborazione del suo giovane sottosegretario sfrutta cinicamente la paura cronicizzata dai continui attentati e le tensioni sociali provocate dal successo dei partiti populisti: sotto il manto della lotta al terrorismo e alla violenza politica fa sciogliere gli stati nazionali ed implementa sistematicamente un sistema di repressione e di controllo della società.

Sono in pochi a denunciare pubblicamente i pericoli di una deriva antidemocratica in Europa: tra questi il professor Johnathan Maynards, padre del sottosegretario e docente di econometria all’università di Monaco di Baviera, il cui attivismo ha ispirato la nascita del movimento civico Uropia.

Quando Pordan dichiara fuorilegge la piattaforma Wikileaks ed emana leggi liberticide, il professor Maynards si trova costretto a candidarsi alle elezioni presidenziali del dicembre successivo, diventando di fatto avversario diretto di Pordan.

L’esecutivo ha il sospetto che il professore sia uno dei cinque reviewers di Wikileaks, e che sia coinvolto nella pubblicazione di documenti ed informazioni riservate che nel quinquennio precedente avevano svelato, tra le altre cose, l’infiltrazione dei servizi segreti tedeschi negli ambienti di estrema destra, al fine di ottenere una “manovalanza” in grado di manipolare il panorama politico e partitico secondo convenienza, in cambio dell’impunità garantita agli estremisti.

Per eliminarlo, Matthew e il presidente Pordan organizzano il suo sequestro, dopo aver lasciato degenarare nel vandalismo e nella violenza una manifestazione del movimento Uropia, addossando la responsabilità al professore;  ma questi scompare misteriosamente proprio il mattino che un commando dei servizi segreti europei avrebbe dovuto prelevarlo. Il Centro Europeo contro il Terrorismo (Ectc) spicca allora un mandato di cattura internazionale contro il latitante professore, con l’accusa di “terrorismo”.

La polizia europea interroga nel frattempo Massimo “Max” Maffei, un simpatizzante e sostenitore del movimento Uropia e amico di famiglia dei Maynards, il quale si trovava alla guida dell’auto del professore prima che questi scomparisse.  Sia i poliziotti di Europol che gli agenti dei servizi sospettano che Max sia coinvolto nella sua scomparsa -o nella sua fuga, a seconda dei punti di vista- e lo mettono sotto controllo all’insaputa gli uni degli altri. Ma non sono i soli.

Sotto gli occhi degli agenti di Europol, i colleghi dei Servizi tentano di sequestrare Max, ma in modo rocambolesco ed eclatante questi viene prelevato dal proprio appartamento dall’amico e collega Alexandre, l’agente letterario francese, che con uno scambio di persona lo fa uscire di casa prima che i servizi segreti irrompano nel suo domicilio.

Portato in un luogo sicuro, nell’incredulità e rabbia di Max, Alexandre gli rivela di essere stato un collaboratore del Fsb russo ai tempi del suo impiego nell’ambasciata francese a Berlino; lo mette al corrente del tentativo di sequestro appena scampato e gli fa capire che il professor Maynards si trova al sicuro.  Alex e i suoi uomini nascondo Max in un podere sperduto nella campagna bavarese e gli consigliano di dileguarsi al più presto, lasciando il paese senza tornare a casa o in ufficio e senza cercare di avvicinare parenti e conoscenti, se non vuole mettere sé stesso e i suoi cari in pericolo.

Max non riesce ad astenersi da un disperato tentativo di informare Anna e suo padre della propria sparizione.  Con un piano primitivo ma efficace elude i Servizi che lo cercano e riesce a far avere un messaggio ad Anna grazie all’aiuto di Carlos, un senzatetto con cui ha ottimi rapporti.  Poi, faticosamente e di nascosto, raggiunge la Sicilia dove trova ospitalità e discrezione presso un buon amico. Nascosto in una masseria in campagna, navigando su internet scopre che Carlos è stato ritrovato morto.

Infatti l’ispettore capo del Ectc, Jean Genot, – il quale per conto di Matthew Maynards ha coordinato i due falliti tentativi di sequestro, e che non si rassegna di essere stato beffato due volte – ha dato ordine di uccidere in maniera eclatante il senzatetto per mandare un segnale e statuire un esempio.

Inoltre Genot ha avocato a sé le indagini sulla scomparsa del professore, togliendole al commissario Pertone di Europol, per evitare che questi possa scoprire il convolgimento dei Servizi segreti europei e del Governo.  Pertone comunque non si lascia scappare l’occasione della successiva scomparsa di Max per proseguire in ogni caso le indagini, sostendendo che i due episodi non siano collegati tra loro.

Genot fa allora pressione su Pertone affinché lasci spontaneamente anche queste indagini, cosa che conferma il convincimento del commissario del coinvolgimento dei Servizi nelle due sparizioni.

Durante i sei mesi della latitanza di Max avvengono alcuni fatti cruciali.

L’assenza del professor Maynards permette ad una corrente interna minoritaria del movimento Uropia di prenderne le redini, estremizzandone le posizioni politiche in senso populisitico e aggressivo.  Successivamente il partito viene formalmente sciolto per aderire ad un conglomerato di partiti europei di estrema destra, sostendendo un diverso candidato – un populista.

Il padre di Max, Amos, è stato colpito da un secondo ictus ed è in punto di morte.

Il presidente Pordan riceve un rapporto dall’ispettore Genot – con il quale condivide da anni alcuni affari sporchi – nel quale viene palesato il sospetto che il sottosegretario Matthew Maynards abbia sabotato i due sequestri e che sia la famosa “talpa” che ha violato i sistemi informatici dei Servizi e permesso la fuga di notizie riservate a beneficio di Wikileaks.  Pordan rimane sconvolto dall’apprendere questa possibilità, avendo enorme fiducia nel figlio del professore che ha sempre dimostrato fedeltà a Pordan stesso e freddezza, cinismo e odio verso il padre; ma nel dubbio ordina a Genot di mettere sotto controllo il sottosegretario.

Matthew si accorge però di essere spiato e reagisce, esibendo numerosi dossier riservati e protocolli di indagini interne sul conto di Genot, dai quali risultano abusi ed illegalità, ricatti, dossier riservati a fine di estorsione.  Pordan, che è perfettamente a conoscenza dei misfatti dell’ispettore -perché suo protettore e complice- temendo che lo stesso Genot abbia raccolto le prove del coinvolgimento dello stesso presidente per usarle come “salvacondotto”, incarica Matthew di distruggere le prove di liquidare l’ispettore internamente, senza pubblicità.

Matthew allora fornisce di nascosto al commissario Pertone alcune indicazioni sull’assassino del signor Carlos che permettono al poliziotto di arrestare Genot, prima che questi possa essere rimosso internamente e restare impunito.  Pordan s’infuria con Matthew del conseguente scandalo pubblico e gli chiede la testa di Pertone, ma Matthew lo tranquillizza sostenendo di aver fatto al commissario un offerta irrifiutabile in cambio della sua obbedienza.

Poche settimane prima delle elezioni il professor Maynards si costituisce, ma viene immediatamente rilasciato e scagionato per non farne un martire politico; Max segue l’esempio del professore e torna a Monaco ad accudire il padre, che lentamente si riprende.  Intanto il piano del Presidente e di Matthew raggiunge il suo scopo: Pordan vince le elezioni e diventa presidente, Matthew è il suo vice.

Solo due mesi dopo Pordan si dimette inaspettatamente “per motivi di salute”.  Matthew è nominato presidente al suo posto, e svela agli amici il compromesso che ha pattuito con Pordan: le sue dimissioni in cambio della distruzione delle prove raccolte da Genot contro di lui.  Nel frattempo però un video scottante è stato recapitato anonimamente al commissariato di Monaco.

Dopo aver fatto caricare la propria limousine di valigie, Pordan è in procinto di abbandonare in tutta fretta la sua villa parigina ed espatriare, ma viene arrestato dall’ex collega di Pertone, Strauss, con l’accusa di violenza sessuale su minori.

 

 

 

 

 

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