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Veronica Polverari, Continuare a respirare: Tratto da una storia vera, Brè Editore

Data di Pubblicazione: luglio 2022

ISBN: 1259702294

Ean: 9791259702296

Pagine: 135

Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

Formato: brossura

Sinossi

Una dedica densa di emozioni. Una lettera che va oltre l’amore, oltre il dolore. Aurora e la sua Bibi, sono madre e figlia. Due persone unite da un immenso sentimento, un affetto che oltrepassa i legami familiari. Sono due cuori che convivono. Una vicenda narrata ai giorni nostri e che combatte i mostri attuali. E cosa c’è di più malvagio della pandemia che abbiamo vissuto negli ultimi anni? Le due donne si trovano a combattere un nemico sconosciuto, un rivale orribile che non ha pietà. Il Covid non si ferma davanti agli affetti, non si arresta davanti alle lacrime. Bibi e Aurora sono chiamate a superare una prova difficile, la più dura. E la sconfitta sembra essere troppo vicina e drammatica. Pensieri, nostalgie e memorie di un passato insolito, a tratti burrascoso, sono racchiusi in un romanzo che è un inno alla vita e alla speranza. Una presa di coscienza sul fatto che anche chi non c’è più, camminerà per sempre al nostro fianco.

Veronica Polverari, Continuare a respirare: Tratto da una storia vera è un romanzo pubblicato da Bre’ Edizioni. Ambientato durante la pandemia, il coronavirus ha colpito la quotidianità e la salute.

L’autrice narra la vita di una famiglia unita sconvolta dal covid19. Il virus ha colpito tutti i membri in modo più o meno grave. Passato e presente si intrecciano ed il dolore scorre tra le righe insieme alla speranza.

Lo stile scorrevole e semplice crea scene intense che mi hanno fatto sospirare, sorridere e lasciato con il cuore in gola sino alla fine. Personalmente ho preso il libro dopo la presentazione al blog della casa editrice e lo ho amato per la trama ben costruita, i personaggi presenti e saldi tra le pagine che scorrono veloci. Una lettura attuale, intensa e struggente. Specchio dell’amore di due donne e non solo, un inno alla vita e la speranza.

dopo le mie mille ricerche avevo trovato il nome di un paziente che aveva passato l’inferno che stava vivendo mia mamma e ora lo poteva raccontare. Gli avevo scritto sere prima, tramite Facebook. Lui mi aveva risposto, era stato gentile, mi aveva raccontato la sua esperienza. Era un uomo di Chiesa e mi ripeteva che insieme a sua moglie avrebbero pregato per mia mamma. Ci eravamo scambiati, con un po’ di diffidenza da parte mia, i numeri di telefono